Incursione notturna in casa del consigliere Torchio: «Se vogliono spaventarmi non ci riusciranno»

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Strana incursione nella notte all’interno della casa al Maristella dell’ex parlamentare e presidente della Provincia Giuseppe Torchio (attualmente consigliere di minoranza in Consiglio provinciale). Ignoti si sono introdotti dal balcone sul retro sbarrando poi il portoncino blindato per impedire che il proprietario della casa potesse entrare. Quando il consigliere, che si trovava fuori per impegni, è rientrato, ha trovato la porta bloccata e, pensando si trattasse di un problema alla serratura, ha passato la notte dalla suocera. Questa mattina, tornato alla propria abitazione e chiamato un fabbro per aprire la porta, il consigliere ha appurato la verità. L’appartamento è stato rivoltato e passato al setaccio: sono stati aperti cassetti ed armadi, e spostati alcuni mobili. E sembra siano state messe le mani in alcuni documenti di una certa importanza. «Ma non hanno asportato nulla di valore», ha fatto sapere il consigliere. Proprio per questo l’incursione è stata definita “strana”. Gli stessi agenti della scientifica e della Digos, al termine dei rilievi, hanno riferito  al consigliere che «la scena non è quella di un furto. Evidentemente - prosegue Torchio - gli obiettivi erano altri».

Le indagini non scartano al momento nessuna pista. Molti particolari avvalorerebbero quella dell'azione intimidatoria. E' infatti una strana coincidenza che l'episodio avvenga proprio poco prima dell’inizio di processi importanti su questioni che lo stesso Torchio aveva denunciato. Inoltre sta per partire l’udienza in seguito all’esposto che il consigliere aveva presentato per diffamazione nei confronti di un noto imprenditore. E sempre lui era intervenuto in consiglio sul caso assai delicato e sospetto dei 60mila mc di rifiuti abusivamente abbandonati sul terreno di Cignone sequestrato dal Noe di Brescia (leggi l’articolo).

Sull'accaduto indaga ora la Digos di Cremona. «Un’intrusione di questo tipo era già successa sette o otto anni fa. Allora, come ieri, non avevano toccato oggetti di valore. Ma anche se si trattasse di un’azione intimidatoria nei miei confronti, alla vigilia di eventi importanti ed assai delicati, perdono tempo. Non ho alcuna intenzione di fermarmi».

di Michele Scolari

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