Festa della donna a tutta salute

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Quale modo migliore per celebrare la festa della donna, che pensare alla sua salute? Per la giornata di oggi, 8 marzo, l'ospedale di Cremona, organizza un open day dedicato alla salute delle donne, con visite e consulenze gratuite dalle 9 alle 17, senza bisogno di prenotazione (presso il presidio cremonese, presso l'ospedale Oglio Po di Casalmaggiore e presso la fondazione Luigi Mazza di Soresina). Si potranno effettuare visite senologiche, visite ginecologiche, valutazione del rischio di tromboembolismo venoso, ma si potrà anche accedere a uno sportello d'ascolto alla presenza di psicologi professionisti.

E' una giornata di prevenzione ma anche di sensibilizzazione nei confronti delle principali patologie che colpiscono la donna. Di seguito le analizziamo con gli specialisti dell'azienda Ospedaliera di Cremona: Aldo Riccardi (direttore dell'unità operativa di ginecologia Ospedale Cremona); Mauro Melpignano (direttore Uo ginecologia Ospedale Oglio Po); Alberto Bottini (direttore Breast Unit Ospedale Cremona); Ernesto Laterza (direttore Uo chirurgia Ospedale Cremona); Sophie Testa (direttore Uo di laboratorio analisi chimico cliniche e batteriologia Ospedale di Cremona) Giacomo Poli (responsabile psicologia clinica aziendale).

IL CANCRO ALL’UTERO

Tumore all’utero: quali le cause e come avviene la diagnosi?

Il tumore dell'ovaio è, tra le donne, la quinta causa di morte per neoplasia e in Italia si verificano circa 4800 nuovi casi all'anno. Conosciamo fattori predittivi nei riguardi del suo sviluppo (come l'impiego della pillola per almeno 5 anni, la gravidanza e l'allattamento)  e fattori di rischio (di cui il più importante è la predisposizione genetica - 10% dei casi).

In che misura è possibile fare prevenzione?

Ad oggi non esistono misure di screening adottabili nella popolazione generale, mentre nelle pazienti a rischio si può attuare una strategia basata sulla ecografia vaginale e il dosaggio di marcatori (Ca125) prima di ricorrere alla rimozione chirurgica profilattica degli annessi (ovaio e tube).

Come si cura?

La terapia si fonda nella maggior parte dei casi sulla integrazione fra chirurgia e chemioterapia personalizzata.

CANCRO ALLA MAMMELLA

Quale oggi l’approccio terapeutico al tumore alla mammella?

Sicuramente un approccio multidisciplinare in cui radiologo, chirurgo, patologo, radioterapista, oncologo, infermiere, biologo e farmacista discutono insieme il caso al fine di valutare il timing e la strategia terapeutica migliore per ogni singolo paziente.

Come è cambiata la terapia chemioterapica?

Oggi la terapia oncologica è diventata più mirata grazie all'utilizzo in clinica di nuove procedure derivanti dalla biologica molecolare, come i profili di espressione genetica oppure la farmacogenetica e farmacogenomica che permettono di scegliere il farmaco migliore inteso come chemioterapia, ormonoterapia o farmaco a bersaglio molecolare (intelligente) che risponde alle esigenze di ogni paziente.

Quali i vantaggi delle nuove tecniche chirurgiche/mini-invasive?

Le tecniche mini-invasive della chirurgia mammaria ci hanno permesso di tramutare interventi demolitivi in interventi più rispettosi della figura della donna e ci permetto sempre di più un’esecuzione in anestesia locale.

In che misura è possibile fare prevenzione?

Dal gennaio 2013, presso la nostra unità operativa, abbiamo adottato una nuova procedura: la visita senologica personalizzata che si basa sulla valutazione del rischio individuale di sviluppare una patologia mammaria. Questo ci porta ad un algoritmo decisionale radiologico e senologico mirato per ciascuna donna sino al coinvolgimento fondamentale del genetista in caso di necessità. Questa quindi è una nuova prevenzione che risponde alle esigenze della medicina personalizzata.

I punti di forza della Breast Unit?

L’Uo di Patologia Mammaria oggi si trova essere un punto cardine del network delle unità  dedicate alla diagnosi e cura della patologia della mammella sul territorio lombardo e nazionale.

INFEZIONI VAGINALI

Quali sono le infezioni vaginali più frequenti e quali le cause principali?

La vaginite micotica è l'infezione genitale più frequente con una prevalenza del 20-30%. Nel 70-80% dei casi ne è responsabile Candida Albicans, nel restante 30-20% Candida non-albicans.Una serie di fattori alcuni noti altri ancora non del tutto chiariti possono alterare l'ecosistema vaginale. Esistono alcune condizioni considerate predisponenti come il diabete, la gravidanza, le diete ricche di zuccheri, l'uso prolungato di antibiotici o anche l'abitudine ad indossare abiti aderenti o sintetici che ostacolano la traspirazione. Altre infezioni frequenti che coinvolgono l'apparato genitale sono supportate da Trichomonas Vaginalis, Gardnerella e Mycoplasma.

Le terapie più efficaci?

La terapia per le infezioni vaginali micotiche supportate da Candida Albicans e Gardnerella si basa sull'uso di azoli (per via orale o topica), in caso di infezioni supportate da Trichomonas la terapia di scelta è rappresentata da derivati del 5 -nitroimidazolo per via orale. E' buona norma trattare sempre il partner se sintomatico.

In che misura è possibile prevenire le infezioni vaginali?

E' fondamentale lavare correttamente le zone intime, non usare indumenti troppo stretti e troppo aderenti, indossare biancheria intima in tessuti naturali, utilizzare sempre il preservativo, seguire diete equilibrate, usare asciugamani personali e se ci si sottopone ad una terapia antibiotica è buona norma associarvi l'uso di fermenti lattici orali o vaginali.

di Laura Bosio

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