Adescava minorenni sul web: denunciato dalla polpost

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Adescava ragazze minorenni (tra le vittime anche una cremonese) con contatti su internet e tramite cellulari, fingendo di voler intrecciare una relazione e convincendole poi a fornirgli foto di nudo. Ottenute le immagini,  interrompeva i contatti con la vittima, a caccia di altre ragazze. A finire denunciato per è stato un operaio 24enne di Bologna, S.M., incensurato.

Le indagini, coordinate dal pm Leonardo Lesti della procura distrettuale di Brescia, sono state delineate questa mattina nella sala briefing della Questura di Cremona dall’ispettore della polizia Postale di Cremona, Alberto Casarotti, affiancato dal dirigente della squadra volante, Nicola Lelario. Tutto è partito a gennaio da Cremona, in seguito alla denuncia formalizzata dalla madre di una delle vittime (una 13enne). La donna aveva da tempo notato alcune stranezze sospette nelle abitudini della figlia, sempre più spesso accigliata e tendente all’isolamento. La madre ha insistito nel vederci chiaro finché la ragazza ha confessato di aver conosciuto un giovanotto, nel luglio 2012, tramite contatti sulla community Netlog e via cellulare. Il giovane l’aveva dapprima contattata sulla community sotto una falsa identità; quindi, dopo aver catturato la fiducia della giovane, aveva iniziato a farle credere che era innamorato di lei, spingendola a scattarsi foto di nudo ed a registrare un filmino pornografico. Poi è sparito, senza più rispondere ai contatti.

La denuncia della madre alla questura di Cremona ha fatto partire immediatamente una minuziosa attività investigativa condotta dalla Polpost cremonese a partire da una scheda telefonica, vecchia di 12 anni (di quelle ancora prive di intestazione). Dall’esame dei tabulati telefonici e dei codici dei cellulari sui quali veniva usata quella scheda sim (utilizzata sempre in provincia di Bologna e sempre in fasce orarie extralavorative), gli investigatori sono risaliti a S.M.

La perquisizione informatica, eseguita da operatori specializzati del Compartimento di polizia postale di Bologna, ha portato al ritrovamento ed al recupero, nel computer del 24enne, delle immagini trasmesse dalla minore cremonese, individuando, al contempo, le foto usate dall’indagato per mostrarsi su internet. Non solo. Da una prima analisi del materiale sequestrato (un pc e uno smartphone) gli investigatori ipotizzano una condotta seriale del soggetto: sono state infatti individuate sul suo pc ben 42 cartelle, tutte catalogate minuziosamente e nominate con nomi femminili, contenenti immagini pedopornografiche di adolescenti, tutte in età compresa tra i 13 e i 18 anni.

«Si tratta di un caso particolare - ha sottolineato in chiusura l’ispettore Casarotti - perché è il primo caso a Cremona in cui viene ipotizzato il reato di “adescamento di minorenni tramite internet”, dato che l’articolo 609 undecies del codice penale, che individua quel tipo di reato, è entrato in vigore solamente nell’ottobre 2012». Le indagini della polizia proseguono tutt’ora con l’obiettivo di dare un nome ed un volto alle adolescenti immortalate nelle foto dell’ “archivio” informatico dell’indagato.

mi.sco.

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