Cremona - Usura e racket: in arrivo il protocollo interforze

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A Cremona si profilano nuovi dispositivi in materia di prevenzione relativamente al fenomeno del racket, dell’usura e delle infiltrazioni mafiose nel territorio. Lo ha annunciato l’assessore ai Servizi Sociali Luigi Amore al Consiglio comunale dello scorso lunedì durante la discussione della mozione sul tema ripresentata da Giancarlo Schifano (favorevolmente accolta dai democratici Daniele Burgazzi e Daniele Bonali assieme al pidiellino Domenico Maschi). «A seguito degli sconcertanti casi di usura verificatisi in città nell’ultimo periodo - si leggeva nel documento presentato dal consigliere Idv - impegnamo il sindaco e la Giunta mettere in atto un protocollo d’intesa tra l’amministrazione Comunale, la Magistratura e le forze dell’ordine per arginare ed evitare che questi fenomeni di criminalità organizzata si propagano in modo deleterio e pericoloso», unitamente a «percorsi di sensibilizzazione nelle scuole».

Proprio a seguito di una precedente discussione della mozione (quando era stata respinta con disappunto del sindaco Oreste Perri) l’assessore Amore si è attivato interpellando Prefettura, Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza. Da questi incontri è nato il progetto di un protocollo d’intesa interforze (già attivo in altre città, come Mantova e Reggio Emilia): un dispositivo ed un osservatorio (sulla cui necessità si è espresso più volte favorevolmente il gup Guido Salvini) mirato soprattutto ad un’energica attività più preventiva che repressiva.

Difatti, dai dati in possesso delle forze dell’ordine emerge che, al momento, usura e racket sono presenti a Cremona solamente con timidi accenni (con riferimento ai tre casi del 2012). Anche se, d’altra parte, è indubbio che, dalla sponda emiliana del Po, gli occhi della “altra ‘ndrangheta” (di matrice non reggina ma lametina e crotonese) sono puntati su Cremona, come aveva segnalato il sostituto procuratore della Dna Roberto Pennisi ad aprile e dicembre dello scorso anno, e come ha ribadito il procuratore crotonese Vincenzo Lombardo lo scorso mercoledì (leggi l'articolo), in occasione degli arresti del presunto “capobastone” Nicolino G. A. (a Cutro) e di Francesco L. (a Cremona): una ‘ndrangheta che opera non con la colonizzazione ma con la delocalizzazione (aspetto simboleggiato dalla strategia di Grande Aracri, detto “manu ‘e gomma”, oltre che per un difetto all’arto, anche per il fatto che la sua “mano” si allunga e si ritira, a seconda degli affari da trattare e degli uomini da collocare).

«Proprio per la sua ancora scarsa diffusione il fenomeno va prevenuto con forza - prosegue Amore - soprattutto in tempi in cui il credit crunch fa quasi da fertilizzante alla crescita dell’usura». L’obiettivo è di evitare il ripetersi di quanto già avviene in alcune zone del Veneto, dove i boss agli occhi degli imprenditori già risultano più affidabili delle banche, perché suppliscono la mancata erogazione di prestiti da parte degli istituti di credito. «Vi sono persone in grave difficoltà che arrivano a pensare di attingere finanziamenti anche in modo illecito rivolgendosi agli aguzzini o cedendo alle loro proposte. Quando si arriva a questo passo è già tardi ed è poi molto difficile portare aiuto alle vittime (che spesso non denunciano perché minacciate). Per questo è necessario che i titolari in difficoltà economica si rivolgano subito alle autorità competenti ed anche ai servizi sociali del Comune. il mio assessorato sta già facendo attività di sensibilizzazione, assieme all’assessorato di Jane Alquati, in collaborazione con Libera. Il comune stesso condivide questo percorso: io stesso parteciperò il 16 assieme ad altri amministratori a rappresentare cremona alla marcia organizzata da don Ciotti a Firenze contro le varie forme di criminalità organizzata»

Sullo sfondo di un'intesa matura che opta per il gioco di squadra lasciando da parte le singole prerogative politiche, l’assessore si è preso l’impegno di arrivare al Consiglio comunale di aprile con un protocollo da approvare all’unanimità (previo un passaggio in Commissione). E non è escluso che, una volta definito questo primo step, l’attività prosegua con altre iniziative, tra cui indagini conoscitive tramite questionari anonimi ai commercianti in collaborazione con Camera di Commercio, Ascom ed altre associazioni di categoria (sul modello di quelli già effettuati a Brescia e Parma) o la l’apertura di vari sportelli di ascolto ed assistenza come “Sos Giustizia”.

di Michele Scolari
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