Cremona - No agli aumenti di materne e asili

+ 10
+ 15


«Questo incremento colpisce soprattutto le famiglie di reddito medio-basso».
Perché la scuola è un diritto», «Perché ci sono bisogni che non vanno toccati», «Perché le differenze sociali non partano proprio dai diritti dell'educazione per l'infanzia », «Per non negare ai più piccoli una fase di formazione e socializzazione così importante: molte famiglie (e molte donne!) non avrebbero scelta», «Perché la vita sociale e la condizione famigliare dei bambini va agevolata e non costantemente ostacolata da politiche incapaci di contrastare la prepotenza dei furbi e degli evasori fiscali. La preoccupazione di un Sindaco verso i bisogni dei suoi piccoli cittadini, traccia il confine tra un buon Sindaco ed uno sbrigativo ragioniere », «Perché è una vergogna fare cassa sui diritti dei bambini», «perché la scuola è un investimento per il futuro dei bambini, delle famiglie e di tutti i cittadini»: sono solo alcune delle motivazioni degli oltre cinquecento firmatari della petizione online lanciata dalla ReteDonne Se Non Ora Quando? di Cremona, contro la decisione del Comune di introdurre una retta per le scuole per l'infanzia e di aumentare quella degli asili nido comunali. «I genitori e le famiglie coinvolte hanno raccolto in pochi giorni centinaia di firme davanti alle scuole» sottolinea Rete donne. «Anche noi ci uniamo alla richiesta di stralciare questi provvedimenti dal bilancio di previsione 2013 del Comune di Cremona». “Il Comune di Cremona nella bozza di bilancio intende aumentare le rette per gli asili nido - si legge nel documento -; questo aumento colpisce soprattutto le famiglie di reddito medio e di basso reddito.

Inoltre, per la prima volta nella storia della nostra città, introduce le rette mensili per le Scuole per l’infanzia comunali. Maternità, famiglia, infanzia, educazione alla convivenza civile sono valori fuori bilancio: per ragioni di cassa, si colpisce il diritto dei bambini alla educazione e si ostacola l’accesso delle donne al lavoro. I bambini sono il nostro futuro. Questi provvedimenti colpiscono le famiglie, i bambini, le donne, ma riguardano tutti. No alle rette per la Scuola per l'infanzia, no ai rincari per gli asili nido». La decisione del Comune ha provocato una forte reazione: «Abbiamo iniziato come piccolo gruppo, ma stiamo crescendo di ora in ora» racconta uno dei genitori coinvolti, facendosi portavoce dell'intero gruppo. «I genitori non solo firmano, ma chiedono di poter partecipare attivamente. Ognuno ha i propri compiti, ognuno si impegna per fare qualcosa». Le richieste sono sempre le stesse: «Il Comune deve rivedere e annullare i provvedimenti presi, prima dell'approvazione definitiva del Bilancio. Chiediamo al Comune di ripristinare i fondi destinati all'istruzione, togliendoli invece da altre partite meno importanti». Il gruppo di genitori scenderà in piazza proprio in occasione del Consiglio comunale decisivo, quello dell'8 luglio, con un evento per bambini e famiglie. E dubbi arrivano anche dall'interno del Comune: l'assessore Maria Vittoria Ceraso ha infatti scelto di astenersi dal votare tali provvedimenti. «Non condivido i tempi e le modalità dell'operazione; per questo voglio cercare di lavorare dall'interno per cambiare le cose » ha dichiarato l'assessore, che non ha comunque voluto sbilanciarsi più di tanto. La stessa Ceraso era stata protagonista, nei giorni scorsi, di un battibecco con esponenti dell'opposizione, nel corso del quale aveva sottolineato che «dall'inizio ho manifestato in maggioranza e in Giunta la mia contrarietà alla suddetta manovra cercando di dare un contributo costruttivo alla discussione ed evidenziando quelli che secondo me erano gli elementi di criticità. Sindaco e colleghi assessori hanno ascoltato, compreso e rispettato le mie motivazioni».

L'opposizione ha preso una decisa posizione contro le decisioni della Giunta: Partito Democratico, Partito Socialista e Sinistra Ecologia e Libertà, hanno concordato un'azione politica congiunta contro la decisione della giunta Perri di colpire il sistema dei servizi educativi per i bambini da 0 a 6 anni. «Per la prima volta nella storia della città i bambini che frequentano le scuole dell'infanzia comunali pagheranno una retta mensile» dichiarano gli esponenti di tali partiti. «Le quote mensili dei nidi aumenteranno anche di oltre il 500% per le fasce a basso reddito. La giunta Perri ritiene di andare a colpire le famiglie con bimbi in età pre-scolare perchè considera i servizi scolastici per l'infanzia un lusso su cui poter far cassa e il lavoro delle mamme uno sfizio». «Al di là della questione puramente economica, c'è un discorso legato all'importanza della scuola per l'infanzia, che fa ormai parte a tutti gli effetti del sistema-scuola italiano» aggiunge Maura Ruggeri, capogruppo del Pd in consiglio comunale. «I provvedimenti voluti da questa giunta potrebbero disincentivare l'accesso alla scuola, con conseguenze disastrose per i bambini. La scuola per l'infanzia deve essere difesa, e noi faremo di tutto perché il provvedimento venga annullato dando battaglia a livello istituzionale e sostenendo i genitori che si sono messi in gioco per raccogliere le firme».

di Laura Bosio

Segnala questo articolo su