Cremona - Provincia e Giunta sempre più a rischio

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Torna l’ipotesi di cancellazione dell’Ente e a Cremona si somma alle tensioni interne al Pdl.
rovince sì, province no. Dopo che mercoledì la Consulta aveva bocciato il decreto varato dal Governo Monti riguardante tali enti («costituzionalmente illegittimo») venerdì è arrivato il colpo di scena. Nel primo pomeriggio è circolata la notizia secondo la quale il Consiglio dei Ministri ha dato via libera ad un disegno di legge costituzionale per l’abolizione delle province. Il ddl «abroga il termine “province” da tutti gli articoli della Costituzione che menzionano la parola ‘province’» e «rimanda ad una legge che, ovviamente nell’ambito delle competenze degli altri enti locali, ripartirà le funzioni che oggi sono in capo alle province», ha aggiunto il presidente del Consiglio Enrico Letta, che ha confermato l’indiscrezione sul suo profilo Twitter affrettandosi a precisare che i lavoratori e le funzioni degli Enti verranno salvaguardati. «Auspico che il Parlamento approvi il più rapidamente possibile il ddl costituzionale che abroga le province - ha soggiunto il premier. - Questo tema ha creato e crea nella pubblica opinione un sentimento di sfiducia nei processi decisionali. Se la parola ‘Province’ rimane nella Costituzione ogni provvedimento finisce in un vicolo cieco. Per questo partiamo con l’ordine giusto: questo ddl costituzionale cancella la parola ‘Province’ dalla Carta».

Secondo una nota emessa da Palazzo Chigi al termine del Consiglio, le province saranno soppresse «entro sei mesi dalla data in entrata in vigore della legge costituzionale». Dunque, sulla cancellazione delle province il Governo ci riprova e a Cremona, in corso Vittorio Emanuele, torna ad aggiungersi un’ulteriore magagna a quelle ancora aperte dal caso delle assenze tra i banchi del Pdl la scorsa settimana, quando erano saltati due Consigli nel giro di tre giorni (martedì 25 e giovedì 27 giugno). Ora, dopo la convocazione dell’Ufficio di Presidenza mercoledì, sembra che la data del 26 di luglio riesca a conciliare i vari impegni dei consiglieri, dalle ferie già programmate ai doppi incarichi. E’ ancora incerta invece la doppia convocazione del Consiglio, richiesta per questo mese dall’opposizione, visto che «è da maggio che si marca visita»: il responso arriverà mercoledì prossimo. Comunque, nonostante il consiglio sia stato fissato e la Lega abbia scelto di non staccare la spina («per non compromettere un sodalizio che dura da anni» aveva dichiarato la scorsa settimana il capogruppo del Carroccio, Francesco Chioda), secondo molti l’impasse della fibrillazione in seno al Pdl rimane viva e attiva. «La fibrillazione della maggioranza non è una novità - commenta il consigliere d'opposizione Giuseppe Torchio.

«E’ una maggioranza che ha viaggiato con una sorta di benevola copertura mediatica. Prima la rottura con la Lega, poi nello stesso gruppo Pdl. Salini ha potuto contare su aiuti insperati anche dalla minoranza che, in molte occasioni, avrebbe potuto mettere il dito nella piaga ma per sensibilità istituzionale di fronte agli incerti destini dell’ente, si è fatta carico di non fare cadere la Giunta. La stessa sensibilità dovrebbe essere dimostrata dalla maggioranza dove la Lega, invece, sembra terrorizzata all’idea di una crisi alla vigilia della scadenza amministrativa. Ma ognuno si assume le sue responsabilità, anche sulla questione prima della tariffa idrica, poi della privatizzazione dell'acqua pubblica e, infine, del Piano Regolatore di Cremona, delle nuove aree commerciali e del Piano Territoriale d’area dell’Alto Cremasco. Può darsi che “Parigi valga bene una Messa”, con riferimento alla tenuta della Giunta Maroni, in Regione. Però tengano presente che gli elettori non dimenticano. Mi domando se questo risponda a serietà e rispetto istituzionale. Se vorranno abbandonare lo spirito “da primo della classe”, noi ci siamo».

di Michele Scolari

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