Gestione dell'acqua: manca il riferimento al modello pubblico. Emendamento delle opposizioni

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L’atto di indirizzo dell’Ato non avrebbe recepito i due documenti con i quali la Lega, il 21 dicembre 2011 e il 18 dicembre 2012, stravolse la linea saliniana per la gestione del servizio idrico ribaltando in consiglio il modello di società mista spingendo per una società pubblica partecipata direttamente dai comuni.

E’ l’accusa lanciata dall’opposizione nella burrascosa seduta della Commissione affari istituzionali di giovedì, quando Giuseppe Torchio (Lista Torchio), Andrea Virgilio (Pd), Giampaolo Dusi (Rifondazione), Massimo Araldi (Api) e Giovanni Biondi (consigliere indipendente) hanno criticato proprio la mancanza, nell’atto di indirizzo, di qualsiasi riferimento al passaggio approvato in consiglio provinciale. «Tale passaggio del consiglio provinciale - osserva il consigliere Giuseppe Torchio - non è mai accennato nella delibera quindi la lega ha votato contro o così rinnega le posizioni assunte in consiglio provinciale dopo l’esito elettorale?». Nonostante l’intervento di Massimiliano Salini in commissione, chiamato d’urgenza a dirimere la controversia motivando la scelta della Giunta di approvare all’unanimità l’atto di indirizzo senza il riferimento al mandato consiliare, la questione è tutt’altro che risolta. Nell’immediato, si è concordato di togliere dal documento il passo inerente il recepimento del processo d’integrazione (nel quale si chiede all’Ufficio d’Ambito di «porre mano ad un’ulteriore variante generale del Piano che ricomprenda il recepimento dell’avvenuto processo di integrazione dei vari rami d’azienda che operano sul servizio idrico dei gestori di fatto attivi sul territorio cremonese»). Ma la faccenda non finisce qui, e l’opposizione, sotto l’egida di Giuseppe Torchio, ha approntato un emendamento da presentare al prossimo Consiglio dell’11 aprile (che si preannuncia caldissimo) onde evitare che la scelta per la gestione pubblica non venga cancellata dagli atti. «Non si può eliminare una scelta politica largamente rappresentativa e in linea con i referendum sull’acqua e il pronunciamento in proposito della Corte costituzionale» soggiunge Torchio. L’emendamento chiede perciò «di far propri i contenuti della mozione assunta nell’adunanza del Consiglio Provinciale di Cremona del 18 dicembre 2012 ed approvata a maggioranza dal Consiglio stesso».  E, in particolare, si impegna il Presidente a farsi promotore presso il Cda dell’azienda speciale “Ufficio d’Ambito” della necessità di modificare il Piano d’Ambito ed il connesso modello gestionale al fine di «adottare la gestione cosiddetta “in house”, che preveda l’affidamento diretto ad una società “esclusivamente e direttamente partecipata dai Comuni o altri Enti Locali compresi nell’ambito territoriale ottimale. E che questa diventi parte integrante del presente atto».

di Michele Scolari

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