Cremona - Pagare le bollette ? E' un'impresa

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Aumentano le famiglie morose in città: circa 270 sono indietro con il pagamento delle utenze e 120 non stanno pagando l’affitto nelle case popolari
Sempre più famiglie si trovano in difficoltà a pagare le bollette o la mensilità dell'affitto. Guardando alla nostra città si parla di 120 inquilini morosi (su un totale di circa un migliaio di alloggi di edilizia residenziale pubblica) per un totale di 135.000 euro, nonché di circa 270 utenti con ritardi nel pagamento delle bollette. Rispetto allo scorso anno si parla di un incremento delle morosità dell'8-10 per cento. Secondo Adiconsum sono circa 17 milioni gli italiani morosi rispetto alle bollette (acqua, energia e gas), come emerge dal 3° rapporto annuale Unirec, da cui emerge una crescita significativa di morosità tra le famiglie italiane. «Per quanto riguarda gli affitti di edilizia residenziale pubblica assistiamo ad un fenomeno particolare: pur essendo calato, a causa della crisi, l'importo degli affitti delle case popolari, è incrementato il numero degli inquilini morosi» spiega l'assessore comunale ai servizi sociali, Luigi Amore. «Su questo tema stiamo lavorando per mettere in piedi un intervento sociale che ci permetta di aiutare gli inquilini morosi» «Per quanto riguarda invece le utenze, abbiamo osservato un incremento tra le fila di coloro che hanno sempre pagato puntualmente, e che ora si trovano di fronte alla difficoltà di pagare la bolletta, e rimangono indietro» continua l'assessore.

«Quello che raccomando a queste persone è di non lasciar trascorrere il tempo senza fare nulla: per chi non ha arretrati pregressi è possibile chiedere la rateizzazione del pagamento. Per chi invece la difficoltà è più complessa, conviene ricorrere da subito all'aiuto dei servizi sociali, in quanto se si aspetta troppo si rischia di cadere in situazioni debitorie da cui poi è difficile uscire». Situazioni di questo tipo sono sempre più frequenti. «Parliamo di nuclei familiari normalissimi, che non hanno mai avuto difficoltà, in cui magari uno dei due coniugi perde il lavoro; di conseguenza viene meno la possibilità di far fronte a tutte le spese della gestione della casa e della famiglia, soprattutto se consideriamo che tra bollette e affitti privati si possono sfiorare costi mensili di 700-800 euro. Questa situazione è più comune in città, mentre nei piccoli paesi, essendoci una più alta concentrazione di proprietari di case, il problema si riduce, venendo meno il costo dell'affitto». In ogni caso, secondo l'assessore, è importante intervenire tempestivamente ai primi segnali di difficoltà: «Diventa difficile anche per noi aiutare famiglie che non pagano le bollette o l'affitto da anni. In casi come questi diventa difficile evitare il taglio delle utenze o lo sfratto». Il problema maggiore è che le risorse a disposizione dei servizi sociali sono sempre le stesse, a fronte dell'incremento dei casi da seguire. «Questo comporta aver meno soldi a disposizione per ogni nucleo famigliare » spiega Amore. La difficoltà aumenta quando ci si trova con famiglie che hanno morosità su tutti i fronti.

«Molto poi dipende dall'entità del debito. La maggior parte dei nuclei ha morosità che arrivano fino a mille euro, ma vi sono anche alcuni soggetti con debiti di 2 o 3mila euro, e questo significa non pagare le bollette da due o tre anni. Non si dovrebbe mai arrivare a questi livelli». conclude Amore. A peggiorare la situazione è il costo sempre più alto delle utenze, che contribuisce in maniera non indifferente ad incrementare le difficoltà nei pagamenti. «I costi delle utenze sono oggi una priorità per le famiglie italiane, gravate da bollette sempre più pesanti» sottolinea Pietro Giordano, presidente di Adiconsum che ha chiesto all’Aeeg di prendere una chiara presa di posizione sui costi in bolletta – che comprendono i servizi di vendita, i servizi di rete e le imposte – come anche sull’imposizione dell’Iva che si applica sul costo totale dell’intera bolletta (servizi di vendita+ servizi di rete+accise), al fine di trovare soluzioni. «E’ oramai urgente – afferma Giordano – che tutti i diversi attori del settore uniscano le proprie forze. Vanno infatti formulate proposte condivise da indirizzare al Governo, a cui chiedere provvedimenti capaci di fronteggiare la crisi di tante famiglie e consumatori. Vanno chiesti provvedimenti per risolvere queste gravi situazioni di difficoltà economica, oggi sempre più diffuse. Strumenti quali bonus e tariffe sociali sono importanti ma non sufficienti per sostenere le diversificate esigenze economiche oggi rappresentate dai consumatori. Cresce il numero dei cittadini che non riesce più a pagare, non per mancanza di volontà ma per incapacità oggettiva, consumatori ormai senza alcuna “rete di supporto” nella morosità».

di Laura Bosio

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