Crema - Gettoni, 150mila euro in 5 anni

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Ancorotti: «Nessuno di noi si è candidato per arrotondare lo stipendio, ma non tutti sono d’accordo»
Privilegi di palazzo. Prima sforbiciata: Roma. Laura Boldrini, neo eletta presidente della Camera di Sel, annuncia che dalla data del suo insediamento si sono risparmiati circa 500mila euro al giorno. Seconda sforbiciata: regione Lombardia. Roberto Maroni, governatore, segretario della Lega, ha annunciato tagli ad auto blu e privilegi per 10 milioni di euro in cinque anni. Piccoli segnali di austerità che colpiscono, finalmente, il mondo della politica. Ma, in questa direzione, come si stanno muovendo gli amministratori locali? A Crema, c’è chi ha rinunciato al gettone di presenza, chi ancora ne sta discutendo e chi invece ritiene giusto e opportuno che un consigliere comunale abbia un minimo di rimborso. La cifra per la verità non è delle più eclatanti: 29 euro lordi il gettone di presenza per ogni consiglio comunale. Una media di poco meno di 60 euro lordi mensili. Ai quali va aggiunta la possibilità di usufruire di un apposito permesso per i parcheggi. Computando i soli gettoni di presenza concessi ai consiglieri, la cifra mensile che il comune sborsa è di poco inferiore alle 1.400 euro. Ai quali vanno aggiunti però altri gettoni di presenza per le commissioni comunali. Meno frequenti e frequentate che costano però al comune altri 29 euro pro capite. Sindaco, assessori e presidente del Consiglio comunale percepiscono a loro volta un’indennità pari a quella della giunta precedente. Le tabelle sono disponibili sul sito del comune di Crema.

Si va dalla indennità del sindaco di oltre 2 mila e 800 euro al mese a quella del presidente del consiglio comunale: poco più di 650 euro. Il dibattito in città ferve. E’ possibile tagliare qualcosa anche nella politica cittadina? Esistono sostanzialmente due scuole di pensiero. C’è chi ritiene che non sia necessario percepire un gettone di presenza, come Ancorotti, e chi, invece, lo ritiene sacrosanto. Nel mezzo la posizione del Movimento Cinque Stelle. Spiega Cristian Di Feo, esponente dei grillini: «Noi teniamo solo i 29 euro dei consigli che bastano per coprire spese di parcheggio, di internet e di telefono. Poi c’è tutto il lavoro che viene fatto per portare gli argomenti in consiglio comunale che ovviamente non può essere computato in questo gettone. E’ tanto, ma va bene così. La politica deve essere servizio e volontariato disinteressato». E il pass per i parcheggi? “Noi non lo usiamo e pensiamo di restituirlo. Sarebbe nostro diritto usarlo per percorrere la Ztl, parcheggiare durante i consigli e durante gli impegni istituzionali. Il problema è che l’ordinanza che ci autorizza a farlo non è chiara. Manca un sistema esplicito di controllo e nel dubbio, preferiamo non usarlo». Chi invece – come si diceva - ha rinunciato ai gettoni di presenza è Renato Ancorotti, consigliere comunale del Pdl. «Credo che nessuno di noi si sia candidato per arrotondare lo stipendio» spiega. «Io sono assolutamente convinto che sia ora di fare anche questi piccoli gesti che servono a far risparmiare soldi al Comune, ma soprattutto che ci permettono di mettere davvero la politica ed il nostro impegno in amministrazione a servizio della comunità». Se tutti i consiglieri comunali avessero seguito il suo esempio, tra commissioni e consigli comunali sarebbe stato possibile risparmiare 150mila euro in cinque anni. Ma non tutti sono dell’avviso di Ancorotti.

La Federazione della Sinistra, i Comunisti Italiani, i gettoni ha scelto di percepirli e di destinarli in varie iniziative. «Una domenica abbiamo partecipato» spiega Mario Lottaroli, «all’iniziativa a favore dei terremotati. Poi adesso, li diamo al partito. Servono per mantenere la struttura. Il gettone di presenza in consiglio comunale è un argomento che fa discutere. Più delle forme di finanziamento ai partiti. Due posizioni diametralmente opposte si trovano all’interno del Partito Democratico. Da un lato, ricordiamo la posizione di Emilio Guerini: «Sinceramente la ritengo una proposta demagogica; dobbiamo restituire alla politica la sua dignità, senza fare affermazioni di principio forzate», dall’altra l’apertura di Vincenzo Cappelli: «E’ un momento politico in cui sarebbe necessario dare qualche segno ai cittadini di buona volontà e disinteresse; per questo la proposta di Ancorotti non mi dispiace». L’assessore al Bilancio Morena Saltini fatica a far quadrare i conti. Dovrà alzare le tasse e tagliare un po’ ovunque. Ma i gettoni di presenza a consigli comunali e commissioni non sono presi in considerazione. E nemmeno si discutono, come alcuni consiglieri comunali avevano promesso sul nostro giornale.

di Michela Bettinelli Rossi

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