A Polide, "I socialisti dopo Craxi"

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“I socialisti dopo Craxi” è il titolo della conferenza che il segretario provinciale del Partito socialista Paolo Carletti ha tenuto ieri sera (22 aprile) al circolo politico-culturale Polide. L'incontro, che si inseriva nel ciclo di conferenze “Scomporre la storia per ricomporre la politica” e che è stato animato da Agostino Melega, ha visto Carletti ripercorrere la storia del Psi a partire dalle dimissioni del padre nobile del partito Bettino Craxi (1993) e dallo scioglimento definitivo dell'anno successivo ad opera di Ottaviano Del Turco. Partito che sfaldatosi diventa prima SI (Socialisti Italiani) e poi SDI (Socialisti Democratici Italiani). Del Turco che, racconta Carletti, prima dello scioglimento sconfesserà Craxi promettendo, per salvare il partito, di non candidare tutti gli esponenti accusati di corruzione. In sostanza, “era in corso una scissione tra chi voleva difendere l'apparato e chi pretendeva un rinnovamento della classe dirigente”.
Dallo scioglimento nascono diverse formazioni che coagulano le varie istanze di natura socialista: Socialisti Italiani, Partito Socialista Riformista, Federazione Laburista, Alleanza Democratica. Negli ultimi anni si è invece assistito alla rinascita del PSI, sia pure fortemente ridimensionato. Nel 2007, Enrico Boselli, segretario dei Socialisti Democratici Italiani, annuncia di voler ricostituire un nuovo soggetto politico che prenderà il nome di Partito Socialista. Al congresso del 2008 viene eletto Nencini e l'anno seguente il partito riprenderà lo storico nome di Partito Socialista Italiano.
Carletti infine evidenzia la peculiarità che ha sempre contraddistinto il partito del garofano e per la quale “c'è ancora bisogno dei socialisti”: la capacità, unica nel panorama politico, “di coniugare la tutela delle individualità e della libera iniziativa con la salvaguardia della funzione della Stato, della sua presenza attiva nella gestione della cosa pubblica”. “Un'eredità che nessuno finora ha raccolto”, ha concluso Carletti.

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