Una Pasqua dal tempo instabile?

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Difficile fare previsioni certe, ma dopo le piogge insistenti di marzo potremmo forse sperare in un raggio di sole.
Un fine inverno instabile dal punto di vista meteorologico, e la situazione dovrebbe perdurare per tutto il periodo di passaggio verso la piena primavera. Difficile, quindi, prevedere che tempo farà per le festività pasquali, tuttavia, secondo il meteorologo Massimo Mazzoleni, del Centro Meteorologico Lombardo: «Sappiamo che l'inizio della primavera è sempre piuttosto piovoso, caratterizzato da precipitazioni per circa il 40%, come del resto ricordano tutti i nostri vecchi proverbi: marzo pazzerello guarda il sole e prendi l'ombrello; aprile, ogni goccia un barile. Abbiamo dunque, in questo periodo, una forte instabilità che alterna brevi fasi di tempo stabile alternate a periodi di maltempo. Guardando alle prossime settimane, possiamo aspettarci quindi fasi di precipitazioni prolungate, con accumuli piovosi anche importanti. Una nuova fase piovosa inizierà all'inizio della prossima settimana, seguita da un probabile miglioramento, che però durerà pochi giorni. Non si esclude però che una svolta di maggiore stabilità meteorologica possa arrivare poco prima delle festività pasquali. Naturalmente si tratta di ipotesi: fare previsioni certe con così largo anticipo è impossibile».

Negli ultimi anni le tendenze climatiche sono cambiate? In che modo? «Le cose sono cambiate in particolar modo negli ultimi anni. Notiamo soprattutto la ripresa delle piogge primaverili già dal mese di marzo, a partire dal 2010. Una cosa che non vedevamo dagli anni 80: negli ultimi 20 anni, infatti, marzo presentava caratteristiche più invernali che primaverili, con un clima insolitamente secco». Molti meteorologi affermano che anche l'inverno ha subito numerosi mutamenti, negli ultimi anni. Condivide questo pensiero? «In effetti è proprio così: negli ultimi anni abbiamo assistito a un radicale cambiamento climatico. Dagli anni 90 e fino al 2010 l'inverno è stato caratterizzato da un'alta pressione piuttosto infrequente, e quindi da pochi eventi nevosi. Ricordiamo infatti poche grandi nevicate, come quella del febbraio 191, o degli inverni del 96 e 97. Per il resto abbiamo vissuto un lungo periodo di inverni miti, che hanno addirittura portato alla crisi degli impianti sciistici, in particolare quelli collocati a bassa quota. Le cose sono cambiate negli ultimi 2 o 3 anni, quando abbiamo visto il vortice polare presente sull'Europa e sull'Atlantico riprendere forza e spingersi fino a qui. Dal 2009 gli inverni sono quindi tornati a essere freddi. Ad esempio, tutti ricordiamo il rigore delle temperature dello scorso inverno. O ancora, le nevicate frequenti di questi ultimi anni: quest'anno ad esempio la neve si è vista parecchie volte nel nostro territorio, con accumuli anche notevoli. Basti pensare che sul territorio cremonese e cremasco ne è scesa oltre un metro».

di Laura Bosio

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