Calcioscommesse, inchiesta al rush finale?

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L' inchiesta della Procura di Cremona sul fenomeno calcioscommesse prosegue con la richiesta di proroga delle indagini preliminari notificata nei giorni scorsi a 44 indagati (tra cui Signori, Doni e Bettarini) da parte della magistratura cremonese, dimostrando che le indagini forse siano ad un passo dalla chiusura di un altro importante capitolo. Nuovi indagati, contatti tra i dirigenti della massima serie con il Mister X, anzi con i due Mister X, riconosciuti da Almir Gegic, e l’esame approfondito dei tabulati per inchiodare chi è già indagato. Come si legge nel documento redatto dal pm Roberto Di Martino, riportato dalla Gazzetta dello Sport, «di recente sono avvenute nuove iscrizioni. E’ ancora in corso di identificazione un personaggio che teneva i contatti tra il sodalizio e i dirigenti e tecnici delle squadre di serie A e che pretendeva per le sue prestazioni somme dell’ordine delle centinaia di migliaia di euro a partita». Il personaggio è naturalmente il Mister X individuato, assieme al suo complice (l’altro Mister X), dagli uomini del servizio centrale operativo della Polizia. «Si indaga sulla manipolazione di almeno 40 partite - scrive il pm Di Martino. - Gli indagati sono oltre 150 e le indagini sono in corso». Non solo. Il documento riferisce anche della «traduzione di una rogatoria ungherese che dovrà essere integrata con la richiesta di nuove attività». E, contestualmente, «è in corso anche una rogatoria in Svizzera».

Tutti questi atti saranno utili a far luce su quanto realmente accaduto dietro le combine di Lazio-Genoa (4-2) e Lecce-Lazio (2-4): la tesi sostenuta dai magistrati è che “Zingari” e “Ungheresi” (per la seconda partita) avrebbero alterato i risultati grazie ad alcuni giocatori corrotti. Ma le azioni dei pubblico ministero riguardano anche l’analisi delle intercettazioni telefoniche. Sarebbero ben 200 le apparecchiature, tra computer e telefonini, che potrebbero raccontare la storia delle modalità con cui gli “Zingari” avrebbero truccato le partite della massima serie. Gli inquirenti, si legge ancora nel documento, analizzeranno «circa 200 apparecchiature informatiche nella disponibilità degli indagati», effettuando al contempo una serie di «accertamenti fondamentali sui tabulati» per ottenere ulteriori prove e chiudere il cerchio sulle accuse di frode sportiva e associazione per delinquere. Difatti, i due Mister X, secondo quanto riferito da Erodiani e Gegic, avevano contatti con giocatori, dirigenti e presidenti di mezza Serie A. Proprio loro, secondo gli inquirenti, davano «informazioni sicure» sugli Over che il Mister X rivendeva poi per 600mila euro. L’elenco dei tesserati è già in mano alla Procura. La serie A non dorme sonni tranquilli.

di Michele Scolari

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