Tagli alle spese per le scuole

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Scuola, sempre più spesso «Una formazione a mezzo servizio».
Sono sempre più scarsi i finanziamenti per il funzionamento delle scuole, al punto che alcune Province, responsabili della manutenzione degli istituti medi superiori, stanno chiedendo di risparmiare sul riscaldamento e sull'acqua. La denuncia arriva dall'Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori), che ribadisce come la scarsità di fondi per le scuole «sta raggiungendo livelli record. Al punto che le Province, da cui dipende la gestione degli istituti superiori, stanno cominciando a mettere le mani avanti in vista del prossimo anno scolastico. Come a Savona, dove, per risparmiare sulle bollette elettriche e del gasolio da riscaldamento, i responsabili della giunta provinciale hanno scritto ai dirigenti scolastici del loro territorio chiedendo esplicitamente di predisporre le condizioni per introdurre la settimana corta e di non aprire al sabato». Al di là del fatto che questo genere di decisioni sono di competenza degli organi collegiali, «le mutazioni scolastiche degli ultimi tempi stanno sempre più spesso condannando gli studenti a usufruire di una formazione a mezzo servizio» denuncia ancora l'Anief. «Oggi si chiede di ridurre la settimana scolastica da 6 a 5 giorni, il passo successivo, già peraltro tentato dal ministro Profumo, sarà quello di anticipare la maturità a 18 anni, cancellando addirittura di un anno il tempo scuola». Secondo l'Anief si tratta, da parte del Governo, di un «chiaro progetto di smantellamento del settore»: un esempio su tutti il taglio di un terzo del Fondo d'istituto, il tentativo del Governo di ricondurre a 24 ore l'insegnamento settimanale, le classi-pollaio, la chiusura di quasi 2mila istituti.

Fortunatamente nella nostra provincia non siamo ancora arrivati a simili situazioni, ma senza dubbio la crisi degli enti locali sta lasciando il segno anche qui. «Siamo arrivati a un paradosso: Comuni e Province hanno delle competenze impegnative in ambito scolastico, ma i continui tagli li portano ad avere sempre meno risorse e li mettono nelle condizioni di non riuscire a garantire i servizi» spiega Paola Orini, assessore provinciale alle scuola. «Scuole e strade sono settori impegnativi, dal punto di vista degli investimenti, e sicuramente sono quelli più a rischio di essere penalizzati, anche se nella nostra provincia stiamo cercando di tagliare solo nei settori meno importanti, mantenendo intatti i servizi essenziali». Le continue decurtazioni di risorse rendono difficoltosi, del resto, anche gli interventi sull'edilizia scolastica. «Mentre un tempo investire sulle strutture scolastiche non era un grosso problema, oggi è evidente la difficoltà nel sostenere nuove strutture o ampliamenti» spiega l'assessore provinciale alla partita, Giovanni Leoni. «A questo proposito bisogna essere molto più oculati e fare delle scelte, perché non possiamo nascondere che la difficoltà economica esiste e non è cosa da poco» Anche il Comune Cremona ha dovuto tagliare, in particolare nei nidi e nelle materne: la denuncia arriva dai sindacati della funzione pubblica, che proprio nei giorni scorsi si sono uniti in assemblea per fare il punto della situazione.

Lo spiega Giorgio Salami, responsabile sindacale Cgil per l'amministrazione comunale. «Con la privatizzazione del tempo prolungato sono rimaste a casa 13 persone, le quali però non si occupavano solo di tempo prolungato, in quanto facevano 25 ore a settimana nelle materne e 27 nei nidi. Calcolando che il tempo prolungato sono solo 10 ore a settimana, in un anno si sono perse 15 ore a settimana per ognuno dei 9 insegnanti rimasti a casa dalle materne e 17 a settimana per ognuno dei 4 insegnanti rimasti a casa dai nidi. Questo significa che in un anno sono "saltate" 5.000 ore. E questo inevitabilmente comporta una perdita della qualità». Ma a preoccupare ancora di più i sindacati è quello che potrebbe accadere tra la fine di questo anno scolastico, ormai imminente, e l'inizio del prossimo: «Negli ultimi tempi l'assessore Roberto Nolli ha spesso tirato fuori il tema dei costi della scuola, e questo ci fa temere nuove iniziative di tagli durante i mesi estivi. Del resto, una volta aperta una strada, quella dell'affidamento alle cooperative, si fa presto a proseguire in quella direzione, anche se essa non ha portato alcun vantaggio economico per il Comune".

di Laura Bosio

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