Due incontri d’autore al Museo del violino

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Protagonisti gli artisti Jordi Savall (il 12 maggio) e Giovanni Sollima (il 26 maggio).
Nell’ambito del Festival Monteverdi, è stato messo a punto Monteverdi OFFicine, uno spazio per pensare, discutere, incontrare. Un luogo non-luogo per svelare i segreti degli artisti, scoprire i sapori della musica e del buon cibo, restare incantati dalle suggestioni del cinema. Due incontri avranno luogo all’Auditorium G. Arvedi del Museo del violino: il 12 maggio alle ore 11 parlerà Jordi Savall, il 26 maggio, sempre alle 11, sarà protagonista Giovanni Sollima. Una singolare tenzone tra due grandi artisti del panorama musicale odierno. Viola da gamba contro violoncello, Rinascimento contro XXI secolo, Catalogna contro Sicilia… Incursioni in repertori distanti (nel tempo e nello spazio), dalla musica rinascimentale alla musica composta oggi, che guarda al passato e al futuro, alle tradizioni non “eurocolte” (musica popolare, musica orientale, ecc.). Al Teatro Ponchielli sono, invece, previsti due documentari ed un film cinéphile per respirare in anticipo il clima dei concerti del fine settimana. Si parte l’8 maggio alle ore 21, con la proiezione del documentario “Dinastia Borgia. Chiesa e potere nel Rinascimento”, che racconta il dietro le quinte del progetto di Jordi Savall, ambientato nella splendida abbazia di Gandia. Il 15 maggio, sempre alle ore 21, si prosegue con “Death for five voices”, straniante docufilm sulla vita di Gesualdo, firmato dall’eclettico cineasta Werner Herzog, con la curiosa presenza di Milva. «Molte delle storie nel film – ricorda Herzog – sono completamente inventate, ma contengono le verità più profonde su Gesualdo. Di tutti i miei “documentari”, “Death for Five Voices” è uno dei film più vicini al mio cuore». La rassegna si conclude il 21 maggio con la proiezione di “Caravaggio”. Il film di Derek Jarman (Orso d’argento al Festival di Berlino 1986) è sensuale, visivamente impressionante e racconta la vita di Michelangelo Merisi da Caravaggio, permettendosi non poche licenze poetiche. Noto per la trama e l’attenzione ai dettagli, l'intensa interpretazione ed il senso dell'umorismo stravagante, la pellicola presenta Caravaggio come uno degli inventori della tecnica del chiaroscuro, suggerendo che la leggenda legata al personaggio tramontò definitivamente insieme al suo grande talento.

di Federica Ermete

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