CREMA - La nuova star di «Piazza pulita»

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Marina Zanotti, titolare della Omz. «Ho parlato molto chiaro al ministro Franceschini».
Proprio non se l'aspettava Marina Zanotti di essere portata alla ribalta dello schermo televisivo, con l'opportunità di esprimere il proprio parere in merito al dramma vissuto da moltissimi imprenditori, costretti da anni a fronteggiare una crisi che non vede ancora una via d'uscita. Eppure è a lei che è toccato farsi portavoce delle aziende cremasche - e non solo - durante l'ultima puntata del programma televisivo di La7, «Piazza pulita », andata in onda lunedì scorso, 7 ottobre. «Incredibilmente, sono stati loro a cercarmi», ci racconta l'imprenditrice, titolare della Omz, azienda metalmeccanica. «Da quanto ho capito, sono risaliti a me grazie a un'intervista-video che ho rilasciato recentemente nella sede della Libera artigiani in merito ai problemi di viabilità nella zona industriale di Crema. All'inizio, quando mi hanno contattata, francamente ho pensato a una bufala. Mi hanno chiamata il venerdì precedente, sabato ho dato la mia adesione e domenica è stato organizzato il mio trasferimento. Lunedì scorso, alle 19.30, mi trovavo ngli studi di La7. È stato tutto molto veloce». Qual è stato l'impatto con la realtà televisiva? Ha potuto incontrare il conduttore, Corrado Formigli? «Devo sottolineare e ci tengo a farlo che mi è stata data veramente una totale libertà di espressione. Confesso che, all'inizio, ero un po’ prevenuta. Pensavo mi imponessero quanto meno un codice comportamentale e, invece, Formigli mi ha tranquillizzata: “Marina, puoi dire quello che vuoi”, mi ha detto e posso confermare che è andata esattamente così: tutto, nella trasmissione, si svolge completamente in diretta e non c'è nulla di preordinato. Da questo punto di vista, tanto di cappello. Di certo, fosse stato il contrario, probabilmente non avrei accettato di partecipare». Si era preparata un discorso o ha dovuto improvvisare?

«Era impossibile prepararsi qualcosa, perché di noto c'era solo l'argomento della serata: la crisi delle imprese italiane. Per il resto mi avevano avvisata che avrei dovuto andare a braccio, seguendo l'andamento della discussione con gli ospiti in sala, tra cui il ministro Dario Franceschini. In base alle loro osservazioni, sarei intervenuta con un mio parere. Ovviamente, per dire tutto quello che avrei voluto, sarebbero state necessarie dieci puntate, ma il succo è stato questo: noi imprenditori stiamo facendo veramente fatica. Ho detto a Franceschini che abbiamo un socio, lo Stato, che condivide con noi solo gli utili, mentre, quando c'è qualche perdita o una semplice difficoltà, si defila. Siamo stanchi di essere vessati da tasse sempre più pesanti. I margini di guadagno degli imprenditori sono ormai più che risicati e quelli di noi ancora in attività sono stati privati perfino della loro passione. In pratica, stiamo svolgendo una missione sociale nei confronti dei nostri dipendenti, garantendo il welfare del Paese». È soddisfatta di questa opportunità televisiva? «Sì, sono stata gratificata da molti colleghi che mi hanno scritto e-mail da tutta Italia, perfino due imprenditori italiani che si sono trasferiti per lavoro negli Stati Uniti. Mi hanno espresso il loro sostegno, facendomi sapere di essere dalla mia parte. Si sono lamentati del fatto che, finora, gli imprenditori non si sono ancora fatti sentire in maniera determinante e mi hanno spronata a continuare. Dalla redazione di “Piazza pulita” mi hanno comunicato che può darsi che, in un prossimo futuro, mi ricontattino. Stasera, intanto (giovedì, 10 settembre n.d.r.), sarò in collegamento telefonico con una trasmissione su Tv 2000, dove mi hanno invitata ad affrontare lo stesso argomento». Alla fine della trasmissione ha avuto occasione di scambiare due parole con il ministro e gli altri ospiti?

Ha ricevuto una risposta a quanto da lei denunciato? «Il ministro è stato molto gentile, come del resto anche gli altri ospiti, Vittorio Sgarbi e Antonio Padellaro. Si sono complimentati con me per come ho esposto il problema. Probabilmente, perché sono stata molto educata con loro. Direi che, nonostante i tempi fossero stringenti, lo scambio di battute è stato veloce, ma molto cordiale».

di Gionata Agisti

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