Crema - Commercio, persi 100mila euro

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Sconcerto e incredulità. Una storia che ha dell’incredibile. Risorse destinate alla formazione.
Le probabili beghe tra associazioni per accaparrarsi o non farsi sfuggire gli iscritti. Con accuse talvolta pretestuose. Che, però, in questo caso, hanno provocato la rinuncia di 100mila euro messi a disposizione dei commercianti per la formazione di 180 dipendenti di 150 aziende circa del territorio. Queste risorse erano state riservate ai distretti del Commercio di Crema, Cremona e Terre Casalasche (non c’entrano, quindi gli artigiani e gli industriali, con le loro rispettive associazioni di categoria, mai chiamate in causa) per essere utilizzate in progetti formativi funzionali a Expo 2015, con priorità al settore del turismo. I beneficiari: dipendenti, apprendisti, cassaintegrati, lavoratori in mobilità e collaboratori a progetto, mentre I titolari delle aziende potevano partecipare come uditori. A organizzare i costi è stata chiamata Reindustria che ha predisposto il progetto con la solita disponibilità e professionalità. Invece, i 100mila euro sono andati persi. Per sempre. In Italia li userà qualcun altro. Non certamente cremonesi, cremaschi e casalaschi. Sono stati i Comuni delle tre città ad alzare “bandiera bianca”: Cremona ha comunicato (di dover rinunciare a 55mila euro “essendo venuta meno l’indispensabile adesione unanime da parte delle associazioni di categoria»; lo stesso a Crema che ha comunicato (assessore al Commercio, Morena Saltini) di aver dovuto buttare alle ortiche 26mila euro “per i chiari pareri ostativi di Confcommercio e Confesercenti»; Casalmaggiore, destinatario di 19mila euro, non ha formalizzato alcuna proposta di utilizzo delle risorse. A comunicare la vicenda è stato un comunicato a firma di Rossella Spada, direttore del Fondo FormAzienda che ha stanziato i 100mila euro, e che si è detta perplessa e incredula per la perdita di questo non indifferente gruzzolo.

Per capire come questo tesoretto si sia volatilizzato, bisogna sapere due particolari. Il primo: il Fondo FormAzienda è nato dalla volontà politica della Confederazione datoriale «Sistema Commercio e Impresa» e della Confederazione dei lavoratori «Confsal», è stato autorizzato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2008 a operare su tutto il territorio nazionale, ed è l’unico Fondo ad avere sede nel nord Italia, a Crema. Il secondo particolare da tenere presente: Asvicon Cremona è una delle 70 organizzazioni che rappresentano la parte datoriale della Confermazione «Sistema Commercio e Impresa», e quindi, del Fondo FormAzienda, che in provincia di Cremona lavora con 2.200 aziende che danno lavoro a 8mila dipendenti, mentre a livello nazionale le aziende son0 31mila con 150mila lavoratori. Non proprio noccioline. Ora lo scenario è completo: da una Asvicom Cremona che vuole portare avanti il progetto della formazione, Confcommercio e Confesercenti che si mettono di traverso perché, recita il loro documento, «per seguire i corsi sarebbe stato necessario iscriversi a FormAzienda». E, anche se nessuno lo scrive, FormAzienda porta ad Asvicom Cremona. La morale? C’è il sospetto che 100mila euro siano andati persi perché Asvicom rischiava di rubare la scena sul palcoscenico del commercio provinciale con la possibilità di poter attrarre nella propria sfera commercianti iscritti oggi ad altre associazioni di categoria.

dalla Redazione

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