Cremona - Il sindaco non ha voluto ridurre il numero di assessori

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Duro attacco a Perri da parte della Lega e del Pd, dopo la decisione di nominare un nuovo assessore.
Dopo le richieste di dimissioni avanzate nei giorni scorsi dall'opposizione al sindaco Oreste Perri in conseguenza della spaccatura tra i componenti la Giunta comunale, nuove animose polemiche alimentano il quadro politico cittadino, e più duri sono gli attacchi al sindaco dopo la decisione, presa dalo stesso, di promuovere suo vice Roberto Nolli, nonché nominare un nuovo assessore, Federico Fasani, quando da più parti si chiedeva di approfittare delle dimissioni di Carlo Malvezzi, per diminuire il numero di assessori. Perri ha firmato mercoledì mattina i decreti per le nuove nomine. Fasani dovrà sovrintendere la pianificazione urbanistica e l'edilizia privata. La scelta di Perri, come detto, ha alimentato le proteste della opposizione ma anche di molti cittadini che, in momento di grave crisi economica chiedono con gran forza la riduzione dei costi della politica e della spesa pubblica. A questo proposito si fa sentire Lega, che già dall'inizio aveva chiesto a gran voce le dimissioni del sindaco. «Non solo è andato avanti ugualmente, senza neppure prendere in considerazione le proteste, ma ha anche premiato l'assessore che ha causato tutto quel popò di vespaio, nominandolo vice sindaco, e dandogli quindi implicitamente ragione» attacca Simone Bossi, segretario provinciale della Lega. «Per l'ennesima volta Perri si è trovato a dover gestire una situazione complicata senza esserne capace, e mettendo sul tavolo le sue debolezze, sotto gli occhi di tutti.

Ribadiamo che si deve dimettere il prima possibile, perché ha decisamente superato il limite. In Provincia in tre minuti sono stati eliminati due assessorati, e sarebbe stato un bel segnale fare la stessa cosa anche in Comune. La gente è stufa di una politica di poltrone, chiede che vengano ridotte le spese, che si diano segnali concreti, ma a quanto pare Perri non vuole cogliere il messaggio». «Perri ha perso l'occasione – dopo le dimissioni di Malvezzi - di lanciare un messaggio positivo, riducendo il numero degli assessorati» sottolinea Maura Ruggeri, capogruppo del Pd in consiglio comunale. Dopo che il presidente della Provincia Massimiliano Salini ha rinunciato a ben due assessori, nei giorni scorsi, molti speravano che il Comune seguisse l'esempio. «E' deludente vedere che invece in Comune non hanno voluto tagliare neppure una poltrona» continua Ruggeri, che nei giorni scorsi - prima della nomina di Fasani - aveva presentato una mozione da discutere in Consiglio comunale proprio su questo tema. Una posizione condivisa anche da Titta Magnoli, segretario provinciale del Pd, secondo cui «tempo fa il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno che impegnava la Giunta a ridurre gli assessori da 10 a 8. Invece questo impegno è stato disatteso».

«In data 14/3/2011 il Consiglio comunale approvava un Odg sulla riduzione del numero degli assessorati da dieci ad otto» si leggeva nella mozione, in cui si chiedeva, dopo esser passati da 10 a 9 assessori in occasione delle dimissioni di Andrea Zagni, un ulteriore passo in questa direzione, in modo da portare a otto il numero complessivo delle poltrone, come stabilito dal Consiglio. «Tutto questo è invece stato disatteso» continua Ruggeri. «Tra l'altro mi sembra davvero incredibile che sia stato nominato vice sindaco proprio Roberto Nolli, lo stesso assessore che qualche giorno fa ha creato il caos e la spaccatura in Giunta, accusando i suoi colleghi di essere degli incapaci. Nominandolo vice sindaco, Perri ha implicitamente confermato questo punto di vista». Ad inasprire ulteriormente le questioni, c'è la situazione del personale che sta protestando, aggiunge il capogruppo del Pd, «I dipendenti comunali sono in subbuglio e tutt'altro che soddisfatti: non si può chiedere ai dipendenti di ridurre le spese quando poi il Comune stesso non vuole ridurre i costi della politica». Apparentemente sembra che la "pace" sia tornata in Giunta, dopo le scuse di Nolli ai colleghi, con i quali si è chiarito personalmente: si tratta di Nicoletta De Bona, Jane Alquati e Francesco Bordi, che hanno ritirato la richiesta di dimissioni espressa in una lettera inviata al sindaco. Del resto che potevano fare? Visto come sono andate le cose. «Ora il clima è sereno» hanno detto De Bona e Alquati, senza però rilasciare alcuna dichiarazione.

di Laura Bosio

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