Cremona - Galleria, il salotto abbandonato

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Molti i cittadini che vorrebberlo vederla tornare al suo antico splendore.
Come si presenta oggi la Galleria XXV Aprile? Molti negozi sono chiusi, in quello che era il vero salotto della città, in cui incontrarsi, fermarsi a parlare, ma anche dove fare amicizia o, perché no, anche innamorarsi. Cosa resta di un così importante pezzo di storia di Cremona? Ne abbiamo parlato con cremonesi vecchi e giovani, divisi tra il ricordo di qualcosa che non c'è più e la voglia di novità. «Ricordo la Galleria degli anni '80, quando era il centro nevralgico della città, punto di ritrovo delle comitive di giovani nonché punto di partenza prima di una serata di baldoria » racconta Roberto, 55 anni. «All'epoca avevo poco più di 20 anni e la Galleria era il nostro mondo. Oggi quando la attraverso e vedo la desolazione in cui versa, mi assale la tristezza». Per molti, infatti, la Galleria non è stato solo un semplice luogo di ritrovo: era anche punto di incontro, in cui fare nuove amicizie, in cui lanciare uno sguardo in più a una ragazza … «Ricordo benissimo la Galleria di allora, perché fu lì che mi innamorai di mia moglie» racconta Riccardo, 60 anni. «Era il luogo di ritrovo del mio gruppetto di amici. Lì ci divertivamo ad adocchiare le ragazze più carine. Fu così che incrociai lo sguardo timido di una giovane bionda, e mi si impresse nel cuore. Da quel giorno iniziai a recarmi in galleria ogni giorno, sperando di incrociarla, e quando ciò avvenne non persi tempo e andai a parlarle. Ora siamo sposati da 35 anni». «E' tutto vero» conferma la suddetta moglie, Marina

. «Quel giorno non avevo neppure visto l'insistente sguardo di quel moretto, me l'avevano fatto notare le mie amiche. Così quando, alcune settimane dopo, lo incontrai di nuovo e lo vidi avvicinarsi con piglio deciso, già immaginavo cosa volesse. All'epoca la Galleria era così: quando ancora non esistevano la comunicazione su internet e i cellulari, rappresentava un luogo abbastanza certo in cui potersi rivedere ». Tanto che, appunto, intere compagnie di amici vi si davano appuntamento. «Non c'erano telefonate per mettersi d'accordo: tutti sapevamo che il sabato alle 20 ci si trovava lì, e nessuno mancava l'appuntamento» ricorda Sandra, 50enne. «Oggi i giovani non hanno più luoghi di ritrovo fissi a cui affezionarsi, perché i loro ritrovi sono prima di tutto virtuali». Cosa è cambiato allora? Perché improvvisamente è diventata gradualmente una zona dimenticata?

Qualcuno dà la colpa all'introduzione delle zone a traffico limitato: «Quando la si poteva raggiungere in auto senza problemi era sempre piena di gente » racconta Anna, 48 anni. «Le persone parcheggiavano lì intorno e poi si ritrovavano sotto le colonne. Ora si può transitare di giorno, ma la sera, quando i giovani escono, è chiusa e inaccessibile. Ovvio che poi si preferisce incontrarsi in altri posti». Altri danno la colpa, invece, al cambiamento dei percorsi degli autobus: «Quando il bus passava per corso Campi tutto il centro storico era più vivo e vitale» sostiene Carla, 42 anni. «Intanto i negozi chiudono inesorabilmente, un po' a causa della crisi, un po' perché il centro della città è gestito male, e la gente non riesce più a goderselo» aggiunge Simona, 38 anni. «Non ho mai vissuto la Galleria dei tempi d'oro, ma quando ero adolescente io, all'inizio degli anni '90, la gente girava ancora in centro. A quell'epoca in Galleria c'era il Mac Donald, che attirava frotte di ragazzini. Ricordo che era sempre pieno, a qualsiasi ora del giorno e della sera, e molti stazionavano sotto il colonnato. Insieme al mio gruppo di amici, quello era il principale punto di ritrovo».

C'è allora chi si chiede se l'apertura della nuova hamburgeria italiana Eataly, che sorgerà proprio dove un tempo si trovava il Mac Donald, negli spazi che negli ultimi anni hanno ospitato Esprit, potrebbe riportare un po’ di vita alla zona. «Sicuramente un locale di quella portata può aiutare, ma non si deve commettere l'errore di pensare che sia la soluzione a tutti i problemi» afferma Attilio, 68 anni, commerciante in pensione. «L'amministrazione comunale non ha assolutamente idea di come si rilancia un centro storico. Servono eventi, manifestazioni, appuntamenti fissi. Qualcosa si è fatto, ma non è abbastanza. La Galleria viene vista, soprattutto dai giovani, come un "corpo morto", che non gode della minima attrattiva. E' sporca, trascurata, sempre più piena di vetrine vuote. Chi mai, oggi, vorrebbe trascorrervi il tempo?». Ma cosa ne pensano i giovani, coloro che oggi scelgono di fruire di spazi diversi? «Credo che non abbia senso essere nostalgici: le mode cambiano, così come i luoghi di ritrovo. Non è che se un tempo tutti si trovavano in Galleria oggi debba per forza essere lo stesso» dichiara Matteo, 18 anni. «Non capisco questo non volersi adattare ai cambiamenti. Oggi con gli amici ci si trova sempre in luoghi diversi: ci mettiamo d'accordo attraverso i social network, ed evitiamo così di passare ore fermi in piedi in un posto a decidere dove andare». «Se la Galleria è vuota, nelle sere d'estate a riempirsi ora è piazza della Pace» aggiunge Sara, 21enne. «Le cose cambiano. Tra altri 20 anni i futuri giovani probabilmente sceglieranno un altro luogo di ritrovo, è normale. Concordo però su una cosa: al di là di chi la frequenta, oggi la Galleria XXV Aprile è trascurata, brutta e sporca. Credo basterebbe un minimo di attenzione in più da parte del Comune, per renderla di nuovo un luogo piacevole».

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