Il marzo più freddo degli ultimi 50 anni

+ 35
+ 35


Per Pasqua si attendono forti perturbazioni. Ma le temperature si alzeranno.
Forse per trarre la conclusione di essere davanti alla primavera più fredda degli ultimi cinquant'anni, come già è stato lanciato in alcuni titoli di giornale, è un po' presto se si considera che legalmente è iniziata soltanto una settimana fa. Che però la bella stagione tardi effettivamente ad arrivare è un dato di fatto, con il quale dovremo fare i conti ancora per un po', stando alle parole del meteorologo Massimo Mazzoleni, del Centro Meteo Lombardo: "Sicuramente possiamo dire che è un marzo particolarmente freddo, sulla falsariga di quelli degli anni Settanta e Ottanta, caratterizzati da un arrivo più graduale della primavera. E' una situazione decisamente diversa rispetto a due anni fa, quando già ad aprile è arrivato un assaggio improvviso di estate, con punte di 30 gradi che non sono più state raggiunte per tutto l'anno, se si escludono le ultime due settimane caldissime di agosto". Chi già sogna pic nic all'aperto e lunghi pomeriggi durante i quali prendere il sole, dovrà deporre le creme solari e i teli da bagno ancora per un po', di fronte ad una primavera che continuerà ad avanzare a passo lento: "Quest'anno siamo di fronte ad un inizio lento e probabilmente si continuerà così nel corso dei prossimi mesi. Anche con l'arrivo di un po' di sole, con tutte le piogge che ci sono state durante gli scorsi mesi, il riscaldamento del suolo e dell'aria sarà graduale. Ad aprile e maggio farà sicuramente più caldo di ora, ma comunque non avremo temperature estive come negli anni scorsi".

La causa di questo inverno che sembra senza fine la illustra il meteorologo Mazzoleni: "Quest'anno si differenzia dai precedenti, caratterizzati da temperature elevate già ad inizio primavera, per il getto di origine polare in arrivo dal Nord America. Trovandosi intorno al 45esimo parallelo, e dunque più in basso del solito, ha provocato l'abbassamento delle temperature ed è all'origine dei sistemi perturbati che interessano anche la nostra penisola. Si tratta della situazione opposta rispetto a quella che si è verificata negli anni immediatamente precedenti, quando invece il getto era di origine subtropicale e causava temperature elevate. Un fenomeno che si verificato di frequente nel corso degli anni Duemila e che ha rafforzato il detto "Non esistono più le mezze stagioni". Quest'anno assistiamo invece ad un fenomeno quasi opposto, per via dell'alta pressione sull'alta Europa e dell'aria fredda sul nostro continente. Queste generali condizioni hanno comportato le nevicate recenti nel centro Europa, come non si registravano da un secolo e mezzo o più in questo periodo". Non ci sono speranze, quindi, nemmeno per qualche inaspettata sorpresa nei giorni di Pasqua e Pasquetta, per i quali è consigliato considerare programmi che prevedano alternative in spazi coperti: "Le temperature del fine settimana della Pasqua saranno variabili, con nuovi passaggi perturbati e variazioni difficili da prevedere, anche se in linea generale possiamo affermare che ci si aspetta un lieve miglioramento nella giornata di domenica e un successivo peggioramento per il lunedì dell'Angelo. Gradualmente, però, il flusso gelido inizia a ritirarsi verso l'alto e le temperature inizieranno lentamente a risalire, ritornando gradualmente nella media del periodo, entro la quale si manterranno nel corso dei prossimi mesi".

La primavera, insomma, resta una stagione ad oggi presente solo sul calendario: "Si potrà parlare dell'effettivo arrivo della primavera quando non si avrà una sola giornata di sole, ma due o tre giorni consecutivi dalle temperature più miti. Le conseguenze di questo clima sono evidenti anche nello stato vegetativo delle piante: nella maggior parte dei casi il risveglio vegetativo non è ancora avvenuto, così come la fioritura. Per i lavori nel giardino o nei campi, quindi, non ci si deve basare sul mese ma sulle caratteristiche del clima e le condizioni delle piante. I terreni agricoli, ad esempio, sono ancora di difficile lavorazione con le macchine perché i terreni sono bagnati". A gioire saranno quindi gli amanti della montagna: "Intorno ai 1200 metri si trova ancora mezzo metro e più di neve sulle piste, pertanto gli impianti turistici sono in grado di garantire una Pasqua sugli sci. Si deve poi vedere come proseguirà la stagione, non si possono fare previsioni certe, ma c'è la possibilità che per il 25 aprile e il 1 maggio a mezza montagna si possa ancora sciare. Teniamo conto del fatto che ormai ci sono circa 50 cm di neve compattata, che non si scioglierà subito con l'arrivo dei primi soli".

di Martina Pugno

Segnala questo articolo su