Economia reale, dati ancora preoccupanti

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Ancora preoccupante l’andamento dell’economia reale: lo dichiara la Cgil Lombardia, preoccupata per il trend dei dati nel mese di febbraio. «Il 2013 in Lombardia si configura purtroppo come un anno denso di ulteriori difficoltà sul fronte del lavoro e dell’occupazione» dichiara Giacinto Botti, responsabile del Dipartimento politiche contrattuali per la segreteria della Cgil Lombardia. Di fatto le prospettive prevedono ancora un calo della produzione industriale e la conseguente riduzione del tessuto produttivo e commerciale, in particolare quello delle piccole aziende e del comparto artigiano, con il conseguente aumento della disoccupazione e del lavoro precario.

«Il problema vero, in Lombardia come nel resto del Paese, è il lavoro che non c’è, il lavoro che sparisce, il lavoro da ricostruire attraverso la crescita e una rinnovata politica industriale e sociale che manca ormai da troppo tempo» sottolinea ancora il sindacato.

Nella negatività generale, spicca invece positivamente il dato di Cremona, dove la richiesta di cassa integrazione è calata del 57%

 I DATI

I dati INPS di febbraio 2013, che fanno registrare ancora una crescita della cassa integrazione straordinaria e ordinaria, pur bilanciata dalla riduzione della cassa in deroga, confermano la situazione di stagnazione, di contrazione del mercato interno e di difficoltà del tessuto produttivo e commerciale della regione. I licenziamenti, rispetto a gennaio-febbraio 2012 complessivamente si riducono del 27% ma il loro numero rimane ancora alto. Siamo a 10.705 in due mesi, mentre sono 3.715 quelli di febbraio.

La strada è ancora in salita, mentre la situazione economica e sociale produce nuove povertà, difficoltà per molte famiglie e una diffusa precarietà di vita e di lavoro per le nuove generazioni.

Significativo è il saldo negativo, negli ultimi due anni, tra entrate nel mondo del lavoro e uscite, (-1,3%).

«La prospettiva per il 2013, indicata peraltro anche dalla Camera di commercio, è di un aumento tendenziale della disoccupazione fino a quasi il 9%, un dato che crescerebbe notevolmente se si tenesse conto del numero delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti dai procedimenti di cassa integrazione e di mobilità in corso» sottolinea ancora la Cgil.

LA CASSA INTEGRAZIONE

Complessivamente, nel mese di febbraio 2013 si registra ancora una significativa crescita delle ore autorizzate di CIG del 21,61% (41.769.479 ore), una crescita della cassa ordinaria del 27,45% (18.139.753 ore), e della cassa straordinaria del 71,73% (19.253.718 ore), mentre si riduce la cassa in deroga del 50,85% (4.376.008 ore). Il settore più colpito è quello dell’edilizia, con un più 68,79%.

Tutti i settori registrano tassi di crescita della cassa, ma i più colpiti sono le attività connesse all’agricoltura (221,22%), il commercio al minuto (147,73%), l’artigianato lapidei (91,09%), l’industria edile (78,10%), gli impianti per edilizia (64,25%), le metallurgiche (46,56%), le meccaniche (45,95%).

Le province più colpite, cioè quelle che si collocano al di sopra della linea regionale (21,61%), sono: Pavia (296,82%), Lecco (66,19%), Bergamo (50,22%), Sondrio (31,25%), Brescia (28,80%). Al disotto della media regionale troviamo: Como (16,57%), Varese (13,57%), Milano (4,58%), Mantova (-29,15%), Cremona (-57,78%).

Se invece consideriamo il numero equivalente delle ore in cassa integrazione per occupato, cioè il numero “aggiuntivo” di persone senza lavoro, troviamo: Lecco all’11,29%, Varese al 7,51%, Como al 6,81%, Brescia al 6,70%, Bergamo al 5,46%, Pavia al 4,11%, Milano al 2,31%, Mantova all'1,94%, Sondrio all'1,68%, Cremona all'1,57%, Lodi all’1%. La media regionale si colloca al 4,28%.

 I LICENZIAMENTI

Complessivamente i licenziamenti, cioè le indennità di mobilità e di disoccupazione come previsto dalle leggi, nel primo mese di gennaio-febbraio 2013, rispetto a gennaio-febbraio 2012 sono stabili ma con numeri sempre elevati.

I dati ufficiali indicano in 10.705 i licenziamenti complessivi (meno 27%): ben 5.971 (+ 21%) con la legge 223/91 (indennità di mobilità), e 4.913 (meno 50%) con la legge 236/93 (indennità di disoccupazione). Nel solo mese di febbraio 2013 i licenziati con la L.223 sono 2.812, con la legge 236 sono 903.

di Laura Bosio

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