Crema - Tavolini, il business in soli 10 metri

+ 31
+ 26


Sono pochi? Sì, se l’obiettivo è rivitalizzare il centro. Le motivazioni di Asvicom.
E' di nuovo polemica plateatico. In vista dell'estate, l'amministrazione comunale ha modificato di nuovo la normativa che regola la concessione degli spazi pubblici per i tavolini dei locali di piazza Duomo, suscitando non pochi malumori. Il periodo estivo, infatti, soprattutto in questi anni di crisi, è visto dai commercianti come un'occasione per recuperare terreno, rispetto a mesi di affanno e pochi guadagni. È per questo motivo che qualcuno storce il naso, di fronte a una scelta considerata controproducente e motivata dall'esigenza di garantire una maggiore accessibilità e fruibilità della piazza. Così commenta il presidente di Asvicom, Berlino Tazza: «La scelta dell'amministrazione è quantomeno poco coerente, alla luce della politica dei “Distretti Urbani del Commercio”, attraverso i quali i Comuni del territorio cercano di rivitalizzare i centri cittadini. Concedere solo 10 metri di profondità a ogni esercizio pubblico, contro i 12 dell'anno scorso, è troppo poco e deprimente per la loro attività commerciale. Come se non bastasse, si è anche tornati al fronte vetrina, riducendo così anche lo spazio in larghezza.

Non valeva la pena lasciare le cose come stavano, visto che, prossimamente, il Comune intende lanciare un concorso di idee per modificare l'arredo urbano della piazza?». Tazza sottolinea che, proprio perché l'estate è un periodo clou per i commercianti, molti di questi hanno investito nei mesi scorsi, per arrivare preparati all'appuntamento, assumendo anche nuovo personale. Questa scelta dell'amministrazione comunale rischia ora di frenare ancor di più le loro aspettative. «Avevamo protocollato in Comune un nostro progetto, che rispondeva alle esigenze espresse dall'amministrazione, in merito a una maggiore accessibilità e fruibilità della piazza. Un progetto che prevedeva i consueti 12 metri di spazio e la cui fattibilità era certificata dal parere tecnico di due diversi studi di architettura. La nostra proposta conteneva anche un'innovazione importante: la garanzia di una grande visibilità per le vetrine di quei negozi che non hanno necessità di occupare il plateatico e che, di norma, vedono spesso il loro spazio invaso dai tavolini dei locali adiacenti. Non c'è stato nulla da fare». Il presidente Tazza non si nasconde che, forse, uno dei motivi per cui non si è riusciti a far valere le proprie ragioni sta nella divisione tra le varie associazioni di categoria, ognuna delle quali ha presentato un suo diverso progetto. Tra di loro continua a essere complicato instaurare un dialogo. Confcommercio, ad esempio, adotta una linea più morbida:

“L’accordo su piazza Duomo e sui plateatici giunge a conclusione di una positiva concertazione con l'amministrazione» dichiara il presidente, Claudio Pugnoli. Da parte sua, l'assessore al Commercio, Morena Saltini, respinge ogni accusa di ostilità nei confronti degli esercenti di piazza Duomo: «È da un anno che riflettiamo insieme sul problema, a partire dalla nostra esigenza più volte espressa: evitare quell'occupazione selvaggia del plateatico, che si è verificata gli anni scorsi e che ha ridotto piazza Duomo alle dimensioni di una semplice via. All'inizio, la nostra proposta era di concedere solo 9 metri di profondità, dopodiché abbiamo trovato un compromesso, arrivando a 10 metri, più le fioriere: in pratica 10 metri e mezzo. Non credo siano due tavolini in più a fare la differenza per la buona riuscita di un'attività commerciale».

di Gionata Agisti

Segnala questo articolo su