Crema - Pdl, sfida a settembre sull’economia

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Il centrodestra ha invitato imprenditori e associazioni di categoria a un confronto.
Sarà la grande battaglia d’autunno. Condotta dal Pdl sul tema strategico dell’economia. A fronte di un programma della maggioranza che punta a premiare la probabile nascita di start-up, il centrodestra vuole impedire che le aziende in attività siano costrette a chiudere, sapendo che un’impresa che lascia il mercato non aprirà più, con dispendio di investimenti e professionalità. E chiede che vengano messe in campo tutte le opportunità per invogliare le aziende strutturate con produzioni all’avanguardia a insediarsi nel nostro territorio. Ed è per chiesto che i rappresentanti del Pdl di Crema (Enzo Bettinelli e Giovanni Palumbo, rispettivamente coordinatore e vice) con i consiglieri comunali dello stesso partito (Laura Zanibelli, Renato Ancorotti e Simone Beretta) hanno chiesto alle associazioni di categoria di trovarsi a settembre per discutere di temi concreti che interessano i cremaschi, molti dei quali sono in apprensione per il posto di lavoro e altri che sono alla «il mondo è profondamente cambiato e siamo anche noi, nel nostro piccolo, chiamati a compiere scelte strutturali e coraggiose. Vi sono costi non più sostenibili e per questa ragione nessuno può permettersi il lusso di non dare il proprio contributo mettendo in campo intuizioni, esperienza, idee, analisi e proposte». Il ricordo va a uno sciagurato, tradizionale e per nulla riformatore bilancio di previsione 2013, fatto solo di ulteriori tasse. Lo ricordano quelli del Pdl: «Ci aspettavamo che non inasprissero la pressione fiscale per non deprimere ancora di più anche i consumi locali. Ci spiace sottolineare che nel bilancio che hanno presentato l’impegno sul fronte formazione, sviluppo e lavoro sia decisamente carente. Non vi sono, poi, scelte importanti e strategiche soprattutto a favore dell’impresa e per rendere attrattivo il territorio all’insediamento di nuove aziende.

Va favorito concretamente l’imprenditore che vuole investire sul nostro territorio garantendo occupazione certa, quindi con strumenti con hanno un forte impatto sull’assunzione e non solo con la diminuzione di Tares e Imu». Ed ecco le proposte comcrete del Pdl agli imprenditori e alle loro associazioni di categoria. Secondo noi è necessario • Concedere agevolazioni per la infrastrutturazione di aree per insediamenti artigianali ed industriali; • Sgravare gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria; • Ridurre il carico di standard oggi necessari per un insediamento urbanistico, considerato anche che tali standard sono spesso sovradimensionati rispetto alle reali necessità; • Esentare dall’Imi le aree e i fabbricati industriali di aziende che garantiscano, con convenzione ad hoc, l’assunzione di lavoratori e, in particolare, di giovani. Vedremo come giudicheranno queste proposte gli imprenditori di casa nostra. Ma non solo proposte per la crescita perché non c’è crescita senza tagli alle spesa che pesa sulla competitività delle imprese. Sottolinea infatti il Pdl: «Ci aspettavamo più coraggio rispetto il contenimento della spesa pubblica e un approccio non più procrastinabile sui servizi a domanda individuale. Abbiamo proposto di riportare la biblioteca al Centro Culturale S. Agostino. Potrebbe consentire un risparmio importante in parte corrente (potenzialmente 300mila euro l’anno), cifra non indifferente che, senza gli attuali vincoli del patto di stabilità, favorirebbe anche importanti investimenti. La possibilità poi di alienare il palazzo attuale sede della biblioteca produrrebbe ulteriori conseguenze positive per altri necessari investimenti». Ma non è finita: «Abbiamo proposto di mettere a punto un progetto strategico per la Pierina, snodo tra l’Università e l’area produttiva di Santa Maria, fortunatamente recepito dallo studio per il futuro dell’Università stessa, pensando anche a servizi alle imprese dell’ex area Olivetti, come ad esempio un asilo nido e una mensa». Per dirla a pane e salame, «servono azioni in un momento straordinariamente difficile come l’attuale, che supportino concretamente i datori di lavoro che danno lavoro e generano ricchezza ».

di Gionata Agisti

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