Casalmaggiore - Auto o pedoni? Facciamo i 30/h

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Si discute della proposta di istituire il rigoroso limite in piazza Garibaldi, per non scontentare nessuno.
I 30 km all’ora sull’anello che circonda il Listone di piazza Garibaldi? Perché no? La proposta, lanciata dal portale web Oglio Po Partecipa, sarà discussa proprio nell’Ecofiera in programma nel weekend (leggi a pagina 27), ma per cominciare scomoda paragoni importanti, che piazzano Casalmaggiore fianco a fianco con grandi capitali europee come Parigi e Londra e accostano il comune maggiorino anche alle ultime decisioni viabilistiche adottate a Roma. L’idea, in verità, parte dai Paesi Scandinavi e dall’Olanda, dove la cultura della mobilità sostenibile (tradotto: l’automobile si utilizza se proprio è necessario e la bicicletta è il mezzo più utilizzato) è partita molto prima che da noi. Tuttavia proprio grandi centri con appeal turistico di livello mondiale hanno pensato che, forse, chiudere il cuore della città al traffico motorizzato non era il massimo. Ecco allora l’intenzione di abbassare la velocità massima consentita da 50 a 30 km all’ora.

Tutto questo per non creare divieti di accesso, che andrebbero a svantaggiare diverse categorie come commercianti e attività legate al turismo, e al contempo per consentire a biciclette e pedoni di passeggiare liberamente, senza troppi rischi. E’ di circa una settimana fa l’incidente in piazza Garibaldi, che ha visto coinvolto proprio una bicicletta, urtata da un’automobile in transito: nulla di grave, solo un codice verde, ma l’episodio è emblematico. Non si può aspettare certo che ci scappi il morto, dicono i più saggi. E allora piazza aperta sì, ma a questa condizione, quella dei 30 km all’ora: da un lato i commercianti sarebbero più contenti, perché da sempre rappresentano la categoria che più di altre si oppone alla chiusura del centro storico, allontanando potenziali clienti (l’uomo è pigro e in auto ormai va un po’ ovunque…); dall’altro i ciclisti potrebbero vedere incentivata l’uscita in sicurezza con il velocipede. Tutto questo in assenza di ciclabili sul Listone (e qui sì, servirebbe una rivoluzione). A Roma la chiusura dei Fori Imperiali al traffico ha provocato proteste ma anche tanti applausi, in particolare dei turisti. A Casalmaggiore si pensa a qualcosa di diverso, anche perché il grado di attrazione non è nemmeno paragonabile a quello della Città Eterna, ma un embrione di idea c’è e chissà che non diventi presto una pista (ciclabile?) concreta.

di Giovanni Gardani

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