Pergolettese, ora si fa sul serio

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La Pergolettese è stata eliminata dalla Coppa Italia: viva la Coppa Italia se sarà servita a meglio assestare la squadra in vista del campionato che sta per partire. Perché le due partite con il Renate e con il Como delle indicazioni precise le hanno date. Certamente non basta capire qual è il meglio per agire di conseguenza, perché si fa il pane con la farina che si ha; però i campanelli d’allarme sono suonati. Nel confronto casalingo con il Renate (squadra di medesima categoria) alla fine si è trovato un pareggio (1-1), sia pure spendendo molte energie; con il Como, squadra di categoria superiore, il Pergo ha resistito fino ai tempi di recupero, per poi farsi infilare due volte (risultato 3-1). Non sono mancate le note positive, legate soprattutto alla voglia dei giocatori di correre e di aggredire gli spazi e la palla; né qualche attenuante come il tempo pessimo nella prima frazione nella gara con il Como, o in entrambe le partite, arbitri non sempre al meglio, oppure l’assenza, a Meda, di Alessio Jovine che nel primo confronto era parso fra i migliori. Si sono visti però anche alcuni difetti, primo fra tutti il rischio che la squadra vada fuori giri per eccesso di agonismo.

Va bene essere grintosi, ma il Pergo che si è visto nelle due partite di Coppa Italia con punti in palio, è parso troppo arrembante e quindi dal gioco troppo dispendioso e rischioso: difficile mantenere alto il ritmo per tutta una partita, compreso il recupero e ancor più difficile mantenerlo per diverse partite di seguito; e poi con 5 ammonizioni con il Renate e 4 con il Como, oltre una espulsione a partita (Emanuele Bardelloni in casa e Nicolò Esposito a Meda) non si va molto lontano! Ci sono dei momenti durante una partita, in cui occorre saper tirare il fiato, prender tempo, saperla gestire, insomma. Per questo è del tutto condivisibile quanto l’allenatore Alessio Tacchinardi – che pur predica velocità e agonismo – va ripetendo: a questa squadra mancano due uomini di esperienza e soprattutto un riferimento di qualità a centrocampo. Senza nulla togliere ai giocatori che hanno dato tutto. Ma è proprio questo che preoccupa: che si debba sempre e comunque dare tutto! Un campionato difficile e lungo come quello che attende il Pergo non lo si può affrontare sempre con il coltello fra i denti. Che a questo possano servire il già acquisito attaccante Jeda Capucho Neves e il probabile Filippo Sambugaro è quanto tutti si augurano. Anche se il primo ha cambiato 10 squadre da che è arrivato in Italia e il secondo è reduce da due stagioni nella Cremonese con poche presenze perché si è sottoposto a un duplice intervento chirurgico. Intanto domani arriva la prima di campionato (ore 15 al Voltini) con il Pergo che ospita l’Alessandria. I “grigi” del presidente Luca Di Masi non sono più la squadra che seppe crescere un campione come Gianni Rivera, ma sono comunque considerati fra i favoriti del campionato. L’allenatore Egidio Notaristefano è soddisfatto dagli incontri di Coppa Italia e carica la squadra per fare un ottimo campionato. Una curiosità: nell’Alessandria gioca da quest’anno una vecchia conoscenza del pubblico cremasco, Michele Marconi che nella stagione 2010-2011 fece parte della formazione gialloblu. L’Alessandria partirà pure con il pronostico favorevole, ma per ora tutte le squadre sono a zero: i veri favoriti usciranno dalle vittorie ottenute sul campo. Per questo “forza Pergo!”.

di Tiziano Guerini

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