Scontri in centro città tra antagonisti di sinistra ed esponenti di Casapound: tre feriti

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Scontri e botte in pieno centro città nella notte tra sabato e domenica. A restare coinvolti nella rissa sarebbero alcuni esponenti del movimento Casapound Italia e dei Centri Sociali di sinistra. La miccia, stando a quanto si apprende, si sarebbe accesa per motivazioni di carattere politico. Tutto sarebbe iniziato verso mezzanotte e mezza, nello spazio compreso tra i giardini di piazza Roma e la Galleria XXV Aprile, tra gli esponenti delle due parti politiche si sarebbe scoppiata una rissa in cui la peggio l’ha avuta un 39enne immediatamente ricoverato al Pronto soccorso. Un secondo tafferuglio sarebbe poi scoppiato poco dopo all'altezza di corso Garibaldi. Negli scontri, ad avere la peggio sarebbe stato un 39enne, immediatamente soccorso prima dagli uomini della Squadra Volante, poi trasportato d'urgenza al Pronto Soccorso dagli operatori del 118.

Inizialmente le condizioni sembravano parecchio gravi, poi il suo quadro clinico è migliorato sino a poter far dire ai medici che si trova fuori pericolo. Sulle dinamiche dell’accaduto indagano le forze dell’ordine. Le indagini sono partite immediatamente ad opera degli uomini della Digos cremonese, che stanno lavorando su numerosi indizi, incluse alcune testimonianze. E’ chiaro che un quadro più definito di quanto è accaduto si avrà quando sarà ultimata l’analisi dei filmati delle telecamere.

In seguito all’accaduto è stato diramato un comunicato da entrambe le parti interessate.


Il comunicato di Casapound inviato dal responsabile cittadino Gianluca Galli:

«Trentacinque giorni di prognosi in tre. È il bilancio dell’aggressione subita nella notte dai militanti di CasaPound Cremona da parte di un gruppo di aderenti ai centri sociali» dice il responsabile cittadino di Cpi Gian Galli, soggiungendo che «la violenza è stata particolarmente vigliacca, visto che ha avuto i connotati della vera e propria imboscata. Un nostro militante è stato aggredito da una decina di antagonisti mentre tornava a casa, dopo la conferenza storica con l’autore del libro “Onore ai Marò” e ultimo reduce della X Mas, Tancredi Premaschi, che avevamo svolto nella nostra sede di via Geromini, ‘Stoccafisso’. Gli altri militanti sono stati aggrediti in un secondo momento, quando si sono mossi per soccorrere il primo: davanti al locale ‘Chocolate’, sotto la galleria XXV aprile, sono stati raggiunti da un gruppo di una ventina di persone, armate di spranghe e bottiglie. Due dei ragazzi aggrediti – chiarisce Galli – sono stati dimessi, mentre il terzo è ancora ricoverato. Questo è l’epilogo del clima di tensione creato dai centri sociali già durante la settimana, quando il relatore della conferenza, classe 1925, è stato più volte minacciato di morte per telefono. Il tutto, naturalmente nella totale indifferenza delle istituzioni».

Di seguito il comunicato pubblicato su facebook dal centro sociale Dordoni

«A 10 anni da questa tragedia civile, a Cremona un gruppo di fascistelli di casapound ha messo in atto un’aggressione in piena regola, muniti di lame e cinghie, ad un noto locale pubblico del centro cittadino, notoriamente frequentato da ragazzi vicini alla sinistra radicale. L'aggressione, preceduta da una serie di provocazioni, è stata ripetuta più volte nella notte, ed è stata prontamente respinta al mittente dai compagni in ritorno dalla splendida giornata milanese in ricordo di DAX.
Non è un caso che a 10 anni di distanza queste merde abbiano cercato ancora una volta sangue per le loro lame. Non è un caso che sia successo a Cremona dove, nonostante gli sforzi ripetuti di questi criminali tutelati dalle istituzioni negli ultimi anni, Casapound non ha alcuna agibilità politica in città, agibilità che gli è stata negata ancora una volta dal basso e non dalle istituzioni che dovrebbero farlo.
Quante volte abbiamo ripetuto a Comune, Istituzioni, Associazioni, Partiti, botteghe del centro e cittadini il pericolo reale che si cela dietro a casapound senza essere presi sul serio? Ci è stato detto che erano ragazzi come altri, che ognuno deve poter aver il diritto di esprimersi, ci sembra evidente che il metodo d’espressione preferito da questi pagliacci loschi sia annientare fisicamente chi non la pensa come loro! Risale solo a poche settimane fa, l’ultima di una lunga seria di attentati, l’accoltellamento in stazione centrale a Milano, in pieno pomeriggio, di un compagno del centro sociale O.R.So. Non possiamo più permettere che a queste persone venga lasciata “libertà d’espressione”».

m.s.

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