Cremona - Tamoil, riemerge il problema sicurezza?

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Mansioni rilevanti cumulate su due soli operatori per turno: Giuseppe Torchiointerroga la Giunta Provinciale eFederico Lena la Regione. C’è l’intenzione di sommare le mansioni di antincendio e vigilanza. Ma il Comitato Tecnico Regionale specifica: «le due funzioni non sono cumulabili»

Sembra che alla Tamoil di Cremona si ripresenti il problema della sicurezza. Problema non nuovo, dato che un’interrogazione in merito era già stata depositata in data 5 giugno 2012 dai radicali, a firma Maurizio Turco. All’epoca le preoccupazioni riguardavano l’interruzione del servizio di sorveglianza armata 24 ore su 24, attuato per sei mesi (dal 30 aprile al 30 settembre 2012) solamente tramite telecamere e periodici passaggi di controlli (con tanto di due intrusioni dimostrative, senza che i lavoratori incaricati si accorgessero di nulla).

Nelle scorse settimane il problema è riemerso nelle interrogazioni firmate dal consigliere regionale Federico Lena e del consigliere provinciale Giuseppe Torchio. Stavolta la preoccupazione riguarda il «rischio di incidenti rilevanti» che deriverebbero dalla «scarsità del personale operativo» impiegato. Questo perché, spiega il documento firmato da Lena, sarebbe stato segnalato un «anomalo conferimento di mansioni ad un numero esiguo di lavoratori». La segnalazione, prosegue Lena, sarebbe partita da «una lettera inviata il 3 dicembre 2012 da un rappresentante del Comitato Cassaintegrati a Ministero dell’Ambiente, Comune di Cremona, Provincia di Cremona, Prefettura e Vigili del Fuoco».

Nel reparto logistica, infatti, vi sarebbe un anomalo accumulo di numerose mansioni rilevanti su due soli operatori superspecializzati per turno (sui tre turni di mattino, pomeriggio e notte), impiegati sull’intera area. Il problema sarebbe stato confermato anche da fonti esterne al deposito logistica.

Il mansionario degli operatori superspecializzati attualmente operativi prevedrebbe compiti relativi al controllo della movimentazione dei prodotti finiti, attività manuali di movimentazione dei prodotti finiti in diverse parti dello stabilimento e controllo sul carico delle autobotti e delle ferrocisterne (queste ultime, sembra, ferme da quasi tre mesi). Al tutto, si aggiungerebbero le funzioni di vigilanza antincendio di terzo livello (safety) e di primo soccorso. Infine, pare vi sia l’intenzione di utilizzare il personale in questione anche per la vigilanza, con l’incarico di guardia giurata (security). Il tutto concentrato unicamente su due operatori (superspecializzati, ma comunque due) per ogni turno.

Un documento risalente al 15 di maggio (firmato dall’azienda e dalle parti sindacali) comunicherebbe la creazione di un servizio di sorveglianza svolto da persone della Società (in particolare, i ruoli coinvolti sarebbero quelli di Capoturno Preposto del Settore Logistica e Addetto Operativo del Settore Logistica), con un apposito distintivo di Guardia Giurata Tamoil. Il compito? Sorvegliare il sito-deposito durante le 24 ore (sarebbe come se al supermercato una cassiera fosse incaricata anche del controllo prodotti e scadenze, del carico e scarico merci, dell’antincendio e della sorveglianza interna: se già nel caso di un supermercato un simile mansionario potrebbe destare qualche domanda, figurarsi in un’azienda a Rischio Incidente Rilevante, come la Tamoil).

Ma il 30 maggio è poi giunto un altro documento, contenente il parere del Comitato Tecnico Regionale (presso la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco): ebbene, secondo l’analisi del Comitato «i servizi di safety (antincendio) e security(sorveglianza) non sono cumulabili». Il documento del Comitato Tecnico invalida dunque il documento del 15 maggio. Per ora sembra che il Servizio di Sorveglianza interno non sia ancora operativo, e che al deposito i compiti di sorveglianza siano ancora svolti da un istituto di vigilanza. L’incompatibilità delle mansioni è stata dimostrata dal documento del Comitato Regionale. Si insisterà ancora sulla  creazione di un  Servizio di Sorveglianza interno?

Il tutto porta a  alcuni interrogativi relativamente al grado di sicurezza garantito all’interno dello stabilimento. Nelle interrogazioni di Lena e Torchio viene sottolineato il “rischio incidente rilevante” (Rir) dell’impianto (esteso su 800mila metri quadrati). Quali conseguenze potrebbero avere, sull’intera città di Cremona, «un'emissione,  un incendio  o  un'esplosione  di  grande  entità, che possano dar luogo ad un pericolo grave,  immediato  o  differito, per la salute umana o per l'ambiente,  all'interno  o  all'esterno dello stabilimento, e in cui intervengano una o più sostanze pericolose per lo stoccaggio di grandi quantità di prodotti petroliferi infiammabili?».

E, qualora si proceda con la cumulazione del servizio safety e security, cosa accadrebbe se, nel caso di un’intrusione o di un malore durante il movimento di prodotto, l’operatore fosse  costretto ad abbandonare il terminale per andare a controllare e prestare soccorso contemporaneamente? E, dato che in raffineria c’è un sistema anti intrusione con dei monitor dai quali lo stesso deve sorvegliare ma non si può staccare, chi manderebbe a controllare, essendo in due per turno?

Già nel 2012 i Radicali sottolineavano il rischio di possibili azioni terroristiche sulla Tamoil di Cremona («agevolate dalla facilità di accesso al deposito carburanti»), da parte di «forze, non scomparse con la eliminazione di Gheddafi». E la Tamoil di Cremona compariva anche in una sorta di manuale ideologico contenente gli obiettivi di Anders Behring Breivik (l’attentatore di Oslo), assieme alla ex Centrale Nucleare di Caorso.

PERCHE’ NON REINTEGRARE I CASSINTEGRATI IDONEI?

Una soluzione al problema potrebbe essere rappresentata dall’assunzione di altri operatori superspecializzati, sgravando dal sovraccarico gli attuali due operatori per turno. Non mancano i cassintegrati idonei, con competenze pluriennali in mansioni di antincendio e primo soccorso. E molti di loro sono a casa, mentre in azienda pare vengano cumulate mansioni rilevanti (ai fini della sicurezza) su di un numero esiguo di lavoratori. «Tra i requisiti obbligatori per l’autorizzazione della procedura di Cassa Integrazione Straordinaria da parte del Ministero - si legge nell’interrogazione presentata da Giuseppe Torchio alla Giunta provinciale - esiste quello della rotazione del personale e che se il potere di scelta dei lavoratori da sospendere è in capo al datore di lavoro deve essere applicato il principio di correttezza e di buona fede coerente con la cosiddetta causa integrabile senza violare il principio della “non discriminazione”». Ma - prosegue Torchio - «l’azienda che, per motivi tecnico-organizzativi non intende adottare la rotazione, è tenuta a farlo presente nell’istanza al Ministero del Lavoro».

Purtroppo, da alcuni mesi si alimentano voci insistenti su ulteriori, sostanziali tagli al personale. Sembrerebbe che vi sia l’intenzione di portare il numero degli operatori da 51 a 32. Anche se, va fatto presente, nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta sin’ora dall’azienda o dalle parti sindacali.

di Michele Scolari

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