I rifiuti all'ex Macello in Commissione Ambiente, Albertoni: "Attendiamo il dissequestro per bonificare"

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Il caso dei rifiuti abbandonati sull’area dell’ex macello di Cremona è approdato oggi in commissione Ambiente del Comune di Cremona. A presenziare la seduta, assieme all’assessore all’Ambiente Francesco Bordi, si è presentato anche il presidente di Aem Franco Albertoni, intervenuto per riferire sul caso rifiuti.  «Ricordo che Aem ha acquisito l’area il 23 dicembre 2011. Già all’epoca abbiamo predisposto uno studio per una bonifica generale dell’area, compresi i tetti che sono composti da lastre di eternit» ha detto il presidente. «Da parte nostra non c’è mai stata nessuna attività su quel terreno, ma sono continuare le attività che c’erano prims dell’acquisizione di Aem».

Ovvero, alcuni marmisti e 3 imprese edili di Cremona: Azzini, Beltrami e Cogne: «Tutti con l’autorizzazione ad usare l’area, anche se non ad abbandonarvi, eventualmente, scarti di lavorazione”. Ma al momento ancora nulla si sa sui responsabili dell’abbandono. Le indagini del Noe proseguono a ritmo serrato, anche alla stazione ferroviaria, dove l’Arpa ha già operato i primi accertamenti. Per quanto riguarda l’ex macello invece bisognerà attendere ancora qualche tempo. “L’area è accessibile a queste ditte di giorno – ha proseguito Albertoni – mentre è chiusa di notte. Dopo il blitz del Noe ci siamo attivati. Attendiamo che sia terminata l’attività investigativa per non sovrapporre azioni, ma abbiamo già studiato una strategia per la bonifica. Mi attiverò personalmente per velocizzare il più possibile l’attività di caratterizzazione dei rifiuti presenti in loco. Tra i quali, sottolineo che, riguardo all’eternit, si tratta non di accatastamento volontario bensì di alcuni pannelli caduti dal tetto dei capannoni; e i fusto di olio mesausto erano, a quanto si apprende, appartenenti ancora alla struttura del macello (gestita, negli anni ’80, dalla Cam)”. Il resto, a parte alcune batterie esauste, “non sono rifiuti pericolosi. All’interno dei capannoni vi sono i reperti di Piazza Marconi e materiale dell’Ipiall, mentre non è stata individuata traccia di rifiuti interrati. Attenderemo il dissequestro dell’area per entrarvi a ripulire e bonificare dove necessario».

Insomma, non sembrerebbe nulla di particolarmente preoccupante, anche se da non prendere sotto gamba. «Attendiamo i risultati delle indagini, ma credo che, a confronto con scene di abbandono rifiuti viste fuori città, nel caso dell’ex macello la definizione di “bomba ecologica” sia un po’ eccessiva» ha fatto notare il consigliere comunale del Pdl, Giorgio Everet.

Non soddisfatta del resoconto si è dichiarata invece il consigliere del Partito Democratico, Caterina Ruggeri: “Mi auguro che vengano resi immediatamente pubblici i risultati delle indagini, e che vengano individuati il prima possibile i responsabili”. A loro inoltre il consigliere del Pd ha chiesto che vengano addebitati i costi della bonifica”. Posizione, quest’ultima, condivisa anche da Maura Ruggeri (Pd) e Roberto Gandolfi (Gruppo Misto).

«Il problema – ha frenato l’assessore Bordi – è che chi abbandona rifiuti può essere ritenuto responsabile solamente se viene dimostrato il dolo. Ma, come ben si sa, non succede sempre, anzi. Il Comune continua a vigilare, per quanto possibile, con la Polizia Locale e quella Provinciale. Comunque posso dire che non si tratta di un danno catastrofico ma assolutamente riparabile con una bonifica», ha concluso. «In queste cose una parte non da poco la gioca anche la maleducazione della gente».

di Michele Scolari

 

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