Vanoli incompleta, ma in crescita

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Malgrado le tante assenze la squadra di Gresta ha fornito una buona prestazione contro Varese.
Per la prima volta in pre-season, la Vanoli si è esibita al Pala- Radi, cioè davanti al pubblico amico, accorso numeroso per l’occasione a conferma dell’interesse che circonda la squadra di Luigi Gresta. I biancoblu hanno battuto un avversario di peso, la Cimberio Varese, per 82-72 (17-22, 39-37; 61-48). Il punteggio non rispecchia del tutto quanto ha detto il campo, poiché a 3 minuti dalla fine quando era in vantaggio di 15 lunghezze, coach Gresta ha dato spazio anche ai giovanissimi sostituti e la Cimberio, al completo, ha potuto riavvicinarsi leggermente. Erano partiti forte i varesini, tanto da chiudere sul 22-17 in loro favore il primo quarto, con la Vanoli che faticava ad arginarne le iniziative. Poi però, soprattutto in virtù di una ritrovata precisione offensiva ed una migliore organizzazione a copertura del proprio canestro, Rich, Chase e compagni prendevano decisamente in mano il pallino del gioco (61-48 al 30’). Pur inferiore sul piano fisico (dominante in area Varese con il centro Hassel, padrone dei rimbalzi), con la panchina cortissima, (ancora assente per infortunio il play Woodside e con il nuovo centro Curtis Kelly arrivato a Cremona il mattino alle 8 per sostituire Watson, al quale Gresta ha concesso 5’ nel primo quarto, tanto per consentirgli di salutare festante il pubblico cremonese) e ancora senza l’ala forte da ingaggiare (Czyz o Hubalek?), la Vanoli ha giocato un buon basket, sfruttando al meglio le sue peculiarità: tiro da fuori, inventiva, ardore agonistico e classe individuale. Varese ha sofferto queste frecce acuminate ed ha pagato dazio. Lo stato di forma dei pochi disponibili è parso già buono, a quasi un mese dall’inizio del campionato. Da migliorare, ovviamente, qualche meccanismo. Individualmente, un figurone hanno fatto Jason Rich e Brian Chase, il primo premiato alla fine come miglior atleta in campo, ma note positive anche per Spralja, Ndoja, Jackson ed Antonelli. Apprezzato l’apporto dei giovani Marchetti e Deme. Ora speriamo che Kelly si inserisca al meglio, che finalmente il play Woodside possa illuminare ancor di più la scena e che l’ala forte da individuare sia all'altezza delle aspettative, per poter garantire uno spettacolo sempre vibrante e tecnicamente valido, che porti a tante soddisfazioni come gli appassionati meritano. Insomma, ci pare siamo sulla strada giusta per vivere una importante avventura sportiva.

I TABELLINI Vanoli Cremona: Chase 20, Marchetti 3, Jackson 9, Deme 1, Spralja 14, Antonelli 4, Robinson 3, Fontana, Rich 22, Ndoja 6, Kelly. All.: Gigio Gresta. Cimberio Varese: Scekic 4, Sakota 14, Coleman 8, Rush 11, Clark 3, De Nicolao 2, Balanzoni, Affia, Raffa 3, Mei, Hassel 19, Polonara 8. All.: Fabrizio Frates.

LETTONE IN PROVA Da oggi si aggrega alla squadra, per un periodo di prova, l’ala lettone Ernests Kalve. Ala forte di 2 metri, classe 1987, Kalve ha disputato l'ultima stagione in Ungheria con lo Szolnok, squadra con la quale è sceso in campo nel campionato magiaro, nell’Adriatic League e in Euro- Challenge. In quest'ultima competizione ha segnato 14.3 punti e catturato 5.6 rimbalzi nei 10 incontri disputati. Nel 2005-2006 ha vinto lo scudetto con la Benetton Treviso.

ALTRI TEST Ricordiamo che prima di battere la quotata Cimberio Varese, la Vanoli aveva già dato segnali positivi, nel match di domenica scorsa con Reggio Emilia, perso 86-80 (16-16, 38-32; 61-52, 68-68) dopo un supplementare, malgrado le numerose assenze (Chase 17, Jackson 16, Rich 22). E domani (ore 18) i biancoblu tornano al PalaRadi per sfidare Montegranaro.

EUROPEI Ancora una volta la Lituania (poi finalista) ha sbarrato la strada all’Italia agli Europei. Fatale agli azzurri l’ultimo quarto, dopo 30’ di ottimo basket. La squadra di coach Pianigiani (sconfitta ai quarti 81-77), ha steccato anche contro l’Ucraina (66-58), crollando ancora una volta negli ultimi 10’. Oggi alle 17.30 ultima chance di qualificarsi per i Mondiali 2014 nella sfida per il 7° posto contro la Serbia.

di Giovanni Zagni

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