Giunta Perri, soprattutto promesse mancate

+ 22
+ 17


Lo sostengono molte forze politiche, dalla Lega al M5S. Ma per il Pdl: «Con la crisi in atto non si poteva fare di più».
Non è stupito il mondo politico cremonese rispetto al risultato del sondaggio lanciato nelle scorse settimane da "il Piccolo": il gradimento della giunta Perri risulta in calo. Un dato inevitabile, secondo molti, ricordando le scelte più impopolari del Comune, come l'introduzione delle rette nelle scuole per l'infanzia - anche se su questo punto ora il Comune è tornato sui propri passi, come scriviamo in altra parte del giornale - o l'approvazione di un Pgt che favorisce le medie aree commerciali, o ancora l'incremento di tasse e tariffe. Sono pesanti le critiche da parte dell'Italia dei Valori: ascoltiamo Giancarlo Schifano: «E' sotto gli occhi di tutti come questa Giunta abbia portato avanti delle decisioni impopolari, che non potevano non creare un calo della credibilità e di consensi. Basti guardare i numeri: le tasse negli ultimi quattro anni sono aumentate a dismisura. L'Irpef è passata da 0,15 a 0,80%. In sostanza sono anni che mette le mani in tasca ai cittadini: con questo modus operandi non possono certo pensare di essere credibili». Accuse anche da parte dell'Udc, come conferma il segretario cittadino Giuseppe Foderaro: «Possiamo accodarci alla schiera dei delusi dalla giunta Perri, per le promesse non mantenute e per atti formali che non sono stati messi in atto. A partire dall'introduzione del quoziente familiare, approvato in Consiglio ma mai messo in atto. O ancora, la riduzione della filiera delle holding. Per non parlare del documento approvato in Consiglio sulla riduzione del numero di assessori: prescrizione a cui Perri non si è affatto attenuto, continuando a nominare sostituti. Non dimentichiamoci poi il Pgt recentemente approvato, che riteniamo assurdo e soprattutto contrario a quanto si è sempre dichiarato in campagna elettorale: hanno sempre criticato i grossi centri commerciali, e ora continuano a dare spazio a medie aree commerciali, che sommate tra loro fanno un'area decisamente imponente. Insomma, la gente da questa amministrazione si attendeva una discontinuità rispetto al passato, ma non c'è stata». Aspre critiche anche da parte della Lega, che considera normale il calo dei consensi, alla luce di quanto accaduto in questi anni:

«Se si viene votati sulla base di un determinato programma elettorale, ed esso viene poi completamente disatteso, è normale che la fiducia venga meno» spiega il segretario provinciale Simone Bossi. «E questo è anche uno dei tanti motivi che hanno spinto la Lega ad abbandonare questa amministrazione». Per il Carroccio è mancata «la volontà di tagliare il numero di dirigenti, riducendo i costi della spesa pubblica: una scelta che avrebbe portato a un risparmio di quattro milioni». Per quanto riguarda le scelte sul territorio, invece, «è stato appena approvato un Pgt scandaloso, tanto che la stessa maggioranza ha avuto difficoltà a farlo passare. Poi ci sono state le mancate decisioni su via Dante, che è rimasta uguale a come l'aveva lasciata l'amministrazione Corada. Insomma, non c'è da stupirsi se i cittadini sono delusi di chi si proponeva come un rinnovamento dopo 20 anni di amministrazione di centrosinistra, e che poi non ha cambiato nulla. Vogliamo poi parlare delle tasse? C'era un accordo secondo cui non si sarebbe dovuto aumentare nulla, invece l'amministrazione continua a mettere le mani in tasca ai cittadini». Meno duro ma sempre critico è Giacomo Zaffanella, capogruppo del Gruppo Misto in Consiglio comunale. «In fase di approvazione di bilancio ho potuto valutare, anno dopo anno, quello che è stato fatto, e credo che la linea del programma sia stata seguita abbastanza, anche se certe cose non si sono potute realizzare, spesso per mancanza di fondi, altre volte perché qualcuno all'interno della Giunta non è stato all'altezza. Vi sono settori in cui gli assessori non hanno voce in capitolo, e a comandare sono i dirigenti: questo rende la giunta Perri debole sotto alcuni punti di vista. Ci sono poi partite su cui si sarebbe potuto fare di più, come la riorganizzazione del personale, la gestione dei dirigenti e la quotidiana gestione dell'amministrazione pubblica.

Per questi motivi credo che alle prossime elezioni vincerà il centrosinistra: quello a Perri era il voto per il cambiamento, ma non essendo cambiato nulla, secondo diverse persone tanto vale tornare a come si era prima». «Un sindaco debole, succube dei poteri forti»: questi i motivi per cui i cittadini sono delusi da questa amministrazione, secondo Alessandro Tegagni, portavoce del Movimento Cinque Stelle. «C'è il vice sindaco Nolli che fa il bello e il cattivo tempo e prende da solo le decisioni per l'intera giunta: basti pensare alle decisioni sulle rette scolastiche. Ci troviamo di fronte a una maggioranza sospesa sul filo delle decisioni di certi poteri, mentre la cittadinanza viene completamente esclusa da ogni scelta, e si trova sul piatto una serie di decisioni già prese. I cittadini così devono gridare se vogliono farsi sentire, perché il Comune non gli permette di parlare. A questo punto penso che Perri dovrebbe abbandonare il proprio mandato fin da subito, senza aspettare le prossime elezioni ». Tuttavia c'è anche chi guarda avanti, perché «non ha senso fare critica rispetto alle azioni di una maggioranza che ormai è giunta a fine corsa; è più importante riflettere su una proposta seria da presentare per il futuro della città».

Ne è convinto Titta Magnoli, segretario provinciale del Pd. «Il calo di consensi della giunta Perri è già sul piatto da tempo, non mi stupisce. Sono stato uno degli unici che lo ha detto già quattro anni fa. E' una giunta che ha fatto poco e male, ora raccoglie quanto ha seminato». Per il Pd ora è fondamentale lavorare su se stesso, perché i cittadini chiederanno a noi una proposta seria, alternativa a Perri, che sia davvero credibile». A difendere invece l'operato di Perri e dei suoi assessori è Luca Rossi, coordinatore provinciale del Pdl. «Non si può giudicare questa giunta senza fare una valutazione delle condizioni in cui stiamo lavorando: negli ultimi anni siamo caduti in una grandissima recessione economica, in cui il Governo opera forti tagli alle amministrazioni locali. In una situazione simile, ritengo che Perri e la sua giunta abbiano operato con molto coraggio e con un approccio all'ente pubblico di tipo manageriale. Così come ritengo sia stata coraggiosa anche la scelta sulle rette, anche se poi si è deciso di andare incontro alle richieste delle famiglie. Sono tante le opere importanti portate a compimento in questi cinque anni, dalla chiusura del buco in piazza Marconi, con realizzazione del parcheggio e del Museo del Violino. Si sono portati a casa i fondi per l'eliminazione dei passaggi a livello e per altre opere infrastrutturali di primaria importanza. Se c'è una critica che possiamo muovere a questa amministrazione, è solo di aver avuto una scarsa capacità di comunicare tutto quello che sono riusciti a fare».

di Laura Bosio

Segnala questo articolo su