Crema - Velodromo a rischio abbandono

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Ristrutturarlo costerebbe 700mila euro, cifra decisamente superiore alle disponibilità del Comune.
Il velodromo «Pierino Baffi» torna al centro dell'attenzione. La struttura, chiusa da anni, è da tempo oggetto di un braccio di ferro tra il Comune e la Coni Servizi, che ne è proprietaria. Quest'ultima vorrebbe vendere, come sta facendo su tutto il territorio nazionale con altre sue strutture ritenute non più utili, con l'obiettivo di fare cassa. Il Comune, che non ha risorse per acquistare la struttura, è comunque intenzionato a non vederla andare in degrado, nel caso nessuno la acquistasse. In questo è anche sollecitata dalle società di ciclismo locali, preoccupate di non avere più a disposizione una pista per gli allenamenti dei loro atleti. Nei giorni scorsi, il consigliere comunale Walter Della Frera, titolare della delega allo Sport, è stato ricevuto a Roma, nella sede del Coni, per venire a conoscenza dell'esito della valutazione dell'impianto e avviare una possibile trattativa. «Finalmente, abbiamo in mano dei dati concreti» commenta Della Frera. «Il costo della struttura è stato stimato dalla Coni Servizi in 700mila euro, una cifra decisamente al di là della portata del nostro Comune. La società ha confermato la sua intenzione di vendere, anche perché l'impianto non è in sicurezza e quindi non se la sente di stipulare una convenzione con noi, visto che la responsabilità di eventuali incidenti è in capo alla proprietà. Questo è quanto ci hanno detto in prima battuta, ma pensiamo che ci siano spazi per una trattativa, che implichi la messa in sicurezza di una parte del velodromo, così da evitare che vada in degrado, nel caso nessuno lo acquisti». Un'eventualità quest'ultima che il consigliere delegato

Della Frera considera molto verosimile. «In questo momento, trattare è l'unica strada percorribile, perché l'unica alternativa a nostro favore è che la Coni Servizi scenda a un prezzo politico per disfarsi dell'impianto. Detto questo, a mio parere penso sia molto difficile che riescano a trovare qualcuno disposto a investire in una struttura che presenta un doppio vincolo: uno da parte della Soprintendenza e un altro urbanistico, imposto dal Comune, che vincola l'area a un utilizzo di tipo sportivo. Capisco che la Coni Servizi cerchi di vendere per la sua necessità di fare cassa, ma ci si può venire incontro. Abbiamo già chiesto una valutazione sui costi necessari a un intervento, anche parziale, di recupero e siamo in attesa di risposte da parte della società. Faccio un esempio: se risultasse che occorressero 400mila euro per la messa a norma dell'impianto di illuminazione, nulla impedisce di farne a meno. Vorrà dire che non si disputerebbero gare in notturna. Non vi si svolgerebbero campionati nazionali ma solo regionali. Insomma, voglio dire che non ci sono ostacoli insormontabili al raggiungimento di un accordo». Che cosa è importante, in poche parole?

«Non lasciare che un patrimonio come il “Pierino Baffi” possa andare in rovina, perché inutilizzato». Dal momento che esiste questo doppio vincolo, l'unico privato che realisticamente potrebbe farsi avanti per acquistare l'impianto potrebbe essere solo una società sportiva. Un'ipotesi improbabile, considerati i chiari di luna e il fatto che nemmeno la Federciclis

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