Cremona - Eroina, tornano spaccio e consumo. Il cremonese snodo di traffici

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Consumatori altolocati e prezzi ribassati per fidelizzare la clientela: la droga-killer riappare ma senza siringhe. Nel cremonese spaccio al dettaglio, arresti e sequestri.


Arriva dall’Oriente celata in valige a doppio fondo, nei sedili delle automobili o nei carichi dei tir. Spesso anche nello stomaco dei “corrieri”, confezionata in capsule. Dalle piantagioni d’oppio dell’Indocina e dell’Afghanistan, attraverso la rotta balcanica (Iran, Pakistan, Turchia) giunge al mercato dell’Europa Occidentale (dove i Paesi Bassi costituiscono uno dei maggiori centri di distribuzione). Da qualche tempo ormai, confermando le preoccupanti previsioni diffuse da studi e dossier già tra il 2008 e il 2009, il consumo di eroina sta tornando sulla scena del Vecchio Continente: si parla di 87 tonnellate annue, per un giro d’affari miliardario. Un business che interessa anche l’Italia, con Milano ed il suo hinterland come grande piazza d’affari settentrionale. In questo scenario, anche la provincia di Cremona, secondo le forze dell’ordine, si presenta sempre più come snodo di traffici (dal confine con Brescia e Milano, ma anche dal settore orientale della provincia, dove tutt'ora si muovono parecchie ombre al riguardo): insomma «il fenomeno preoccupa e non poco», ha ricordato giovedì il capitano dei carabinieri della compagnia di Cremona, Livio Propato.
In effetti, come già segnalato su queste pagine nel giugno del 2012 (leggi l'articolo), nei dati previsionali diffusi dall’Osservatorio milanese sulle dipendenze PrevoLab, di cui il dott.Roberto Gatti è responsabile scientifico, il grafico che riporta la percentuale di utilizzo di eroina nei prossimi anni è l’unico in netta crescita. Ma sarebbe fuorviante aspettarci un ritorno della “marrona” che ha martoriato vite e braccia tra gli anni ’70 e ’90. L’eroina che si trova sul mercato oggi non ha nulla a che vedere con quella dell’ultimo trentennio del secolo scorso. Se rimangono comunque i vecchi modi di assunzione (come dimostra il numero di siringhe recuperate nel 2012 in metropoli come Roma e Milano), ormai l’iniezione per endovena cede il passo alla sniffata e alla fumata. Dunque, si tratta di una droga più facilmente assumibile, e anche più accessibile. 
Se un grammo di coca si aggira dai 60 ai 120 euro, un grammo di eroina del tipo “brown” (di bassa qualità e prezzo minore) non supera i 30, arrivando quindi a 10 euro per una dose da 0,30 (di prezzo maggiore invece il tipo “white” o “thailandese”, più forte e assai raro). Il basso costo della “brown” è un’ottima esca per allettare i consumatori e far scattare la trappola della dipendenza, invitando poi ad altri assaggi. E i narcotrafficanti agiscono come astuti agenti di borsa, adottando vere e proprie strategie di marketing, abbassando i prezzi per allargare la clientela, in un certo senso fidelizzandola ad esperienze sempre più lontane dal "buco" ma altrettanto dannose (fumare l’eroina induce i giovani a ritenerla meno pericolosa quando non è affatto così). 
Mentre il consumo dell'oppiaceo è favorito dall’abbattimento dei prezzi, la crisi economica penalizza i fondi per sostenere le attività di recupero. Il ritorno di tale droga, infatti, condurrà ad un maggior bisogno di ingressi nelle comunità  terapeutiche: più lavoro, meno finanziamenti. Già ora molti progetti avviati anni fa sono in via di scadenza ed è probabile che non riescano ad essere rinnovati con effetti che si profilano pesanti. 
E, insieme ai prezzi, cadono anche le vecchie barriere sociali che volevano la coca per i ricchi e l’eroina per gli emarginati. Se la prima resta ancora aggrappata, sia pur faticosamente, all'immagine di droga per gente "giusta", tra i consumatori del micidiale oppiaceo non troveremo più solamente i cronici disadattati in rotta verso i margini della società nei romanzi di Irvine WelshMarco Philopat. Ora l’eroina è consumata anche da persone socialmente ben inserite e di buona famiglia, da professionisti e studenti. Dall’hard al soft insomma, anche se il core, il nocciolo della questione, è sempre lo stesso: l’effetto fisicamente e socialmente distruttivo dello spettro di una droga (non a caso soprannominata “droga killer”) che si crede periodicamente morta e che invece rispunta ogni volta più forte e socialmente “accettabile”, grazie a sempre nuove “mutazioni evolutive”.

E IL 2013 SI APRE CON ALTRI DUE ARRESTI TRA CREMONA E PROVINCIA
Il territorio di Cremona, dove la presenza di eroina è stata intercettata numerose volte dalle forze dell’ordine tra il 2011 e il 2012, si configura sempre più come punto di snodo dell’Italia settentrionale sia per lo spaccio al dettaglio che per lo stoccaggio: entrambi storicamente gestiti da clan albanesi, e in seguito anche gruppi di marocchini e di indiani, ovviamente con l’appoggio della criminalità organizzata italiana. Il caso più preoccupante dello scorso anno è stata senz’altro la scoperta, ad aprile, di ben 17 kg di “mattonelle marroni” in un’autorimessa di via Lungastretta.
E anche il 2013 si è aperto con due nuovi arresti, al termine di due indagini inerenti lo spaccio di eroina rispettivamente a Cremona e nel soresinese. Nel primo caso si tratta di una donna, L.G.S. Già arrestata per spaccio dai carabinieri lo scorso ottobre, la 52enne aveva spiegato che l’attività rappresentava la sua unica fonte di reddito dopo la chiusura del bar di cui era titolare e l’impossibilità di trovare un nuovo impiego, a causa dell’età. Rilasciata, aveva però proseguito l’attività, per  la criticità della situazione familiare (una madre anziana, un figlio disoccupato e una zia malata): «ero disperata» ha raccontato in lacrime dopo essere stata di nuovo arrestata dai carabinieri qualche giorno fa, al termine di una capillare indagine partita appena prima di Natale (ora si trova nel carcere di Verziano, Brescia). «Non sapevo più cosa fare», ha confessato giovedì nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Guido Salvini, che ha disposto la custodia cautelare in carcere su richiesta del pm Fabio Saponara. Una «spacciatrice per necessità», dunque, «strozzata dai costi e dalla crisi economica», come ha sottolineato il suo avvocato, Simona Bracchi, che si è attivata per trovare un lavoro alla propria assistita presso una cooperativa locale.
R.A. invece teneva l’eroina sotterrata in un campo. Il 53enne, pregiudicato marocchino residente ad Annicco, è stato arrestato dai carabinieri nel soresinese al termine di un’altra attività investigativa durata due mesi. L’uomo spacciava ai clienti nelle campagne intorno alla piccola frazione di Grontorto.
In entrambi i casi, le indagini, coordinate dal luogotenente Angelo Foglia, sono state condotte senza intercettazioni telefoniche, registrazioni ambientali o filmati: i militari si sono mossi alla vecchia maniera, con appostamenti e pedinamenti tesi a ricostruire minuziosamente la fitta rete di clienti, acquisiti poi come testimoni per la costruzione di un solido impianto accusatorio (per la donna, i carabinieri ne hanno individuato circa 25 su un ipotetico totale di 60 - tutti maggiorenni - per l'uomo una ventina). Questo metodo si rivela vincente soprattutto alla luce delle nuove strategie dello spaccio al dettaglio, che vedono i pusher girare con il minimo di droga necessaria per le consegne (dosi tagliate allo 0,30 circa), facilmente giustificabile con la scusa dell’uso personale in caso di controllo.

OSSERVATORIO PREVOLAB: «I NOSTRI FIGLI MINACCIATI DA UNA SOSTANZA PIU' PURA CHE IN PASSATO»

Roberto Gatti, responsabile di Prevolab e direttore del dipartimento dipendenze Asl Milano, parla di «cambiamento epocale» nel mondo delle droghe pesanti. Per la prima volta dall’inizio degli anni ‘90, per il triennio 2009-2012 si può parlare di un rallentamento della crescita dei consumatori di cocaina che nei prossimi anni non sarà più il bene di massa, causa una saturazione del mercato. Chi si prenderà la fetta? «La “generazione bot” apre le porte del mercato italiano all'eroina: baby-consumatori che passano con disinvoltura dalla sniffata al cilum, senza snobbare inalanti e marijuana». Sono loro i nuovi consumatori di eroina su cui i produttori di oppio hanno cominciato a investire già da qualche anno». L’obiettivo? «Fidelizzarli a esperienze sempre più lontane dal classico “buco”, ma altrettanto pericolose». E’ il segno premonitore di una catastrofe che, se non prevenuta, ci travolgerà nei prossimi anni? I dati prevedono un aumento del 40% di consumatori di eroina da qui al 2014. Più di cannabinoidi e anfetaminici, per i quali è previsto un incremento del 30-35%. Il micidiale oppiaceo dunque sta tornando, proviene dall’Afghanistan e da Myanmar, e sta cercando investimenti “sicuri”. E stavolta colpisce tutti. «Non solo persone emarginate, disadattate - avverte Gatti .- A farne uso ai giorni nostri saranno invece i giovanissimi socialmente inseriti, i nostri figli per intenderci, che avranno a disposizione una sostanza più pura che in passato, conseguenza di un mercato più maturo, alla quale si avvicineranno con superficialità, diventandone presto dipendenti».

di Michele Scolari
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