Casalasco - Grillo, il serbatoio è a destra

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Analisi del voto nei 22 Comuni del Casalasco. Pdl e Lega perdono oltre il 17%, ma anche la sinistra cede al M5S
Anche nel casalasco ovviamente le politiche 2013 hanno rappresentato una svolta radicale. Per fare un’analisi approfondita di quale sia stato lo spostamento dell’elettorato casalasco, e quanto abbia influito, al di là dell’approfondimento che è pubblicato alle pagine 2 e 3 di questo numero, abbiamo voluto adottare un approccio diverso, analizzando i flussi elettorali considerando i voti relativi alla Camera dei Deputati. Questo perché da un lato rappresentano un elettorato più vasto (comprende gli elettori dai 18 ai 25 anni), inoltre perché il meccanismo singolare con cui si valuta il premio di maggioranza al Senato ha indotto alcuni a spostare il proprio voto sulle due coalizioni principali. Per valutare i flussi elettorali abbiamo aggregato partiti e movimenti inserendoli in un’area precisa, il che può ovviamente provocare discussioni, anche se il numero di 10 aree consente di evitare unioni forzate. Nella Sinistra abbiamo inserito sia SEL (che ha appoggiato Bersani) che Rivoluzione Civile, che hanno raccolto il testimone dalla Sinistra Arcobaleno di Bertinotti, dal Partito Comunista di Ferrando e da Sinistra Critica, presenti nel 2008 e non in grado allora di raggiungere il quorum.

Quindi il Partito Democratico, poi “altri di centro sinistra”, col Centro Democratico 2013 e nel 2008 l’Italia dei Valori, entrambi coalizzati con il Pd. Quindi il centro, con le tre liste a sostegno di Monti mentre nel 2008 era presente solo l’Udc di Casini. A seguire il Movimento 5 Stelle assente 5 anni fa, la Lega Nord, il Pdl, altri di centro destra (nel 2008 la Destra della Santanché, solitaria, oggi Fratelli d’Italia e Grande Sud, in appoggio a Berlusconi). Infine Forza Nuova e, per ultima, la voce “altri”. Partiamo da sinistra, e vediamo che il Pd ha perso il 4,5%, mentre l’intero schieramento di sinistra è passato dal 39,8% al 32,4%. Il resto del calo si spiega con l’assenza dell’Idv, con Di Pietro a fare parte di Rivoluzione Civile ma con scarso successo. Se la sinistra ha lasciato sul campo il 7,4%, il centro, sotto la spinta di Monti, ha guadagnato il 6,2%, cannibalizzando i sostenitori Fini e Casini. Scende del 7,9% la Lega, e del 9,3% il Pdl, poche variazione nel resto del panorama: complessivamente la destra lascia sul campo il 17,6%, passando dal 52,9% al 35,3%. 1,4% in meno anche per la voce “altri”. Dunque l’oltre 20% raccolto dal Movimento 5 Stelle arriva in buona parte dal serbatoio che 5 anni fa spinse i partiti di centro destra (Lega compresa) a raccogliere la maggioranza assoluta. Da destra probabilmente proviene anche buona parte del 6% passato al centro, mentre parte del Pd e parecchi voti dell’ex Idv hanno trovato alloggio a casa Grillo.

Passando alle cifre assolute, sono quasi 3000 (su 8000) i voti persi dal Pdl, mentre la Lega ha quasi dimezzato i propri consensi. Va considerato nell'analisi che il numero di voti validi espressi è sceso di circa 2250 unità. Perlustrando nel dettaglio i singoli comuni, si notano alcune situazioni singolari. Ad esempio a San Giovanni in Croce Forza Nuova raccolse un solo voto nel 2008, che oggi sono diventati ben 16. Oppure Cingia de’ Botti è l’unico comune in cui la coalizione di centro ha raccolto più voti del M5S. Dove il Pd ha perso più voti in percentuale è Drizzona, proprio dove è sindaco Ivana Cavazzini, candidata al Pirellone. Tracollo leghista a Casalmaggiore, mentre il Pdl a Casteldidone aveva quasi il 40% ed è sceso sotto il 18%. Chiudiamo con il vero vincitore della tornata elettorale. Il Movimento 5 Stelle. Il top è stato segnato a Martignana di Po, con il 26,2%. Ottimo lo score anche a Casteldidone (23%) e Casalmaggiore (22,8%).

di Vanni Ranieri

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