Cremona - «Occorre un sindaco che tiri fuori dalle “secche” la nostra città»

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Titta Magnoli, Pd: «Il nostro candidato dovrà essere forte, libero, unitario ed esterno al partito»
Nonostante che si prevedessero forti tensioni, è svolta senza troppi contrasti l'assemblea provinciale del Partito Democratico di Cremona che, forte del 33% ottenuto in città nel corso delle scorse elezioni, sta già ragionando sul prossimo appuntamento, quello per eleggere il sindaco della città. «Ci serve un candidato forte, libero ed esterno al partito» sottolinea Titta Magnoli, coordinatore provinciale. «I risultati delle elezioni ci fanno sperare di poter vincere alle prossime amministrative, ma il punto di partenza sarà proprio quello di trovare un candidato unitario, condiviso, che possa partecipare alle primarie, che si svolgeranno il prossimo novembre. In questi otto mesi che ci separano da quella scadenza, dovremo allargare il più possibile la base elettorale, cercando nel frattempo il nostro candidato, qualcuno che possa essere in grado di prendere in mano le redini di questa città». L'idea di Magnoli è quindi quella della candidatura unitaria, per quanto le primarie consentiranno comunque un confronto tra diversi nominativi. «Ci sono già delle idee, dei profili da studiare, ma ovviamente è presto per fare nomi. Credo sia giusto andare al di fuori del partito, guardando a quelle società civile che si sta dimostrando sempre più attiva, e che non ha condiviso il percorso elettorale di Oreste Perri. Credo anche che sia venuto il momento di riallacciare tutti i nodi con le categorie economiche, costruendo insieme a loro la candidatura.

Serve una persona, un uomo o una donna, che sappia aprire il più possibile la città tirandola fuori dalle secche in cui si è arenata da tempo». L'unità del partito, quindi, è fondamentale secondo Magnoli, anche nell'individuare il nome da proporre alle primarie. E il segretario si dichiara ottimista in questo sento, visto che il partito si è dimostrato unito al punto che anche i contrasti sono, secondo Magnoli, «fisiologiche tensioni, inevitabili in un partito vivo e attivo. Tuttavia sembra che non manchi la capacità di mettere da parte tali tensioni per lavorare insieme. E all'Assemblea quello che ho visto è stato un partito che ha voglia di lavorare per le prossime sfide elettorali. Siamo stati molto sotto pressione durante l'ultima campagna elettorale, tra le primarie e tutto il resto, ma ora l'unica cosa che conta è la prossima scadenza elettorale. Durante queste ultime elezioni abbiamo dimostrato di essere credibili, ora bisogna andare oltre». Magnoli ribatte infine alle illazioni che lo vorrebbero dimissionario. «All'assemblea nessuno mi ha chiesto di dimettermi, e neppure al di fuori di essa. Mancano pochi mesi al Congresso, durante il quale non mi ricandiderò. Nel frattempo voglio portare a termine il lavoro che ho iniziato: non è nel mio carattere mollare qualcosa a pochi passi dalla fine».

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