Cremona -Liste di attesa per le materne

+ 41
+ 41


A Cremona i posti disponibili sono 258, a fronte di 320 richieste totali.
Aumentano le liste di attesa per gli asili, a fronte di un aumento della richiesta. Un problema che riguarda, a dire il vero, tutta la penisola, e che ha messo in allarme numerosi comuni, che non hanno posti sufficienti per tutti i bambini che l’anno prossimo inizieranno la scuola materna. In particolare, in Lombardia l'aumento delle richieste di iscrizione si è attestato su percentuali molto alte. Stesso discorso vale per la nostra città: basti pensare che per l'anno scolastico 2013-2014 le richieste sono 62 in più rispetto ai posti disponibili, quando nell'anno in corso (2012-2013) le iscrizioni erano state inferiori al numero dei posti (ne erano rimasti ben otto liberi). Un po' sorprende il fatto che le richieste di iscrizione presentino un andamento così altalenante, cosa che del resto era accaduta anche negli anni precedenti, come spiega l'assessore alla scuola Jane Alquati: «Nell'anno 2010-2011 gli iscritti erano 46 in più rispetto ai posti disponibili, mentre nell'anno precedente erano “avanzati” 11 posti liberi». Nonostante sia opinione comune che in Italia non si fanno più figli, quindi, la realtà è ben diversa, e racconta di famiglie che ancora hanno voglia di crescere figli.

Una situazione che comunque non preoccupa l'assessore Alquati: «Normalmente riusciamo a collocare circa il 99% dei bambini tra i 3 e i 6 anni. Del resto la nostra offerta, per la scuola materna, è molto radicata. Abbiamo nove scuole, che ospitano circa 900 bambini, oltre a 4 convenzioni con scuole private che aderiscono al circuito Adasm Fism, in cui il Comune interviene per calmierare la retta, in modo da ampliare l'offerta di posti disponibili». Attualmente la disponibilità di nuovi posti nelle scuole per l'infanzia cremonesi, per il prossimo anno scolastico, è pari a 258 a fronte di 320 richieste. «Questo dato andrà però scremato, incrociando i dati per capire se vi sono persone che hanno fatto duplice domanda, sia in scuole comunali che statali. Il numero, quindi, potrebbe risultare inferiore».

di Laura Bosio

Segnala questo articolo su