Cremona - Garibaldi pedonale? Si, ma fino a S. Agata

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La proposta della Giunta divide commercianti e cittadini. I contrari: «Rischiamo di svuotare il centro». I favorevoli: «Era ora».
Pedonalizzare corso Garibaldi? Sì, ma solo se si chiude almeno fino al Cittanova: questa la posizione di molti commercianti presenti nella via, che vedono con favore la pedonalizzazione ma che non sono affatto concordi con l'ipotesi avanzata dalla Giunta comunale di chiudere solo fino a via Villa Glori. Ne è convinta la titolare del negozio Sogni di carta, secondo cui «Sant'Agata e Palazzo Cittanova sono parte integrante del centro e soprattutto della storia del nostro corso. Non è pensabile trascurare due monumenti di questo tipo tagliandoli fuori da un'ipotetica zona pedonale». Non è tutto: la negoziante si chiede se il Comune sarà di parola: «dopo il caos che si è creato per l'istituzione di una Ztl che poi non è mai veramente partita, sono decisamente contraria ai continui e contraddittori proclami che fanno i nostri amministratori. Hanno creato solo un'enorme confusione nei nostri clienti, che poi non sanno più se potranno o meno raggiungere il negozio. Siamo stufi dei proclami senza seguito: vogliamo essere informati sulle tempistiche in maniera chiara e inequivocabile, e soprattutto dopo aver risolto tutti i problemi logistici legati a un'operazione di questo tipo». Assurdo quindi tagliare fuori dalla zona pedonale quella che un tempo era una piazza importante della città. «Non ha senso dal punto di vista commerciale, perché sappiamo benissimo - e lo abbiamo sperimentato con i Giovedì d'estate - che dove finisce la zona pedonale la gente non prosegue la passeggiata» afferma la titolare del negozio Kit. «Ma non ha senso neppure sotto il profilo turistico e culturale, perché si relega a "zona di serie B" una delle zona più belle della città». La pensa allo stesso modo il titolare della storica gioielleria Acerbi, convinto che «la scelta più indicata sarebbe pedonalizzare l'intera via, fino a San Luca. Ma già fino a Sant'Agata andrebbe bene.

Pedonalizzare solo fino a via Villa Glori, trascurando alcuni tra i più bei palazzi di Cremona? Assurdo. Allora meglio lasciare le cose come stanno». Parere simile anche per la titolare dello storico negozio di frutta, Maianti, che sottolinea anche «la necessità di aumentare il numero dei parcheggi attorno alla zona pedonale». Più mite la posizione della titolare di Relevés, che preferirebbe «vedere una chiusura fino a Sant'Agata» ma che spera che possa funzionare anche secondo le attuali scelte dell'amministrazione comunale: «L'importante è entrare nell'ottica della pedonalizzazione. Poi ci sarà tempo in futuro per ampliarla». Tuttavia ci sono anche negozianti che si dichiarano «Assolutamente contrari alla zona pedonale». E' il caso del titolare de La Forneria, secondo cui «in questo modo diminuiscono le possibilità di accesso al negozio. Non dimentichiamo che i cremonesi sono abituati bene, e non perderanno facilmente le proprie abitudini. Questo è assolutamente controproducente, soprattutto in un periodo di contrazione del mercato come quello attuale». La pensa così anche il titolare della Latteria e salumeria del Corso, convinto che «questa iniziativa peggiorerà la situazione. Sappiamo tutti che i cremonesi vogliono potersi fermare davanti al negozio. Prima di prendere decisioni di questo tipo, il Comune dovrebbe pensare ad aumentare i parcheggi e ad agevolare l'accesso al centro». Dall'altra parte ci sono molti esercenti che si dichiarano speranzosi rispetto alla realizzazione della zona pedonale: si tratta soprattutto di quelli ubicati tra via Villa Glori e corso Campi. «Sono uno di coloro che ha chiesto questo intervento di pedonalizzazione e ci credo fermamente» dice il titolare di Sensi Maison. «Ci consentirà di aver un maggior passaggio di persone, e al contempo le nostre vetrine saranno più visibili, non più nascoste dalle auto parcheggiate.

Credo che, dopo il primo momento di smarrimento, anche la cittadinanza recepirà la novità positivamente. Del resto per attraversare Cremona ci vogliono dieci minuti, e ormai tutte le grandi città hanno la loro zona pedonale, che funziona benissimo». La pensa allo stesso modo la titolare di Saba Bijoux, secondo cui «Corso Garibaldi deve diventare il giusto prolungamento di corso campi, e non un corso di Serie B. Tra l'altro è la strada che ospita meno catene e più piccoli negozi: merita di essere valorizzato»; ma anche la titolare del negozio Romeo e Giulietta, che auspica «una realizzazione in tempi brevi» e quella del negozio Moschetti: «E' ora che la gente possa finalmente passeggiare guardando le vetrine, senza l'ansia delle auto che passano». Favorevole ma con qualche dubbio invece la titolare di Valleverde: «Sono d'accordo nella realizzazione della zona pedonale, ma se poi porterà vantaggi al commercio, lo vedremo con il tempo. Sappiamo che la mentalità dei cremonesi è quella di arrivare con l'auto fin davanti al negozio, non so se cambierà...». Anche i cittadini sono divisi sull’argomento: i più favorevoli sono senza dubbio i giovani, che credono nella mobilità sostenibile. «Sarebbe ora - commenta Anna - In città mi muovo solo in bicicletta, e c'è decisamente troppo traffico». «La gente è stufa delle auto che intasano il centro e non permettono di fruirne al meglio - aggiunge Serena -. Ben venga l'ampliamento della zona pedonale». Un'opinione condivisa soprattutto dai residenti, come confermano Silvia e Giovanni: «Eliminare il passaggio delle auto renderebbe senza dubbio più tranquilla una via che ora è decisamente rumorosa». «Va bene la zona pedonale, ma prima di pensare a corso Garibaldi si dovrebbe valutare altre zone, decisamente più centrali e dove invece le auto circolano liberamente, come piazza Roma e via Verdi» sottolinea Enrico. Naturalmente non mancano i contrari: «Mi sembra un assurdità: il nostro centro storico è già abbastanza caotico così com’è. Una nuova zona pedonale complicherebbe ulteriormente le cose» dice Arnaldo. Per i più anziani le auto rappresentano addirittura una sicurezza in più: «Questo centro si è svuotato, e girare di sera fa paura» racconta Lia. «Io dopo le 17.30 non esco più di casa. Se chiudono il corso al traffico il senso di vuoto sarà ancora più marcato». «L'ennesima mossa del Comune per affossare un centro storico già fin troppo abbandonato e chiuso in sé stesso» dice Claudio. «Voglio vedere, nelle sere fredde e piovose d'inverno, quante persone usufruiranno della zona pedonale».

di Laura Bosio

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