Cud online, caos per 18 milioni di pensionati

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Mimmo Palmieri (Cgil): «Nel nostro Caaf il servizio è gratuito, ma l’Inps non dovrebbe spogliarsi del proprio ruolo»
La decisione dell'Inps di non spedire i Cud in formato cartaceo ma di renderla disponibile per via telematica ha suscitato, come del resto era prevedibile, non poche polemiche, mentre c'è chi ha lanciato l'allarme della "tassa occulta", in quanto la richiesta del Cud è effettuabile, tra le varie opzioni, recandosi allo Sportello Amico degli uffici postali, al costo di 2.70 euro più iva. Le lamentele hanno interessato a livello nazionale anche i Caf, riguardo ai quali è stata fatta non poca confusione. Mimmo Palmieri, segretario generale Cgil, chiarisce il servizio offerto dal Caaf Cgil: "Il servizio offerto dal Caaf è completamente gratuito, per chiunque voglia fare richiesta del Cud. L'Inps dà al Caaf tutti i presupposti per richiedere e stampare il documento senza nessun tipo di costo aggiuntivo.
L'unico servizio a pagamento, se si decide di farne richiesta, è come di consueto quello della compilazione del Modello 730. E' importante che si sappia. Non so come si comportano gli altri Caaf nel resto d'Italia, ma nel nostro Caaf Cgil il servizio non è assolutamente a pagamento. Per i pensionati impossibilitati a ritirare il Cud e a farne richiesta personalmente c'è anche la possibilità di delega: sarà sufficiente che un parente o chiunque venga incaricato si presenti nei nostri uffici con la delega per poter richiedere il servizio". Non mancano comunque le proteste da parte delle associazioni sindacali, che raccolgono il malcontento dei molti pensionati impossibilitati ad accedere al servizio in modo autonomo, ma anche di coloro che in questi giorni lamentano la complicazione del servizio offerto dall'Inps per via telematica. Difficoltà che il Codacons ha recentemente definito intenzionale: la nota diffusa dall'associazione sottolinea la mancanza, sul sito ufficiale dell'ente pubblico, di un link diretto per scaricare il Cud e ricorda che bisogna cliccare su "Servizi per il cittadino" e che una volta digitato il pin bisogna accedere a "Fascicolo previdenziale del cittadino".

Bisogna poi cliccare sull'espressione "Modelli" e a quel punto si apre l'elenco di Cud, tra i quali il Cud unificato. Nel denunciare il percorso telematico non facilmente intuibile, l'associazione sottolinea che non richiede comunque la modifica: "L'unica consolazione sarebbe che almeno la modifica del sito non sia costata nulla all'Inps, altrimenti scatterebbe l'esposto del Codacons alla Corte dei Conti. Non chiediamo all'Inps di migliorare il sito perché abbiamo il terrore di quello che potrebbe accadere". "Il fatto che il nostro servizio sia fornito in modo totalmente gratuito - prosegue il sindacalista Mimmo Palmieri - non cancella comunque l'evidenza che la decisione dell'Inps è negativa e non può raccogliere la nostra approvazione. Una scelta del genere va a mettere in difficoltà migliaia di pensionati e di anziani che non hanno i mezzi e le conoscenze per collegarsi al sito web dell'Inps e per sfruttare il servizio tramite computer stampandosi il modulo in modo autonomo. A questa già nutrita fascia di popolazione si aggiungono poi tutti i disoccupati, le persone in cassa integrazione o in mobilità che comunque desiderano fare richiesta di poter visionare il proprio Cud e che magari non hanno i mezzi per farlo online. Tutte queste persone si ritrovano a fare richiesta tramite il patronato oppure tramite il Caaf".

Ne derivano inevitabili disagi presso gli sportelli: "E' una scelta grave, che presuppone la decisione di percorrere una via di comodo per risanare il bilancio e per tagliare i costi dell'ente pubblico: da quest'operazione si prevede un risparmio di quasi 40 milioni di euro per l'ente, che però ricadrà sulle spalle, quantomeno in termini di disagio, di oltre 18 milioni di pensionati. Invece di indagare su altri sprechi per poter rientrare nei costi, l'Inps ha deciso di percorrere la via più facile assicurandosi un risparmio certo e, di fatto, continuando nel percorso di progressivo svuotamento del proprio ruolo di istituzione pubblica. Ne fanno le spese i cittadini, e in via indiretta anche i Caaf, che si ritrovano con gli uffici pieni, mentre i richiedenti devono perdere molto tempo in attesa. Il servizio che forniamo, ripeto, è totalmente gratuito, anche se comporta costi aggiuntivi per noi in termini di spese, anche solo per quanto riguarda la stampa dei documenti che ci vengono richiesti. Ma il vero problema sul quale porre l'accento è che si tratta di servizi che una istituzione pubblica non dovrebbe demandare".

di Martina Pugno

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