Coop lascia, CremArena assente

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Momento durissimo per la Fondazione San Domenico. Settore culturale senza strategia.
Possibili guai in vista per la Fondazione San Domenico. Dopo la Cna, un altro importante sponsor dell'omonimo teatro cittadino, addirittura un socio fondatore, la Coop, potrebbe ritirare il proprio contributo economico per la prossima stagione: all'incirca 20mila euro. Curioso che sia proprio la Coop, una realtà vicina al centrosinistra, in un momento in cui questo schieramento politico amministra la città, a prendere una decisione simile, che rischia di compromettere la qualità dell'offerta del San Domenico. Qualora la Coop confermasse la propria scelta (deciderà giovedì 27 giugno), sembra tuttavia che il Cda della fondazione abbia già individuato chi potrebbe essere disponibile a garantire simili entrate: si tratterebbe dell'Associazione Industriali di Cremona. Vedremo. Un'altra questione sul tavolo riguarda la programmazione di CremArena: che ne è della stagione estiva ormai imminente? Al momento, sembra non esserci ancora nulla di definito. Ad ogni modo, in questi giorni ci è stato impossibile avere interventi in merito da parte dei più diretti interessati: il presidente della Fondazione San Domenico, Giovanni Marotta, fuori città e l'assessore alla Cultura, Paola Vailati, anche lei impossibilitata. Abbiamo quindi chiesto un commento agli esponenti della minoranza in Consiglio comunale. «Non mi sarei mai aspettato che la decisione, pur legittima, della Coop di uscire dalla Fondazione si verificasse proprio durante il mandato di un sindaco di sinistra » commenta, a caldo, il capogruppo di «Servire il cittadino», Antonio Agazzi. Che continua: «Si tratta di una scelta eccentrica che, comunque sia, dà il segno di una Coop ormai lontana da un interesse nel campo del sociale. Del resto, si tratta di un'azienda che non ha particolari problemi a far lavorare i propri dipendenti la domenica e anche in occasione delle festività. Se davvero l'Associazione Industriali dovesse sopperire all'eventuale fuoriuscita della Coop, si farebbe giustizia di tanti luoghi comuni propri di una certa sinistra, ancora legata alla vecchia retorica dei “padroni”». Quanto a CremArena? «È un dato di fatto che, allo stato attuale, l'assessore Vailati non abbia ancora licenziato un calendario di eventi estivi.

Questa volta non è più possibile far valere l'attenuante di essersi appena insediati. È passato un anno e dunque di tempo ce n’è stato a sufficienza per organizzare qualcosa. L'assessore ha rilasciato una dichiarazione che merita di essere commentata: rivolgendosi alla Fondazione San Domenico e chiedendole una collaborazione organizzativa per quanto riguarda CremArena, ha sottolineato che, in questo modo, si giustificherebbe il corposo contributo versato dal Comune alla stessa Fondazione». Un comportamento «curioso» Agazzi. Che spiega: «L'attuale sindaco, Stefania Bonaldi, quando era all'opposizione, criticava la giunta Bruttomesso per aver tagliato da 200 a 150mila euro il contributo comunale al San Domenico per la sua stagione teatrale e, adesso che si trova in maggioranza, non solo non ha reintegrato completamente quella cifra, ma chiede addirittura alla Fondazione di utilizzarla per qualcosa che non le compete. In questo modo, si finisce col dare con una mano e togliere con l'altra». Anche la capogruppo del Pdl, Laura Zanibelli, è preoccupata per la piega che sta prendendo la politica culturale in città: “Se verrà confermata, quella dell'uscita della Coop dalla Fondazione San Domenico non è davvero una notizia positiva. Si tratta di un socio importante, uno dei fondatori, e un simile disimpegno è indicativo di quanto la crisi sia profonda anche in quel settore economico. Per di più, questa notizia arriva in un mese, quello di giugno, in cui immagino si stia già preparando la prossima stagione.

Mi auguro che il Cda della Fondazione possa trovare presto altri sponsor. In merito a CremArena, siamo di fronte a una vera incognita. Osservo che, da un po' di tempo, gli eventi culturali ci vengono comunicati a spizzichi e bocconi, di settimana in settimana. Una programmazione seria, però, è un'altra cosa» Laura Zanibelli si chiede: «Vogliamo affossare tutto o cercare di migliorare la situazione esistente? Perché, in questo caso, le soluzioni si possono trovare. Per fortuna, la nostra cittadinanza si è sempre dimostrata vivace, quanto all'organizzazione di iniziative culturali… Segnalo anche un'altra difficoltà: l'amministrazione Bonaldi ha dichiarato di voler rendere agibili gli spazi al di sopra del Mercato austroungarico. Peccato ci si sia accorti che, tra pulizia, luci e riscaldamento, i costi di gestione si aggirano attorno ai 20mila euro l'anno. Dove trovare la copertura necessaria?». L’altro consigliere del Pdl, Simone Beretta, non nasconde le proprie perplessità, condite da una frecciata rivolta al Pd: «Sono molto dispiaciuto e non comprendo le ragioni per cui la Coop dovrebbe venire meno a questo impegno. Mi dispiace anche per il Partito democratico, perché immagino che, nel caso, la Coop ritirerà il suo contributo economico anche all’organo di stampa del Pd. Non posso immaginare, infatti, che la Coop si dimostri così sciocca da disimpegnarsi nei confronti dell’intera città, per poi continuare a sostenere semplicemente una parte politica».

di Gionata Agisti

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