Nel 2013 mantenere la casa costa il 4% in più

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Mantenere la casa è sempre più costoso: le spese ad essa legate, infatti, per il 2013 aumentano mediamente del 4%, come evidenzia una ricerca dell’Osservatorio nazionale di Federconsumatori. Sicuramente il costo di maggior impatto sarà quello della Tares, che va a sostituire la Tarsu e che rappresenta un incremento di spesa pari al 25%. Ma i costi relativi all’abitazione non si limitano alla tassazione. A far lievitare tali spese sono, anche quest’anno, i continui aumenti delle spese per la luce, il riscaldamento, il gas e l’acqua. «Si prospettano aumenti anche relativamente ai costi connessi alle spese di manutenzione, la cui crescita potrebbe essere spinta dall’aumento dell’Iva da luglio» fa sapere Federconsumatori. «Non potevano mancare, infine, per le case di proprietà, i “tradizionali” rincari delle rate dei mutui, determinati dagli ingiustificati ed ingiustificabili aumenti degli spread (vale a dire i margini di guadagno) applicati dalle banche, tra l’altro sempre molto restie nel concedere i mutui».

Facendo una somma, nel 2013 la casa costerà 1694,70 euro al mese per un appartamento in affitto (+61,50 Euro al mese rispetto al 2012) e 1164,45 euro al mese per un appartamento di proprietà (+49,80 euro al mese rispetto al 2012).

E’ in crescita anche il numero degli anni di stipendio necessari per l’acquisto dell’appartamento-tipo preso in considerazione. Si è tornati, infatti, al livello del 2006: sono necessarie 19,7 annualità di stipendio per acquistare una casa. Un andamento determinato, da un lato, dalla caduta verticale del potere di acquisto delle famiglie e, dall’altro, dalla flessione ancora del tutto insufficiente dei prezzi delle case.

«E’ fondamentale, in un momento delicato come questo, fornire un sostegno concreto alle famiglie» dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. «Solo così le famiglie saranno di nuovo in grado di sostenere i costi necessari per il mantenimento delle proprie abitazioni, senza essere costretti a dolorose rinunce. In tal senso, inoltre, è indispensabile dotare il Paese di un serio piano per l’edilizia residenziale».

di Laura Bosio

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