Quanto costa la scuola!

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Tempi di crisi, si cerca di risparmiare su testi e cancelleria. Vola il mercato del libro usato e si rinuncia alle griffe.
Ancora il caro scuola: dai libri al materiale didattico, tutto costa di più, in una situazione di bilanci familiari sempre più difficile. Sono tante le spese da affrontare in questi giorni: secondo l’indagine effettuata da Libreriamo, a preoccupare di più gli italiani sono i libri (46%), la cancelleria e gli accessori (25%) e gli abbonamenti ai mezzi (11%). Esperti e addetti ai lavori spiegano come ammortizzare le spese: acquistare libri usati (41%), fare attenzione al rispetto delle norme da parte degli istituti scolastici (34%), acquistare i testi da librerie online (26%) o rivolgersi alla grande distribuzione organizzata (28%). Si utilizza sempre di più il mercato del libro usato, che si svolge con diversi canali. «Ci sono i mercatini, ma spesso non si trova quello che si cerca» sottolinea Elena, mamma di una studentessa 12enne. «Nella scuola di mia figlia ci organizziamo tra genitori, acquistando i libri da quelli che hanno finito il triennio di scuola media, o comunque da quelli che passano di classe. E' una sorta di nostro "mercatino interno", almeno si va a colpo sicuro, e si risparmia ». Sono sempre meno le famiglie che acquistano libri nuovi, anche a causa del fatto che l'elenco dei libri da acquistare è sempre più lungo e comporta spese ogni anno più elevate. «I libri sono tra le voci di spesa più consistenti » dice Michela. «Ho la fortuna che i miei figli hanno solo due anni di differenza tra di loro, quindi i libri del primo passano al secondo senza troppi problemi. Quando vedo che vi sono delle nuove edizioni vado a controllare se si tratta di cambiamenti consistenti o se il contenuto resta lo stesso, e in questo caso evito di acquistare il nuovo. Fortunatamente gli insegnanti sono molto elastici da questo punto di vista». Se il libro è comunque un costo fisso di cui non si può fare a meno, si risparmia molto anche sul materiale didattico. «Il segreto sta nel tenere presente tutti i volantini che arrivano a casa, confrontando i prezzi e gli sconti applicati nei vari punti vendita» spiega Ettore. «In un supermercato si rivelano più convenienti i quaderni, in un altro gli zaini, in un altro ancora c'è in offerta il diario, e via di seguito. Una vera e propria caccia allo sconto: è l'unico sistema per far quadrare il bilancio familiare».

E' uno dei motivi per cui molti aspettano l'ultimo minuto per fare gli acquisti: «Più si aspetta e più i prodotti sono scontati» racconta Sara, madre 25enne. «Noi spesso andiamo a fare gli acquisti proprio a ridosso dell'inizio della scuola, approfittando delle rimanenze - soprattutto per quanto riguarda zaini e diari - che sono decisamente scontate ». Un'altra strategia molto diffusa è l'acquisto di dosi consistenti di materiale, nella formula del "pacco risparmio". «Avendo bisogno di massicce dosi di quaderni, biro, ecc, inoltre, posso puntare sulle quantità, ottenendo ottimi risparmi» racconta Enzo, padre di tre figli. «Più problematico è invece l'acquisto di materiali specifici. Ad esempio, mia figlia fa il liceo artistico e spesso deve acquistare cose molto costose. Mi piacerebbe che gli insegnanti venissero un po' più incontro alle famiglie...». La tendenza di moltissimi genitori è quella di abbandonare le griffe: «Ci sono famiglie che si lamentano di non riuscire a pagare tutto e poi vedi in giro ragazzini griffati dalla testa ai piedi!», commenta Claudio. «Ai miei figli ho insegnato fin dall'inizio quanto sia assurdo pagare di più un prodotto solo per il nome che porta stampato sopra. Il materiale scolastico lo acquistiamo rigorosamente non "di marca".

Un quaderno deve svolgere la sua funzione didattica, non serve che abbia disegnato sopra un tale cartone animato piuttosto che uno specifico personaggio dei fumetti». Stesso discorso vale per gli zaini, per i diari, per i pennarelli e via di seguito: «Mia figlia a volte si lamenta, con i suoi sette anni, che vorrebbe lo zaino come le sue amiche, ma le sto insegnando qual è il valore reale degli oggetti che usa» racconta Silvia. «Evito le griffe anche nell'abbigliamento, perché è giusto che fin da piccoli i nostri figli imparino l'importanza di un consumo critico ». Stanno crescendo, quindi, i "consumatori oculati". «Sono sempre stata "fissata" con le griffe, ma la necessità di risparmiare mi ha portato a rivedere questo mio atteggiamento, anche nell'acquisto del materiale scolastico per i miei figli» racconta Sonia. «Ho iniziato quest'anno ad evitare i prodotti di marca, e non me ne pento affatto» Nell'era del consumismo, dunque, forse la crisi sta insegnando alle famiglie italiane il reale valore delle cose, ma soprattutto l'importanza di un consumo più responsabile.

di Laura Bosio

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