Crema - Più credito a famiglie e imprese

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Banca Cremasca ha chiuso con un utile a 2,4 milioni e un patrimonio a quota 72,7 milioni.
Positivo il bilancio con cui Banca Cremasca chiude l'esercizio 2012: il suo utile netto è di 2,4 milioni, laddove il 2011 aveva portato un risultato inferiore, pari a 1,7 milioni. Ad anticiparlo alla stampa, in attesa dell'assemblea dei soci convocata per domenica 19 maggio, in cui si provvederà anche al rinnovo delle cariche sociali, sono stati il presidente dell'istituto di credito, Francesco Giroletti e il direttore generale, Cesare Cordani, nel corso di una conferenza stampa, tenutasi presso la sede di piazza Garibaldi, lo scorso mercoledì 8 maggio. «Il nostro risultato segna un deciso incremento nei confronti del 2011» ha commentato Giroletti. «Nel corso dell'ultimo anno, sono aumentati anche gli impieghi lordi, pari a 416 milioni, contro i 406 dell'anno precedente e questo per la nostra banca ha significato l'erogazione di maggior credito per le famiglie e le imprese del territorio. La politica dei tassi è sempre stata contenuta, considerata la difficilissima situazione attuale, e l'intento del consiglio di amministrazione è stato quello di porre un'attenzione particolare alla situazione delle imprese, evitando di imporre loro degli eventuali rientri a breve termine». Anche la raccolta diretta ha conosciuto un incremento: 510 milioni, rispetto ai 494 milioni del 2011. Si tratta di una crescita media annua del 3,3%, in linea con il risultato del credito cooperativo in generale (+3,8%) e superiore alla media del sistema bancario nazionale (+1,6%).

«Dobbiamo ringraziare la nostra clientela» ha proseguito Giroletti, «che, in questo periodo di crisi, non ha mancato di concederci la sua fiducia e ha creduto in noi, anche di fronte a proposte “spot” che, dietro l'apparenza allettante, fanno pensare si nascondino tassi di interesse elevati». Come ha aggiunto il direttore Cordani: «Nonostante il perdurare di questa congiuntura negativa, anche nel primo quadrimestre del nuovo esercizio stiamo rilevando dati positivi, che ci rendono ottimisti nelle nostre previsioni. Certo, questo non significa che dobbiamo abbassare la guardia: dovremo, infatti, stare molto attenti agli equilibri, perché tutto fa pensare che questo periodo di crisi durerà ancora a lungo. Detto questo, i nostri indici ci consentono di guardare al futuro con maggiore tranquillità, visto che, grazie ad anni di gestione attenta e prudente, siamo riusciti ad accrescere il patrimonio del nostro istituto: un patrimonio che si è addirittura triplicato, rispetto al 2001, arrivando a quota 72,7 milioni: il 25% in più, rispetto allo scorso esercizio». Come sottolineano presidente e direttore, la forza di Banca Cremasca sta nel fatto che il nostro territorio, pur essendo in sofferenza, si sta comunque dimostrando più resistente di altri ai marosi della depressione e, in particolare, continua a macinare utili il polo della cosmesi, che dà lavoro a circa 3mila dipendenti. «Merito, comunque, anche della stessa banca che, nella provincia di Cremona, si è dimostrata la più attenta alle esigenze del settore artigianale che, insieme a quello agricolo, è uno dei motori dello sviluppo locale. A proposito di questa attenzione, va ricordata la recente adesione di Banca Cremasca al progetto dei bond territoriali, con cui si intendono finanziare le piccole e medie aziende manifatturiere dell'intera provincia ».

di Gionata Agisti

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