Consiglio provinciale, oggi si vota l'aumento della tariffa idrica. Il Comitato: «Opponetevi alla truffa»

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Il Comitato Acqua Pubblica torna all’attacco sulla “tariffa truffa” del servizio idrico, la cui approvazione è inserita nell’ordine del giorno del Consiglio provinciale di oggi pomeriggio. Oggi verrà dunque chiesto ai consiglieri di approvare il nuovo Metodo tariffario transitorio (Mtt) elaborato dall’Autorità per l’Energia (Aeeg). Il Comitato invita i consiglieri ad opporsi a tale atto, per varie ragioni, individuate dall’analisi del Comitato e più volte esposte in incontri pubblici (come quelli all’Informagiovani ed alla Pagoda di Piazza Roma).

In sostanza, le nuove tariffe «ripropongono lo stesso meccanismo abolito dal referendum del 2011 raggirando così gli italiani; applicano la tariffa retroattivamente, cosa esplicitamente proibita in Italia e altrove; determina un cospicuo aumento tariffario, come riconosciuto dagli stessi proponenti; aggiungono il cosiddetto “FONI”, elemento di dubbia legalità sotto numerosi punti di vista; evitano la restituzione della remunerazione del capitale investito a cui i cittadini avrebbero diritto.

«Tutto questo - prosegue il Comitato - è stato ampiamente spiegato ai cittadini e ai politici locali in incontri pubblici tenuti a Cremona e a Crema, in particolare in occasione dell’anniversario dei referendum poche settimane or sono. E il tutto si pone nel quadro di una situazione regionale che vede quasi tutti i gestori orientarsi verso soluzioni di gestione esclusivamente pubbliche e che ha visto pochi giorni fa, durante un incontro ufficiale, il nuovo assessore regionale Terzi istituire un tavolo di confronto tecnico e politico con i movimenti acqua di tutte le province lombarde per la redazione di una nuova legge regionale. Anche in ambito internazionale il settore idrico è stato ufficialmente escluso dalle trattative commerciali europee, riconoscendo così l’idrico come servizio da porsi al di fuori del mercato.

E’ cronaca di questi giorni il tentativo da parte di SCRP di stoppare proditoriamente il percorso che con gran fatica si sta costruendo verso una gestione in-house provinciale, accampando scuse che gettano forti ombre sulla passata gestione dell’azienda, nel tentativo di imporre agli stessi enti locali l’agenda politica.

C’è bisogno dunque di chiarezza e di uno scatto d’orgoglio che finalmente restituisca ai cittadini un minimo di fiducia in chi li amministra e siamo certi che nei prossimi mesi anche lei saprà agire con questa prospettiva. Oggi intanto, “fare la cosa giusta” significa rifiutarsi di approvare il nuovo metodo tariffario evitando così di prendere in giro i cittadini e di avallare palesi illegalità».

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