Cremona - Lega e Pd chiedono le dimissioni di Perri

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Simone Bossi: «Elezioni a ottobre, e sia chiaro che non supporteremo un’altra giunta Perri».
Perri si deve dimettere». Ne sono convinti la Lega e il Pd, che commentano con durezza le grosse difficoltà della giunta comunale di Cremona. «Chiediamo le dimissioni di un sindaco e di una giunta che politicamente non rappresentano più nessuno e non appartengono più ai partiti con cui erano stati eletti» dichiara il segretario provinciale del Carroccio, Simone Bossi. «Se gli stessi membri della giunta, come l’assessore Nolli, tacciano i propri colleghi di incompetenza, la conseguenza logica non può che essere la f ine di questa amministrazione che ha palesemente manifestato la propria incapacità. Devono prendere coscienza del proprio fallimento e fare un passo indietro, per il bene della città. Lo stesso sindaco dovrebbe prendere atto della propria incapacità a governare la giunta». L’ipotesi più plausibile, continua Bossi, è quella di «tornare alle urne a ottobre». Sempre con il Pdl, con cui il Carroccio continua a mantenere buoni rapporti, come conferma lo stesso segretario: «La maggioranza di Perri non è più una maggioranza del Pdl, visto che la maggior parte degli assessori che lo sostengono non sono più membri di alcun partito. Dunque nessuna preclusione a dialogare di nuovo con il partito stesso, che comunque è una delle tre forze politiche principali del Paese. Gli estremi per collaborare non mancano, ma sia chiaro: non supporteremo un’altra amministrazione Perri». Anche secondo il Partito democratico la giunta Perri «è ormai finita»: ne è convinto Titta Magnoli, secondo cui «nonostante stiano cercando di salvare le apparenze, è palese che non sono più un gruppo dirigente unito. Forse arriveranno a finire il mandato, ma non riusciranno più a sanare una situazione che si trascina da troppo tempo. Sono arrivati a questo punto perché sono scoppiate delle contraddizioni che ci sono sempre state, a partire dall’uscita della Lega dalla giunta». Per il Pd Perri dovrebbe comunque fare un passo indietro: «La città ha dei problemi urgenti che vanno affrontati al più presto, e temo che se questa giunta resterà al suo posto fino alle fine del mandato non farà altro che trascinarsi nell’inerzia, senza concludere nulla, perché è venuta meno la base politica. A questo punto sarebbe meglio ricominciare tutto da capo. Bisogna che il testimone venga ceduto al più presto, passando da un commissariamento per andare poi alle elezioni il prossimo ottobre. E’ necessario che ad amministrare la città ci sia una squadra ricca di energia ed entusiasmo, caratteristiche che quella attuale ormai non ha più».

Magnoli ha le idee chiare anche sulle possibili motivazioni di questa rottura: «Siamo di fronte a un assessore che ha accusato i propri colleghi di incapacità: un’accusa che neppure l’opposizione si è mai azzardata a fare. La mia impressione è che il vero “azionista” di questa Giunta, Roberto Nolli, si sia stufato dell’amministrazione, e stia cercando di indebolirla, come del resto stanno facendo anche gli altri soggetti che si sono impegnati per costruirla». Si parla quindi dei cosiddetti “poteri forti”, quelli che fin dall’inizio avrebbero sostenuto la candidatura di Perri, ma che ora forse ne hanno preso le distanze. Ne è convinto Ferdinando Quinzani: «Sembra essere finita la luna di miele con quei poteri esterni che in campagna elettorale hanno dato il proprio sostegno all’attuale amministrazione. Del resto stanno venendo al pettine tutti i nodi: abbiamo al governo della città delle persone non abituate a governare, che sono andate d’accordo all’inizio sull’onda dell’entusiasmo, dell’ansia di occupare i posti di potere, e della gratificazione personale nel ricoprire determinati ruoli, ma che ora sono frustrate dal difficile momento economico e dalla impossibilità di dare visibilità ai propri assessorati». E’ convinzione del consigliere comunale che Nolli abbia «detto solo la verità. E’ stato fin troppo gentile, parlando solo di due o tre assessori, anziché tutta la giunta; vorrei però ricordargli che le cose da lui dichiarate nei giorni scorsi sono le stesse che io dissi in campagna elettorale: l’attuale classe dirigente cittadina è impreparata ai ruoli che ricopre. In altri contesti dove ci sono stati sindaci “parvenu della politica”, essi hanno avuto attorno delle giunte preparate, dove invece ci sono state giunte deboli si sono visti sindaci forti e carismatici che ne sopperivano le mancanze.

A Cremona abbiamo invece avuto un sindaco “parvenu della politica” a cui è pero mancata una classe dirigente forte che gli coprisse le spalle mentre lui “imparava il mestiere”. Quella di Perri non è una giunta di malaffare, ma di malgoverno, messa in ginocchio dall’inesperienza e dalla mancanza di una vera leadership». Tuttavia Quinzani ritiene inutili le dimissioni, arrivati a questo punto. «Sei mesi in più o sei mesi in meno non faranno la differenza. Il sindaco metterà l’ennesima pezza su una coesione ormai a brandelli, e tirerà avanti in qualche modo fino alla fine del mandato, anche se sono convinto che vedremo ancora scintille, nei prossimi mesi». Preoccupazioni anche da parte dell’Udc, che non chiede le dimissioni di Perri, ma che gli suggerisce di fare “piazza pulita” di chi gli sta attorno. «Un sindaco dovrebbe evitare di mettersi in una situazione come questa. Tuttavia, nel momento in cui ciò accade, egli non può far finta di nulla, è necessario che prenda provvedimenti - spiega Giuseppe Trespidi - serve una seria verifica rispetto alle istanze dei vari assessori e alla loro effettiva utilità, arrivando anche ad azzerare la giunta, se necessario, allontanando chi, con i propri comportamenti, va a screditare l’intero operato amministrativo. Se in una squadra qualche componente non funziona bene, l’allenatore deve assumerci la responsabilità di verificare come stanno le cose, e di allontanare, eventualmente, i componenti che “remano contro”. Allo stesso modo il sindaco, a fronte delle prese di posizione dei suoi assessori, ha il dovere di verificare se la maggioranza si riconosce ancora in questa amministrazione». La stessa dirigenza del Pdl, pur convinta che la giunta debba portare a termine il proprio mandato, ritiene che «le questioni sollevate dall’assessore Nolli, nella sostanza, sono concrete e reali, nonostante siano state espresse con il metodo sbagliato, in maniera violenta e ricorrendo alla stampa: il problema del rapporto con i dirigenti, la gestione delle partite, la compattezza della maggioranza, sono tutti problemi che devono essere affrontati - dichiara Luca Rossi, leader provinciale del Pdl - ciò detto, credo che oggi la città di Cremona abbia questioni più importanti da risolvere, rispetto al sapere chi farà il vice sindaco: questo è un non problema. Bisogna che la giunta inizi ad affrontare in modo costruttivo e compatto quelli che sono i problemi reali della città, e che queste marginali dispute vengano risolte il più presto possibile, nelle sedi opportune e non sui giornali». A questo proposito il partito ha chiesto che venga convocata al più presto una riunione di maggioranza, ed è in attesa della risposta del sindaco. E il futuro? Nessuna preclusione nei confronti della Lega, nonostante essa non sia più da tempo nella maggioranza del governo cittadino. «C’è un ottimo rapporto con Simone Bossi e con il partito» sottolinea Rossi. «Sicuramente ci incontreremo per verificare se ci sono i presupposti per creare un percorso comune. E’ presto per fare nomi, ma una cosa è certa: se vogliamo vincere la città, è necessario trovare un punto di incontro».

di Laura Bosio

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