Cremona - Strade e marciapiedi da rifare Pericolo per auto, cicli e pedoni

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Erba alta, marciapiedi dissestati o inesistenti, strade piene di buche: dopo un inverno particolarmente rigido e piovoso, la città non è certo in condizioni ottimali. L’erba è alta in molte aiuole, rotonde e incroci, arrivando a ridurre la visibilità dei veicoli in transito; molte strade sono talmente dissestate da creare disagi ad automobilisti e ciclisti. Infine ci sono numerosi marciapiedi in condizioni pessime, che spesso rappresentano situazioni pericolose per i pedoni. E’ sufficiente fare un giro in qualsiasi quartiere per trovare problemi di questo tipo: strade dissestate e piene di buche si trovano nel quartiere Po come alla Villetta, in tangenziale come in zona Cimitero. Lo stesso vale per i marciapiedi, che in molti quartieri periferici versano in condizioni pietose, specialmente al quartiere Po, ma anche al Cambonino o a San Bernardo. La questione è stata trattata anche nel corso dell’ultimo consiglio comunale, a seguito di un’interrogazione a firma del consigliere Giancarlo Schifano (Italia dei valori). «A causa del maltempo si sono formate diverse buche che pregiudicano la viabilità arrecando pericolo e disagio alla circolazione di pedoni, ciclisti ed autoveicoli» sottolinea il consigliere, rimarcando le numerose segnalazioni e proteste pervenutegli da parte dei cittadini. Una situazione che va presa urgentemente in considerazione, secondo il consigliere stesso, che chiede alla giunta, «di mettere in atto una programmazione dei lavori pubblici inerente la manutenzione e l’asfaltatura di strade e marciapiedi; di segnalare i tempi e le modalità con le quali verranno svolti i suddetti lavori».

Il consigliere suggerisce altresì di valutare la possibilità «di utilizzare i proventi ricavati dalle multe per la sistemazione del manto stradale e dei marciapiedi». Si pone poi una questione più strettamente legale: l’art. 13 del decreto legislativo n. 285 del 30 aprile 1992 obbliga gli enti proprietari delle strade di istituire e tenere aggiornati la cartografia ed il catasto delle strade: «è mai stato messo in pratica tale decreto?» chiede Schifano. A fronte della difficile situazione del bilancio del Comune, la preoccupazione del consigliere è anche se siano previste nel prossimo «risorse economiche adeguate a fronteggiare questo annoso problema riguardante la viabilità ordinaria al fine di garantire sicurezza e manutenzione delle strade e dei marciapiedi attraverso una mappatura capillare degli interventi da realizzare nell’intera città». Critica anche la situazione di viale Po, come ha evidenziato un’interrogazione del Pd, secondo cui «il viale più bello di Cremona giace da quattro anni in condizione di abbandono». Il Pd ha rilevato inoltre la mancanza di un progetto complessivo di riqualificazione della strada, a parte la decisione di piantare 100 nuove piante. «Attualmente, lungo il viale, ci sono circa 110 platani, distribuiti in modo disomogeneo: più fitti tra piazza Cadorna e via Serio/via Fulcheria, molto più diradati verso largo Moreni» si legge nell’interrogazione

«E’ sufficiente passare in bicicletta o a piedi per osservare la situazione di abbandono delle aiuole, lo stato dei marciapiedi delle panchine e dei parcheggi». Questo nonostante la raccolta firme promossa la scorsa primavera dai residenti «che chiedevano la sicurezza dei percorsi, il miglioramento dell'arredo urbano e la piantumazione del viale» spiega il Pd, che chiede all’assessore competente «se intende promuovere un sopralluogo della Commissione ambiente prima di procedere alla piantumazione per verificare la situazione in loco e quali sono le soluzioni proposte dagli uffici in questi mesi in termini di riqualificazione». Per il Comune la situazione è sicuramente complessa in quanto, come fa notare l’assessore ai lavori pubblici Francesco Zanibelli, «tutto è legato all’approvazione del bilancio di previsione». Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade, «in questo momento l’Aem riesce a garantire gli interventi derivanti dalle segnalazioni e che vengono normalmente rendicontati a scadenza trimestrale» spiega l’assessore. Tuttavia negli ultimi mesi Aem ha effettuato, nell’ambito della manutenzione straordinaria, solo interventi di risanamento in tratti della tangenziale particolarmente ammalorati, nonché per rimediare situazioni di particolare urgenza tra cui la sistemazione di via Brescia fronte Naviglio (ove si erano registrati tratti in cedimento), la messa in sicurezza del Cavo Cerca (zona via Brescia), un intervento in piazza IV Novembre. La scarsità di risorse si fa sentire anche in questo settore, per cui spesso non si riesce ad andare oltre la sistemazione delle questioni più urgenti. «Per quanto riguarda l’anno 2013, le somme indicate nel Piano delle Opere Pubbliche permettono di programmare interventi per 500.000,00 euro» ha spiegato ancora Zanibelli. «Di questi vanno indirizzati almeno 200.000 euro (mediamente la spesa annua è di circa 300.000,00 euro) a interventi ordinari derivanti anche da segnalazioni e verifiche di ammaloramenti».

Per quanto riguarda la manutenzione straordinaria, la somma residuale, pari a 300.000 euro, servirà ad eseguire alcuni interventi prioritari: intervento di asfaltatura e tamponamento di via S. Francesco d’Assisi, che versa in pessime condizioni; interventi in alcune vie del quartiere Zaist; rifacimento del tratto della tangenziale ex SS415 tra la rotatoria di via Castelleone e la rotatoria per il Cambonino; rifacimento di alcuni tratti di asfalto in viale Trento e Trieste e via Dante; il rifacimento tratti di via Boschetto anche nel tratto verso Castelverde. Per quanto riguarda invece la manutenzione straordinaria dei marciapiedi, «è attivo un progetto relativo all’abbattimento di barriere architettoniche, per il quale si stanno facendo numerosi interventi in città» sottolinea ancora l’assessore. «Con tali lavori ad oggi sono stati effettuati interventi nel quartiere Cambonino (Viale Cambonino, Via F. Colombi Bordè), nel quartiere Zaist (via Fatebenefratelli, via Nino Bixio, via Aspromonte e Via Caprera) e nel quartiere S. Ambrogio (via Carlo Darlerio, Sant’Ambrogio, tratto compreso tra via Bergamo e via Bredina lato nord). Restano da effettuare gli interventi nelle seguenti vie: Monte Grappa, Dalmazia, Montenero. Massarotti. Ghinaglia. Sabotino, Montello, Piave, dei Mille (tratto compreso tra via Garibotti e via Bissolati), via Manzoni angolo via Cesare Battisti e via Gerolamo da Cremona angolo via Tofane». Per quanto riguarda il 2013, sono invece previste diverse tipologie di lavori.

«Innanzitutto si sta verificando il livellamento delle beole dei marciapiedi del centro storico, con particolare riferimento a via Verdi, Campi, Mazzini, Manini e Monteverdi. Si è inoltre proposto di intervenire in alcune vie dove la situazione è particolarmente critica: via Regina Teodolinda, via Antica Porta Tintoria, via Andrea e Nicola Amati, via Sant'Antonio del Fuoco, via Buoso da Dovara, piazza Padella, via Flaminia, via San Rocco, viale Cambonino, con un investimento totale pari a 162.000 euro». Il problema di viale Po è molto simile: la manutenzione di edifici, strade e di tutto quanto è di proprietà comunale ha un raggio d’azione molto ampio e viene attuata in base alle risorse disponibili, che sono scarse, come ha fatto notare l’assessore Zanibelli. «Per viale Po, non appena l’amministrazione si è resa conto dell’andamento delle entrate, è stata trovata una soluzione che potesse in qualche modo venire incontro alle esigenze espresse dai residenti, comunque coinvolti attraverso il locale comitato di quartiere». Tale soluzione è appunto quella della ripiantumazione della strada con cento nuove piante, grazie a una convenzione con una ditta privata, che si impegna a farsi carico degli oneri (pari a 45mila euro) e che attuerà la ripiantumazione entro fine maggio. «Tengo a precisare che riqualificare completamente viale Po significa intervenire sul sistema fognario, sui sottoservizi e sui percorsi ciclo pedonali - conclude Zanibelli -: tutto questo comporta costi tali che l’amministrazione in questo momento non è in grado di sostenere».

di Laura Bosio


  

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