Casalmaggiore - Strade e fogne, un costo pesante per la comunità

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Per sistemare le buche stradali servono quasi 1000 euro al giorno. Quante sorprese emergono dal “ventre” di Casalmaggiore.
Qualcuno l’ha già ribattezzata “squadra rattoppi”: si tratta degli operai del comune che escono ogni tanto, all’occorrenza, per sistemare buchi più o meno grandi nelle strade cittadine. Operazioni doverose, spesso reclamate (a ragione e a gran voce) dalla cittadinanza, che però pesano non poco a bilancio. Lavori da accomunare anche alla pulitura dei tombini, effettuata a chiamata e non calendarizzata: due momenti troppo spesso invisibili nell’ordinaria amministrazione stradale, che rivelano criticità e inattese (brutte) sorprese. Economiche e non solo. RATTOPPI STRADALI – Un lavoro di sistemazione delle buche in strada può arrivare a costare anche fino a mille euro al giorno. Esagerato? Non se seguiamo un ragionamento matematico, che valuta il costo del catrame acquistato e utilizzato dal comune e la spesa per pagare il personale (in genere due operai che sistemano le buche più uno alla guida dell’automezzo). L’operazione si svolge, solitamente, due volte al giorno: ogni volta sono 25 i quintali di catrame utilizzati. Se 250 quintali costano 2500 euro (prezzo di mercato), i 50 utilizzati in una giornata lavorativa media costano 500 euro. A questi si aggiunga una cifra approssimativa di 3-400 euro legati al costo del personale: il totale sfiora i mille euro. Per un solo giorno di lavoro. L’altro problema è legato alla stesura del bitume: il comune ha un “rullo” apposito che però è di grosse dimensioni e dunque per i piccoli interventi è troppo ingombrante, risultando inadatto. A quel punto anche gli operai fanno di necessità virtù, passando con le ruote sopra la fresca stesura, per permettere una migliore amalgama con il manto stradale. Soluzione estemporanea ma efficace.

SORPRESA DALLE FOGNE – Lo sapevate che un tombino nel comune di Casalmaggiore (che non è Milano) può arrivare a nascondere fino a 200 kg di materiale? E’ questa la sorpresa, quantificata anche assieme agli operai comunali e agli uffici competenti, emersa con l’ultimo sopralluogo. Rifiuti, certo, accumuli di terra, foglie, ma anche materiale edile (la famosa malta del muratore) che, essicandosi, crea poi veri e propri tappi di cemento. Le caditoie a Casalmaggiore sono all’incirca 2mila sull’intero suolo comunale e la pulizia di un tombino, che richiede l’intervento di due operai, necessita di 40 minuti circa. Ciò significa che se il comune decidesse di pulire tutti i tombini del comune, impiegherebbe 72 giorni all’anno. Una soluzione? Lo spurgo, che consentirebbe di risparmiare tempo e fatica, ma ovviamente costerebbe di più. L’altro problema, che potrebbe contenere una soluzione, riguarda il riciclo del materiale ripulito da sotto il tombino: viene di fatto consegnato a una ditta specializzata, che viene pagata per questa operazione e poi si fa nuovamente foraggiare, da altri acquirenti, perché dai rifiuti ottiene compostaggio e terriccio da giardino. E se fosse il comune, invece, a farsi carico direttamente di questo business? Al posto di una perdita potrebbe avere un utile. Detto così sembra facile, troppo forse. Però ci si può ragionare.

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