Igiene delle mani per evitare i contagi

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Il 5 maggio è la Giornata mondiale. Il dottor Angelo Pan: «Fondamentale contro la multiresistenza».
Lavarsi le mani può salvare delle vite. A volte basta un gesto banale a fare la differenza: ne è convinto il dottor Angelo Pan, medico infettivologo dell'Azienda ospedaliera di Cremona, che in questo periodo, in occasione della Giornata mondiale dell'igiene delle mani (in programma per il 5 maggio) ha promosso un corso per tutti gli operatori ospedalieri, al fine di sensibilizzare alla pulizia delle mani. «Abbiamo introdotto una scenetta molto significativa: utilizzando il cacao mostriamo quanto velocemente possono diffondersi i batteri sul paziente durante una visita, in caso di mani non pulite» spiega Pan. «L'obiettivo sarà quello, successivamente, di valutare in ogni reparto quanto gli operatori sanitari si lavano le mani. Se dovessimo poi verificare che l'adesione non è quella ottimale, ripeteremo nuovamente il corso». Attualmente che livelli di attenzione ci sono rispetto a questa prescrizione? «Negli anni l'attenzione era aumentata notevolmente, ma nell'ultimo anno abbiamo osservato di nuovo un calo. Anche per questo ci sembra importante intervenire in maniera capillare, sia sull'ospedale di Cremona che sull'Oglio Po, per sensibilizzare il personale sanitario». Per quale motivo è così difficile trasmettere questo concetto? «Perché esso non è mai stato chiarito nel corso degli studi. Negli ultimi anni qualcosa in più si fa, ma un tempo nessuno dava peso a questo tema, e i medici, soprattutto quelli più avanti con l'età, faticano ad assimilare il concetto.

Del resto l'Oms ha lanciato la campagna sull'igiene delle mani solo nel 2005, e i primi studi innovativi sul tema risalgono agli anni 2000, anche se già a metà del 1800 vi fu uno studio di questo tipo». Per quale motivo l'igiene delle mani è così importante? «Perché permette di evitare la trasmissione di moltissimi germi. In primis lo staffilococco aureo, che può causare tantissime patologie: dalle infezioni del sangue, a quelle dell'osso, a quelle delle vie urinarie, alle polmoniti, ecc. Altri germi che si trasmettono con una scarsa igiene delle mani sono quelli gram negativi, che si trovano nell'intestino e che sono responsabili spesso delle infezioni alle vie urinarie. Il problema più grande, tuttavia, è quello dei germi multiresistenti, ossia quei germi che hanno sviluppato delle resistenze agli antibiotici. Sono germi difficili da eliminare, e l'igiene delle mani ne previene il contagio. Essi si sono sviluppati a causa di un cattivo ed eccessivo uso degli antibiotici, e purtroppo in Italia sono molto diffusi. Recentemente ho osservato che negli Stati in cui c'è maggiore instabilità finanziaria ed economica c'è anche un maggior diffusione di questi germi. Questo perché nei Paesi in cui peggio si utilizzano le risorse economiche - che sono appunto Italia, Spagna, Portogallo e Grecia - si amministrano male tutte le risorse, comprese quelle sanitarie. In Olanda invece usano bene gli antibiotici, hanno la cultura del lavaggio delle mani, e il problema della multiresistenza non esiste». Il lavaggio delle mani è fondamentale in ambito sanitario.

E' altrettanto importante tra la popolazione? «E' sempre importante, anche se c'è da dire che dopo l'epidemia A H1N1 la sensibilità su questo tema è aumentata notevolmente, e ora moltissima gente gira con le soluzioni disinfettanti in tasca. Del resto si potrebbe fare di più, soprattutto nelle scuole. Sarebbe poi necessaria un'azione di sensibilizzazione sul corretto uso degli antibiotici, per eradicare il problema dei germi multiresistenti. Purtroppo, infatti, in Italia l'utilizzo degli antibiotici è decisamente scorretto, sia da parte dei pazienti che dei medici di base».

di Laura Bosio

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