Umberto Ambrosoli a Casalmaggiore il 4 ottobre

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In segno di riconoscenza nei confronti del Listone, che ha contribuito a realizzare la Rete del Civismo.
Partito per contribuire a creare la Rete del Civismo Lombardo nella sede della Regione a Milano, il Listone di Casalmaggiore è tornato a casa con una notizia a lungo inseguita: Umberto Ambrosoli, consigliere di minoranza al Pirellone, che ha sfidato Roberto Maroni nelle elezioni di febbraio, il 4 ottobre sarà a Casalmaggiore. «La conferma - spiega Carlo Gardani, che a Milano ha rappresentato il Listone - mi è arrivata sia dalla segretaria Pamela Dessì che da Titta Magnoli, che fa parte dello staff di Ambrosoli: una promessa che è stata mantenuta». Giovedì pomeriggio la partecipazione è stata molto ampia, tanto che per contenere tutti il pubblico è stato trasferito in sala Pirelli. Lucia Castellano, presidente del Gruppo Ambrosoli in consiglio regionale, e lo stesso Umberto Ambrosoli hanno dato il benvenuto, poi è stata illustrata una ricerca del professor Claudio Conti sulla forza del civismo in politica.

La Rete del Civismo Lombardo è stata costituita con regolare statuto, preannunciando che il 5 ottobre a Lecco sarà eletto il consiglio direttivo della Rete del Civismo Lombardo. «Sarà composto - spiega Gardani - da rappresentanti di tutte e 12 le province lombarde, oltre che dai soci fondatori. Si tratta di un punto di riferimento, che conterà sulla rappresentanza territoriale radicata in ogni provincia e che mira a unire le varie realtà civiche già consolidate dall’esperienza elettorale regionale. I vari gruppi territoriali avranno un’importanza sovra-comunale: potranno dialogare tra loro e direttamente col gruppo consiliare di Ambrosoli, facendo pervenire istanze direttamente dalla cittadinanza alla Regione ». Tra i passaggi degni di nota la costituzione di un gruppo di oltre 40 firmatari, tutti intellettuali e professori universitari della Lombardia, in appoggio alla Lista Ambrosoli, mentre dal pubblico si è levato un attacco ai partiti “ufficiali”: «Soprattutto il Pd e anche qualche frangia del Pdl - ha spiegato Gardani - sono convinti che il civismo debba per forza trasformarsi in partito per poter fare politica. In realtà questo passaggio non è più necessario e la Rete del Civismo lo dimostra».

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