Cremona - Emergenza sfratti: si moltiplicano i casi

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Decine di famiglie rischiano di rimanere senza casa. Caritas Cremonese: «La situazione peggiore è per coloro che vengono sfrattati dalle case Aler».
Decine di famiglie rischiano di rimanere senza un tetto sopra la testa, a causa dello sfratto: è quanto denuncia il neonato Comitato antisfratto, sorto a livello cittadino dalla necessità di offrire un sostegno ai cittadini colpiti da atti esecutivi o di precetto. «A Cremona le case vuote sono circa duemila, eppure molte famiglie rischiano lo sfratto per morosità», dichiara il Comitato. «Morosità le cui cause sono spesso il licenziamento o l'oggettiva difficoltà di uno o più membri della famiglia di trovare lavoro». Per il Comitato è fondamentale «sottolineare l'impossibilità economica per queste persone di pagare l'affitto e le bollette, i cui costi già elevati sono cresciuti notevolmente rispetto all'anno passato. Rendere evidente l'innocenza di queste famiglie è centrale. Abitare in una casa è un diritto fondamentale di tutti, che per nessun motivo può essere negato». L'emergenza sfratti è confermata anche dalla Caritas cremonese, dove sempre più numerose sono le richieste di aiuto che arrivano quotidianamente. «Le procedure di sfratto hanno iniziato ad aumentare già dall'anno scorso» spiega Alessio Antonioli, responsabile del Centro d'ascolto Caritas.

«La situazione è davvero preoccupante, e va di pari passo con l'aumento della disoccupazione». Naturalmente i casi sono i più diversi: «Ci sono persone che, essendo state sfrattate dall'edilizia privata, riescono ad accedere in tempi brevi a quella pubblica, e vengono ricollocati nelle case popolari» continua Antonioli. «In alcuni casi, però, questi tempi si allungano, e capita che intere famiglie debbano essere ospitate per alcuni periodi presso la Casa dell'accoglienza o altre strutture d'emergenza». Il problema peggiore è quando le famiglie finiscono per venire sfrattate proprio dalle case dell'Aler: «Ci sono famiglie che, a causa della disoccupazione o di redditi comunque troppo bassi, faticano anche a pagare gli affitti dell'edilizia residenziale pubblica, tanto più che negli ultimi anni anche questi sono aumentati» spiega ancora il responsabile del Centro d'ascolto. «Basti pensare che fino a qualche anno fa non superavano i 150 euro, ora invece arrivano anche a superare i 200. L'Aler è molto tollerante con gli inquilini, e se vi è la possibilità predispone dei piani di rientro, ma purtroppo vediamo sempre più spesso anche sfratti dalle case popolari».

Così alcuni finiscono, almeno per il medio periodo, ospiti della Casa dell'accoglienza, altri riescono a sistemarsi ospiti presso alcuni parenti o amici. Spesso le associazioni di volontariato e la Caritas intervengono per sostenere le famiglie nel pagamento degli affitti, ma le richieste sono davvero troppo numerose. «Sono diventate praticamente quotidiane, e rappresentano una grossa fetta degli aiuti che eroghiamo» conclude Antonioli. Parlando di casi concreti, il Comitato antisfratto segnala un caso che sta seguendo, quello di una famiglia sotto sfratto esecutivo. «Si tratta di una famiglia composta da due adulti e due bambini (rispettivamente uno di cinque anni e l'altro di tre mesi)» fa sapere il Comitato stesso, che nei giorni scorsi è intervenuto, riuscendo a trovare una soluzione temporanea per questo nucleo familiare. «Dopo una serie di incontri, fortemente richiesti all'assessore alle politiche sociali Luigi Amore, che ha più volte rimarcato l'impossibilità da parte del comune di risolvere la situazione, il Comitato è riuscito ad ottenere una posticipazione di tre mesi al massimo dalla data dello sfratto esecutivo».

È duro l'attacco del Comitato alle istituzioni: «Non accettiamo che le politiche sociali richiedano la contribuzione economica da parte delle famiglie sotto sfratto. Non accettiamo che si dica a persone le cui vite sono appese a un filo che non sono motivate nel trovare lavoro e che l’unica loro ambizione sia gravare sulle spese comunali» fanno sapere i portavoce del Comitato. «Numerosi casi di famiglie sotto sfratto esecutivo si stanno moltiplicando nella città di Cremona. La portata del problema è tale da non poter più rimandare una sua immediata risoluzione».

di Laura Bosio

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