Museo del Violino, «Una meraviglia»

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Presentato in anteprima alla stampa, italiana e internazionale, il Museo del Violino della nostra città, il “museo meraviglia”, uno scrigno di tesori: una realizzazione affascinante, e non solo per chi è addetto ai lavori, una straordinaria realtà che mostra con tutta evidenza lo sguardo corto di chi nega l’importanza fondamentale per la vita di ogni comunità umana della cultura e della bellezza. Il Museo, un itinerario di suggestioni tra passato e presente, che unisce strumenti preziosissimi come gli Stradivari, gli Amati e i Guarneri del Gesù al blocco multimediale interattivo, vera meraviglia tecnologica, sarà inaugurato ufficialmente sabato 14 settembre. Tutti allora potranno visitarlo, insieme allo straordinario Auditorium, dalle forme leggere e ondeggianti, che ben si inseriscono nella rigida costruzione del Palazzo dell’Arte, una sede portata a nuova vita. Comprensibilmente e visibilmente soddisfatto il sindaco Oreste Perri:” E’ questo un atto d’amore per la città della liuteria, un patrimonio non solo della città ma del mondo intero”. E non poteva mancare di esprimere la sua gratitudine verso il cavaliere Arvedi, che si è fatto mecenate ed ha permesso la realizzazione di questa grande opera fortemente voluta: “E’ stata per me una gioia immensa vedere crescere e prendere forma quello che avevamo immaginato, una immensa soddisfazione. Nessun sacrificio, ma provo una grande gioia sapendo di lasciare ai nostri giovani questo patrimonio culturale segno della genialità dell’uomo, capace di trasformare la semplice materia, il legno, nelle architetture sonore della musica, in un suono meraviglioso che esce da due fessure a forma di effe …” ha detto Giovanni Arvedi. In un momento così difficile, una grande soddisfazione per tutta la città, salutata dalle note di Bach suonate dal Maestro Antonio De Lorenzi.
Daniele Tamburini

Il suono dei violini accompagna il visitatore alla scoperta del magico mondo della liuteria cremones e , recentemente inserita dall’Unesco nella lista rappresentativa del patrimonio immateriale dell'umanità. E’ il Museo del Violino, una struttura di importanza mondiale voluta dal cavalier Giovanni Arvedi e realizzata grazie al suo impegno, in sinergia con i più autorevoli esperti a livello mondiale, come ha sottolineato il sindaco Oreste Perri: «dall'ingegneria acustica all'architettura, passando per tutte quelle professionalità che hanno permesso di avere il meglio, semplicemente una meraviglia». Dopo la presentazione in anteprima alla stampa di tutto il mondo (circa ottanta i giornalisti presenti, italiani e non solo), sarà la volta della inaugurazione vera e propria: il 14 settembre prossimo, quando finalmente la città e i turisti potranno visitare le sale che raccontano cinque secoli di liuteria cremonese, in un percorso tra gli strumenti dei grandi maestri, da Antonio Stradivari a Giuseppe Guarneri Del Gesù ad Andrea Amati. Il museo, pensato per soddisfare le esigenze dei visitatori di ogni età, conduce il visitatore in un percorso tra storia e multimedialità, che lo porterà a conoscere a fondo le peculiarità di un'arte che Cremona ha sempre coltivato, tanto che ancora oggi la nostra città vanta la presenza di oltre 120 laboratori liutai. Maestri che all'interno delle sale espositive hanno un proprio posto: vi sono infatti esposti alcuni loro strumenti e raccontate le loro biografie, ad imperitura memoria. Il museo riunisce quindi tutte le collezioni liutarie cremonesi, un complesso di beni che conta oltre 70 strumenti ad arco e oltre 700 reperti originali che testimoniano il lavoro di Antonio Stradivari. Il percorso della visita si articola in dieci sale. A partire dalle origini del violino, indagate attraverso documenti storici, iconografici e strumentali, con tanto di bottega liutaria operativa. Non mancano ampi spazi multimediali che illustrano le vicende delle più celebri dinastie liutarie cittadine. Fiore all'occhiello è la sala che contiene gli strumenti di tutti i più grandi maestri cremonesi; grande importanza ha anche la sala dei loro eredi, i maestri contemporanei.

In ogni sala le postazioni multimediali guidano il visitatore alla scoperta del mondo degli strumenti ad arco, adatti agli esperti così come ai comuni visitatori. Si raccontano quindi i sistemi di costruzione degli strumenti ad arco e le loro particolarità tecniche e acustiche, le vicende delle più importanti famiglie di liutai cremonesi, la diffusione del violino cremonese nel mondo. Il museo dà anche ampio spazio all’esecuzione musicale, destinata a rendere sonoro e interattivo un luogo in cui gli strumenti sono usualmente racchiusi in vetrine di protezione, progettate per accogliere adeguatamente tali delicati oggetti. Si possono dunque ascoltare in vari punti dell’esposizione, e in particolare in una sala di proiezione appositamente predisposta, frammenti di concerti, esibizioni di celebri strumentisti, interviste a virtuosi e protagonisti del mondo del violino, composizioni violinistiche di artisti famosi e altre commissionate appositamente per questo luogo, senza dimenticare che il museo possiede un ampio auditorium per le vere e proprie esibizioni concertistiche. A completare un museo dai tratti decisamente avveniristici è l'auditorium intitolato allo stesso Giovanni Arvedi, un luogo che offre un'acustica ottimale, adatto ad ospitare i più grandi maestri e le più grandi orchestre del mondo. «In una sala squadrata e caratterizzata dalle linee rette, abbiamo inserito una vera e propria scultura in legno, l'auditorium, che non ha una sola linea retta» ha detto con orgoglio lo stesso Arvedi, che per realizzarlo ha consultato i maggiori esperti del settore.

E Lo ha fatto per valorizzare la storia della nostra città, la bellezza di uno strumento, il violino, «che regala una vera e propria magia armonica e crea, grazie alla precisione e alla tecnica dei nostri maestri, un suono coinvolgente e unico che esce da due semplici effe». Pensato come forma di espressione della bellezza degli strumenti, l’auditorium nasce per rappresentare la grande tradizione musicale, ma vuole anche confrontarsi con il futuro della musica. Il risultato è un progetto fluido, fatto di volumi morbidi, linee sinuose che si rincorrono e disegnano una grande scultura organica che esprime il propagarsi delle onde sonore. Il palco è al centro della scena, il pubblico "avvolge" i musicisti, il dialogo che si crea tra spettatori ed esecutori produce un forte impatto emozionale e consente di vivere una esperienza nuova che va oltre il concetto classico di concerto. La suggestione di questo ambiente è esaltata anche dal design delle 450 poltrone studiato esclusivamente per questo auditorium. L’acustica studiata dall’ingegnere Yasuhisa Toyota ha raggiunto un livello di perfezione che ne consente anche l’utilizzo come sala di incisione. L’acustica dell’auditorium è garantita dall’aggiunta di altri accorgimenti: l’inserimento di tende acustiche dietro ogni apertura; la creazione di un’intercapedine che funge da cassa di risonanza sotto il “palco” centrale; la realizzazione del rivestimento della muratura perimetrale del livello interrato forata del 50% per permettere l’assorbimento del suono dalla tenda acustica retrostante.

di Laura Bosio

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