«Un sistema politico distante dalle imprese»

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Il lancio del Polo produttivo Tencara come area di interesse regionale per l'attrazione degli investimenti e un serio impegno per la navigabilità del fiume Po. Queste le richieste che il presidente dell'Associazione industriali di Cremona, Mario Caldonazzo, ha avanzato alle istituzioni regionali e nazionali nel corso dell'assemblea dell'associazione stessa, svoltasi venerdì pomeriggio presso il Teatro Ponchielli. Il presidente ha sottolineato come il malessere dell'imprenditoria cremonese sia legato «allo sconcerto per un sistema politico ed istituzionale distante se non addirittura ostile alle imprese. Un sistema che spreca risorse ed occasioni, privo di una politica economica, sordo agli appelli del sistema manifatturiero anche di fronte ai pochi e deboli segnali di ripresa. E' di questo che gli imprenditori sono preoccupati: dalla mancanza di una concreta prospettiva di crescita».

Caldonazzo attacca duramente un sistema gravato da una pressione fiscale senza eguali. «Viene quasi da pensare ad un inconfessato progetto di deindustrializzazione del Paese. In altre parti del mondo è cominciata la sfida fiscale: per contrastare la crisi tanti paesi tagliano le tasse sulle imprese, quale soluzione per rilanciare l’economia e l’occupazione. Noi, che questo patrimonio imprenditoriale lo abbiamo per genesi spontanea, lo distruggiamo. Le cifre di chiusure e di fallimenti fanno rabbrividire: nel 2012, hanno chiuso 41 imprese manifatturiere al giorno. Negli ultimi 6 anni hanno cessato la loro attività più di 70.000 imprese, con una perdita di 1,4 milioni di unità di lavoro e con il numero record di disoccupati di 3 milioni». Un primo appello Caldonazzo lo lancia al ministro Lupi, chiedendo un progetto di rilancio dell'economia. «Ci vuole una riduzione del carico fiscale sul lavoro e sulle imprese: da questo dipende la nostra competitività. ». Un secondo tema forte riguarda le infrastrutture: gli industriali chiedono di superare i ritardi accumulati negli ultimi vent'anni nella dotazione delle infrastrutture. E qui l'appello va anche a Roberto Maroni, governatore della Lombardia, a cui si chiede di sostenere la partita della navigabilità del fiume Po per 365 giorni l'anno.

«Oggi si sta tornando a parlare della sistemazione a corrente libera. Una volta per tutte: dobbiamo acquisire la volontà politica di realizzare la navigabilità del Po e ottenere la disponibilità effettiva delle risorse sulle quali contare. La messa a regime del Po ed il ruolo di Cremona come hub fluviale avrebbero enormi ricadute su tutto il traffico di merci e persone, e farebbero di Cremona il punto di maggior penetrazione del corridoio Adriatico ed il luogo di connessione per gli scambi tra Europa settentrionale e meridionale». Alto punto focale è quello del Polo produttivo di Tencara quale area di interesse regionale per attrarre gli investimenti. «Un'area di circa un milione di metri quadrati che vuole candidarsi a piattaforma produttiva/logistica di interesse regionale: auspichiamo che la Regione voglia cogliere questa straordinaria opportunità». Alla Lombardia si chiede anche di «essere protagonista di una nuova concezione di fisco, ad esempio riducendo l'Irap per stimolare la crescita, premiare chi fa ricerca, chi assume o chi avvia una attività». All'assemblea è intervenuto anche Aurelio Regina, vice presidente di Confindustria, che ha sottolineato come, in uno scenario europeo di generale ripresa, l'Italia resta il Paese che cresce meno, che non ha fatto passi avanti sulla competitività e sull'innovazione. «Sembra che il Paese abbia deciso di non essere più una grande potenza industriale. Oggi al Governo chiediamo di mettere in campo delle chiare politiche fiscali serve un sistema fiscale efficace semplice e trasparente: una tassa come l'Irap ha frenato lo sviluppo e incide negativamente sulle già forti problematiche del Paese».

A rispondere alle richieste degli industriali è il governatore Maroni: «Proprio oggi la Giunta regionale ha approvato un provvedimento che prevede l'abolizione dell'Irap su nuove imprese innovative create dai giovani». Un progetto per cui sono stati stanziati 30 milioni di euro. «Si vuole così favorire l'avvio e lo sviluppo di nuove imprese lombarde (Start up) e supportare il rilancio di imprese esistenti (Re Start). E' la prima volta. Si tratta di una misura coerente con il programma di governo, che prevede la riduzione della pressione fiscale. E' il primo passo per l'azzeramento completo dell'Irap, cosa che la Lombardia vuole realizzare, sfidando le altre Regioni e il Governo a fare altrettanto». Maroni ha poi lanciato al governo altre sfide, come quella di rivedere il patto di stabilità, che impedisce alle amministrazioni pubbliche di pagare le imprese. «Noi del governo – ha detto in conclusione il ministro Maurizio Lupi – siamo chiamati ad una responsabilità grande. Nella situazione attuale, non c’è uno che vince e uno che perde. O vinciamo tutti o perdiamo tutti. I primi provvedimenti presi dal governo sono in questa ottica».

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