Cremona - Viale Po, la denuncia del Luci: «E’ assurdo ripiantumare senza aver prima riqualificato»

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Viale Po sempre più trascurato: lo sostiene il Luci Cremona, dopo che il Comune ha acquistato 100 nuovi alberi da utilizzare per ripiantumare la via. Si tratta di esemplari di Sophora Japonica, per una spesa complessiva di 60.000 euro. «Ci chiediamo se sia opportuno partire con una ripiantumazione prima di provvedere alla sistemazione di ciò che sta sotto la strada: per anni ci hanno detto che il viale necessita di una riqualificazione globale che va dai marciapiedi alla pista ciclabile, dal manto stradale ai sottoservizi - sottolinea Ugo di Felice, portavoce dell'associazione - Abbiamo avuto numerosi esempi, anche recenti, di tagli di piante a suo tempo posizionate male, in sovrannumero rispetto allo spazio disponibile o messe a dimora in tempi sbagliati rispetto ad altri lavori necessari». Il problema è anche più ampio: come più volte hanno ricordato anche i membri del comitato di quartiere, è necessaria una riqualificazione completa dello stesso, che passi attraverso un progetto complessivo. «A questo proposito sarebbe interessante sapere in quale cassetto di quale ufficio comunale giace il progetto di riqualificazione dell'intero viale messo a punto da un gruppo di studenti e docenti dell'Istituto per Geometri "Pietro Vacchelli"».

L'idea portante della proposta era quella di riqualificare la viabilità ciclabile e pedonale compreso i parcheggi delle autovetture e gli accessi, in sicurezza per i pedoni i ciclisti e gli automobilisti stessi, alle proprietà laterali o nelle vie laterali del viale. Un progetto che aveva ricevuto lodi da parte del vice sindaco il quale, nel maggio scorso, aveva annunciato che gli uffici comunali avrebbero valutato le soluzioni proposte dagli studenti. «Vorremmo sapere quali sono le valutazioni a tale progetto» specifica il portavoce del Luci, che tra le altre cose esprime perplessità anche sulla scelta di sostituire la tipologia storica di pianta che da sempre ha caratterizzato viale Po, il platano, sostituendolo con «una specie importata da altri continenti. Ben vengano gli interventi di riqualificazione della città, ma devono essere interventi ragionati, condivisi e partecipati, dettati dalle vere priorità dei cittadini e della città intesa come organismo complesso che vive con e per gli esseri che la abitano. Anche se nell'immediato non porta ai risultati di facciata, che piacciono tanto ai politici».

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